Garlenda, l'ex sindaco replica alla minoranza sulla videosorveglianza: "I crimini sono diminuiti" - IVG.it
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Garlenda, l’ex sindaco replica alla minoranza sulla videosorveglianza: “I crimini sono diminuiti”

Giuliano Miele conferma l'efficacia dell'effetto deterrente delle telecamere

Videosorveglianza

Garlenda. “La videosorveglianza ha una finalità deterrente che ha funzionato perfettamente, visto che il numero di crimini rilevati dalle forze dell’ordine sono diminuiti drasticamente”. Così l’ex sindaco di Garlenda Giuliano Miele risponde alla polemica sollevata dal gruppo di minoranza di “Uniti per Garlenda” a proposito dell’efficacia del sistema di videosorveglianza installato dal Comune.

Ieri il gruppo consiliare denunciava il furto di alcune grondaie di rame delle cappelle funebri del cimitero da parte dei “soliti ignoti”. Questa sottrazione va ad aggiungersi ai tanti furti in abitazione avvenuti negli ultimi tempi ma non solo: “I pontini in legno del campo golf sono senza la copertura in rame da una decina di giorni, rubata pure quella – dicevano i consiglieri di Uniti per Garlenda – Tutto il paese è videosorvegliato con un impianto tecnologicamente avanzato, installato recentemente (nel 2011/2012) all’ultimo piano del vecchio Comune dalla giunta Miele-Pittoli-Navone con una spesa di ben 65 mila euro e poi ammodernato con ulteriore spesa di  9 mila euro per garantire la possibilità di leggere le targhe delle vetture. Ora attendiamo di sapere se funzionano correttamente per garantire la sicurezza che i cittadini si aspettano dopo tale investimento economico”.

“Come ben sanno i consiglieri di minoranza che l’hanno avvallata con voto favorevole – replica oggi Miele – la videosorveglianza aveva ed ha (in ogni luogo in cui è stata installata) una copertura limitata alla zona circostante e quindi esercita nel suo insieme una funzione deterrente nei confronti anche di aree non coperte. Molti anni sono trascorsi dall’installazione e l’atteso effetto deterrenza bene si è fatto sentire, confermato dai dati di riduzione degli interventi malavitosi rilevati dalle forze dell’ordine negli ultimi anni nell’area di Garlenda”.

E poi contrattacca: “Denunciare pubblicamente e rendere nota attraverso i media, così come ha fatto ‘Uniti per Garlenda’, la ipotizzata ridotta efficacia del sistema esistente anche se fosse vera non farebbe altro che dare informazioni utili solo ai malavitosi senza portare alcun beneficio”.

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