Si ricomincia da capo?

Ex Sporting Club, “San Bernardino è satura e compromessa”: ecco i motivi dello stop al progetto fotogallery

Il documento della Regione parla di lacune e difformità nel progetto presentato dal Comune. Tutto da rifare?

Finale L. “Il complesso ricade in ambito di riqualificazione già saturo, essendo riconosciuto già fuori scala e compromesso da eccessivi incrementi volumetrici frequentemente oggetto di condoni edilizi…Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria dei fabbricati esistenti con aumenti di volume contenuti nel 10%, per adeguamenti funzionali o igienico/sanitari. E’ ammesso il cambio di destinazione degli edifici residenziali o commerciali in edifici ricettivi: in tal caso l’incremento volumetrico potrà essere di maggiore entità (fino al 30% dell’esistente) finalizzato sia all’ampliamento dei fabbricati attuali che alla realizzazione di edifici pertinenziali”.

Queste le motivazioni principali per le quali il Dipartimento di Pianificazione urbanistica della Regione Liguria ha comunicato lo stop al progetto di riconversione della ex discoteca Sporting Club, in località San Bernardino, sulle alture di Finale Ligure.

Il progetto prevedeva un incremento volumetrico del 30% con la ristrutturazione del fabbricati esistenti e l’edificazione di tre nuovi blocchi per un totale di 22 appartamenti di varia metratura, 17 posti auto, 11 box ricavati nell’ex arena degli spettacoli. In cambio era previsto che la Sea Residence S.r.l si sarebbe occupata a scomputo degli oneri di urbanizzazione, dal rifacimento parziale dell’acquedotto di via della Pineta, della sistemazione di alcune strade, della messa in sicurezza di un muro e altre piccole opere nell’area, per un totale di quasi 500 mila euro.

I tecnici della Regione precisano che la modifica proposta della destinazione d’uso non è prevista dal PUC per gli edifici esistenti e che le nuove costruzioni in quella zona non sono di fatto consentite. Il progetto, inoltre, non è conforme alla disciplina di mantenimento del PTCP vigente, in cui sono ammesse solo piccole integrazioni al tessuto abitativo esistente, mentre il progetto presentato si “configura invece quale consolidamento del tessuto insediato a carattere diffuso circostante”.

Dagli uffici di via Fieschi vengono evidenziate anche alcune lacune nello stesso progetto, come la documentazione in merito agli alloggi e relative superfici da destinare a edilizia convenzionata, o l’accessibilità veicolare “a fronte di una carenza infrastrutturale”.

Di tutto questo l’assessore comunale Marinella Orso cercherà di trovare una soluzione domani mattina a Genova, quando insieme al primo cittadino Ugo Frascherelli incontrerà i responsabili regionali. Tuttavia, visto anche come si conclude la lettera a firma dell’architetto Antonio Gorgoni – “il progetto non procedibile”, sarà difficile per l’amministrazione finalese evitare che l’iter del progetto di riconversione urbanistica riparta da zero, o quasi.

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