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Dodici anni fa l’attentato di Nassiriya, Finale Ligure ha ricordato Daniele Ghione fotogallery

La base Maestrale fu sventrata da un attacco kamikaze: 28 i morti e tra questi il maresciallo capo in missione in Iraq

Finale Ligure.  Ricorre oggi il dodicesimo anniversario della strage di Nassiriya, una delle pagine più tristi della storia recente italiana. Il 12 novembre del 2003 nella città del sud dell’Iraq, un camion-bomba esplose dentro il recinto della “Maestrale”, una delle basi del contingente italiano a cui era demandato il controllo sulla regione di Dhi Qar.

Attentato di Nassirya, Finale ricorda il maresciallo Ghione

Nell’attentato morirono 28 persone: 17 militari e 2 civili italiani, 9 civili iracheni. Tra questi anche Daniele Ghione, maresciallo capo dei carabinieri: questa mattina, come accade ormai da dodici anni, si è svolta una cerimonia alla presenza delle autorità, dei familiari di Ghione e di tanti finalesi, per ricordare il sottufficiale morto in missione con i colleghi. Il momento più toccante quando gli alunni delle scuole medie Aycardi-Ghiglieri hanno eseguito l’Inno di Mameli e l’Inno alla Gioia.

Gli anni passano, ma il ricordo di Daniele Ghione a Finale è più vivo che mai: “Si tratta indubbiamente di una cerimonia toccante, nonostante siano trascorsi molti anni – è il commento del sindaco Ugo Frascherelli – che viene ripetuta annualmente sempre nello stesso modo. Partecipano anche altissime autorità dello Stato, e la famiglia: penso peraltro che quello di un genitore che si vede morire un figlio sia il dramma più grande, è qualche cosa di incomprensibile e innaturale. A mio avviso è opportuno continuare a ricordare questo sacrificio”.

La notizia di una tremenda esplosione alla base italiana, come si ricorderà, arrivò in Italia alle 8.45 del mattino. A Nassiriya l’orologio segnava le 10.45 quando la base Maestrale fu sventrata da un attacco kamikaze.

Un camion era riuscito a forzare il posto di blocco all’entrata della base, proseguendo la sua corsa sino alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico italiano e provocando una sparatoria. Ma dietro al camion fece irruzione anche un’autobomba, finendo la sua corsa con una violenta e devastante esplosione. Alla fine della giornata il bilancio riferiva numeri tragici: 12 carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili italiani uccisi, nove civili iracheni morti, una ventina di italiani, tra militari (anche una donna carabiniere) e civili, rimasti feriti.

Attentato di Nassirya, Finale ricorda il maresciallo Ghione

La cerimonia in memoria di Ghione arriva a pochi giorni di distanza da quella del 4 novembre, con il suo ormai abituale strascico di polemiche politiche. Frascherelli difende la ricorrenza: “Il 4 novembre è una festa che è stata istituita per ricordare l’anniversario della vittoria della prima guerra mondiale, e secondo me è giusto che lo si ricordi. Le forze armate sono un presidio democratico al giorno d’oggi, ed in questo senso vanno anche celebrate, riconosciute e ringraziate per quello che fanno quotidianamente, nell’ambito della Costituzione e garantendo le nostre libertà civili e democratiche”.

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