Protesta e volantinaggio

“Difendiamo il nostro latte”: Coldiretti Liguria in piazza a Genova

Genova. Un presidio per difendere il latte ligure. E’ quello organizzato dalla Coldiretti ligure che ha protestato in piazza, con un volantinaggio davanti al terminal Traghetti di Genova, per contestare il taglio del prezzo del latte pagato agli allevatori e invitare i consumatori a utilizzare prodotti caseari fatti con latte italiano.

“I consumatori devono sapere che grandi marchi italiani ormai sono in mano a stranieri che usano latte non italiano – ha detto il presidente di Coldiretti Liguria e della Provincia di Savona Gerolamo Calleri che rappresenta 200 su 300 aziende liguri impegnate nella zootecnia da latte -. Inoltre chi alleva mucche da latte prende 33 euro a litro contro un costo reale di 36 centesimi, che tocca 39-40 centesimi a litro in Liguria dove gli allevamenti sono piccoli, familiari e fanno i conti con un territorio montuoso”.

“Il latte ormai è una commodity – spiega il presidente regionale di Coldiretti Liguria Gerolamo Calleri – attorno a cui ruotano interessi economici di livello mondiale. Se pensiamo che il costo di produzione del latte in Paesi come Australia e Nuova Zelanda si aggira intorno ai 25 centesimi al litro, ma con un prezzo al dettaglio che oscilla tra 1,2 e 1,6 euro al litro, ci rendiamo conto che non paghiamo il valore del prodotto ma costi infrastrutturali, amministrativi e commerciali che non hanno nulla a che vedere con il latte stesso. La Liguria, oltre a rappresentare una piccola goccia della produzione nazionale, sconta una situazione orografica particolarmente difficile e una cronica mancanza di vie di accesso che rendono la raccolta del latte assolutamente antieconomica, soprattutto se rapportata alle piccole quantità prodotte”.

“Non dimentichiamo inoltre il valore ambientale che l’attività di allevamento riveste per un territorio fragile come la Regione Liguria – aggiunge il presidente Calleri – Senza il pascolo dei bovini, da carne e da latte, il bosco che già rappresenta oltre il 70% del nostro territorio continuerebbe nella sua avanzata inesorabile, con tutti i problemi che una naturalizzazione improvvisa comporta: frane, allegamenti, incendi. Un conto salato che spesso ci viene risparmiato per l’opera di prevenzione silenziosa ma attiva svolta dalle imprese agricole”.

Gli fa eco il presidente dell’Associazione regionale allevatori Stefano Ghiso: “noi allevatori guadagniamo troppo poco rispetto ai costi, le aziende sono in sofferenza”. Al presidio ha partecipato anche l’assessore regionale all’agricoltura con delega all’allevamento Stefano Mai.

In Liguria la produzione di latte può contare su circa 2.800 capi (erano 3.200 nel 2010 e circa 3.300 nel 2011), per un quantitativo di latte per capo pari a 5.618 chilogrammi (dati Clal). Ogni anno circa 14 mila quintali di latte ovicaprino vengono utilizzati generalmente per la produzione di formaggi.

Secondo Agriligurianet.it, ci sono 20 i prodotti lattiero-caseari tipici prodotti nella nostra regione: si tratta del Brùsso dell’alta valle Arroscia, burro, caciotta di Brugnato, caprino, formaggetta, formaggetta del Ponente, Formaggio di San Ste’, formaggio di malga, giuncata, latte delle valli genovesi, latte fresco di Marinella di Sarzana, Mozzarella di Brugnato, Pànera, pecorino ligure di malga, Quagliata ligure, ricotta, robiola, Sarasso, Sola e Toma di Mendatica.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.