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Da “Eurovespa” a Cuba per una nuova avventura: Simone Sciutteri con una zattera sul fiume Toa fotogallery video

Il bagnino cellese che l'anno scorso ha percorso più di 16mila km in Vespa, adesso parte per una nuova spedizione decisamente particolare

Cuba. Vi ricordate la storia di Simone e Peyton? L’anno scorso sono stati i protagonisti di “Eurovespa”, un viaggio di più di 16 mila chilometri attraverso l’Europa che il primo ha compiuto in sella al secondo (una Vespa Pk 50). Un’avventura intensa e faticosa che però non ha spento la voglia di esplorare di Simone Sciutteri, bagnino di Celle Ligure, che infatti è già ai nastri di partenza per una nuova “impresa”.

Stavolta Peyton resterà a riposare in garage, ma Simone invece è già volato a Cuba pronto per scendere un fiume, il Toa, sopra una zattera, possibilmente costruita con l’aiuto di qualche “campesinos” delle comunità locali. Insomma dall’asfalto all’acqua, dalla Vespa ad un mezzo galleggiante, ma quest’anno Simone non sarà solo. A condividere l’avventura con lui sarà infatti Igor D’India, un documentarista palermitano (è l’autore di “The Yukon Blues”, un viaggio sulle orme di Walter Bonatti) e amico di vecchia data di Sciutteri con il quale ha già condiviso un viaggio attraverso l’Africa al volante di una vecchia Y10.

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Ovviamente anche questa spedizione, destinata ad essere raccontata nel nuovo lavoro di Igor, ha un nome: “The Raftmakers”. Il progetto, che sarà documentato passo per passo dai due protagonisti, per il momento è ancora parzialmente “top secret” come rivela, direttamente da Cuba, Simone Sciutteri: “Posso anticipare che la serie è incentrata sull’idea dei fiumi come termometro del pianeta, da esplorare con mezzi di fortuna, costruiti sul posto e sempre con l’approccio – un’altra cosa che accomuna Igor e me – più semplice e naturale possibile. Con Igor abbiamo già in mente un altro paio di possibili mete che dovrebbero coinvolgermi ancora nella serie, ma siamo ancora alle idee e soprattutto ora dobbiamo concentrarci sulla tappa cubana”.

Simone è un “fiume in piena” di idee, ma in realtà aveva deciso di passare un inverno più tranquillo: “Dopo Eurovespa e la prima stagione da gestore dei Moby Dick (stabilimento balneare di Albisola dove ha lavorato tutta l’estate, ndr), mi sembrava la cosa migliore da fare. Guardarmi in giro, disperdere un po’ di energie facendo cose non necessariamente finalizzate a qualche obiettivo. E riposarmi un po’”.

Così è nata l’idea di tornare a Cuba: “Un paese che conosco abbastanza bene e dove ho qualche amico, mi sembrava l’idea migliore. Baracoa per me è quasi una seconda casa, il posto ideale per svernare e proseguire nella scrittura di Eurovespa (che diventerà un libro). Nel frattempo si parlava con Igor D’India a proposito delle idee che aveva per la sua nuova serie e della voglia di rifare qualcosa insieme dopo l’Africa Rally. La prima volta che ce lo siamo proposti risale ad inizio anno, mentre io proseguivo Eurovespa e lui era in Laos per fare i primi sopralluoghi per questa nuova serie che ha in mente” spiega Simone.

Passare dalle parole ai fatti per i due amici è stato breve: “Con Igor siamo molto legati, abbiamo lavorato insieme per due stagioni come bagnini ai Lido Azzurro, ci fidiamo uno dell’altro e sappiamo di riuscire a trovarci bene anche in situazioni che possono essere complicate. Mettere insieme la sua nuova serie, il fatto che io sarei andato a Cuba e la voglia di fare qualcosa insieme è stato semplice. Perché non vieni qua e facciamo un giro lungo il Toa? Il Toa è il fiume con la portata più grande di Cuba, nasce all’interno del parco Humboldt e attraversa un paesaggio montagnoso bellissimo: perfetto per riprese spettacolari e per – speriamo – documentare una natura ancora ben conservata”.

“Abbiamo affinato un po’ l’idea ed eccoci qui, a fare sopralluoghi, cercare mappe, sistemare le attrezzature in vista della partenza che dovrebbe avvenire settimana prossima” spiega Sciutteri che aggiunge: “Ci inoltreremo tra le montagne, a piedi, a cavallo e con mezzi di fortuna, e poi proveremo a scendere il fiume su una zattera. Dovrebbero essere una dozzina di giorni completamente immersi nella natura, armati di machete, provviste, un’amaca e l’occorrente per le emergenze. Igor mi ha raggiunto qualche giorno fa, io sono arrivato una quindicina di giorni fa a La Havana, in compagnia di un altro amico. Abbiamo attraversato il paese a bordo dei ‘camiones’, il mezzo locale più economico che ci sia, facendo un paio di tappe, e arrivato qui a Baracoa ho iniziato a cercare informazioni utili per la spedizione con Igor e a organizzare la base”.

Se qualcuno pensa che Peyton, la Vespa, sia in pensione però si sbaglia di grosso: “Riposa, affidato alle cure di Luca e Andrea di Motomeccanica, l’officina che lo ha messo in condizione di fare Eurovespa – precisa Simone -. Ma non è in pensione (d’altra parte anche Peyton Manning continua giocare in Nfl) anzi: qualche idea su rotte future già inizia a frullarmi in testa, ma ancora devono sedimentarsi per diventare veri e propri progetti. Diciamo che in primavera potrei cominciare a lavorarci su seriamente e vedremo cosa ne verrà fuori”.

Il prossimo step per i nostalgici di Eurovespa sarà leggere tutta l’avventura in un libro: “Proseguo con la scrittura, a gennaio prenderemo i primi contatti con gli editori e speriamo di pubblicare il racconto di Eurovespa il prima possibile. Di certo c’è che a Maggio parteciperò come ospite a una serata organizzata dal comune di Crema in onore di Giorgio Bettinelli, un invito inaspettato che mi ha fatto molto piacere e che mi permetterà ancora una volta di esprimere riconoscenza nei confronti di suoi e dei suoi libri” conclude Sciutteri.

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