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COISP all’attacco: “Dopo gli attentati in Francia pensare di chiudere gli uffici di polizia è ridicolo”

Liguria. “Dopo i fatti terroristici avvenuti a Parigi, vorremmo proprio vedere se vi possa essere qualche folle che ancora possa appoggiare il progetto insensato e demenziale di voler chiudere più di 250 Uffici della Polizia di Stato di cui circa 23 solamente nella nostra Regione Liguria”. Parole dure quelle di Matteo Bianchi, segretario Regionale del COISP Liguria, a seguito dei fatti terroristici avvenuti ieri a Parigi: parole che si rifanno al progetto di chiusura di più di 250 uffici di polizia, 23 nella sola regione Liguria.

“Un progetto uscito l’anno scorso e mai smentito o cassato da qualcuno – ricorda Bianchi – e anzi, decreti su possibili accorpamenti di Questure e Prefetture rendono ormai chiaro il fatto che chi si sta occupando del sistema sicurezza del nostro paese, lo sta facendo mosso dal dilettantismo più puro non conoscendo affatto la materia ed il territorio sui quali dovrebbero e vorrebbero legiferare. Ora come ora pensare anche solamente di chiudere il commissariato di Ventimiglia, numerosi posti Polfer in tutta la Liguria, ridimensionare fortemente le frontiere marittime di La Spezia e Savona, sopprimere le squadre nautiche e chiudere distaccamenti della Polizia Stradale in tutta la regione, accorpare Questure e Prefetture tra cui quelle di Savona e Imperia, ci sembra francamente una cosa al limite del ridicolo”.

Oltretutto, accusa Bianchi, “per risparmiare cosa, nessuno lo sa bene. Il comparto sicurezza è una cosa seria ed invece ci ritroviamo che a 36 ore dagli eventi tragici di Parigi, malgrado i proclami trionfalistici del ministro dell’Interno Angelino Alfano, la frontiera di Ventimiglia si ritrova ancora senza uno straccio di uomo in più a rinforzo costringendo gli operatori in servizio in quella sede a saltare i riposi e ad effettuare turni interminabili”.

“Mentre in televisione – insiste Bianchi – vediamo la polizia francese equipaggiata come si deve per far fronte all’emergenza, noi ci ritroviamo sempre coi soliti problemi cronici che ormai andiamo denunciando da anni: carenza cronica di automezzi idonei per effettuare servizi di pattugliamento e poliziotti costretti a girare con autovetture ormai vetuste ed al limite della sicurezza; mancata fornitura con regolarità di divise idonee per il servizio tanto da costringere gli operatori ad acquistare di tasca propria quanto dovuto o scambiarselo quando va bene (ricordiamo a tal proposito l’iniziativa #iononhodivise promossa dal COISP e sempre attiva); mancata fornitura di mezzi adeguati per poter intervenire in tutta sicurezza”.

E ancora: “Totale assenza di protocolli operativi che siano legge dello stato e quindi difficilmente interpretabili per poter intervenire con la giusta serenità e non con la paura di poter essere indagati per il minimo capriccio di qualcuno; blocco del turn-over che di fatto ha portato la sola Polizia ad essere sotto organico di circa 20000 (ventimila!) unità ed ha portato ormai l’età media dei dipendenti sempre più vicina ai 50 anni”.

“Potremmo continuare a lungo – lamenta il segretario regionale del COISP – ma bastano già solo questi pochi esempi per sconfessare il Ministro dell’Interno e le sue roboanti dichiarazioni di rinforzi a destra e a manca e dimostrare che in questo paese la sicurezza dei cittadini è vista sempre e solamente come un costo da tagliare e non come una risorsa su cui investire come invece dovrebbe essere. E vorremmo consigliare a chi di dovere di valutare l’ipotesi di effettuare una prova con la macchina della verità all’Onorevole Andrea Romano del Partito Democratico che in queste ore, in diretta al TG4, sta blaterando di fantomatici investimenti alle FF.OO. fatti dall’attuale Governo che però nessuno ha mai visto, dunque è palese che mente sapendo benissimo di mentire”.

“Un paese che continua a tagliare fondi alla sicurezza, che progetta di chiudere più di 250 uffici della sola Polizia di Stato, che pensa di accorpare Questure e Prefetture è un paese che non pensa alla sicurezza dei suoi cittadini e che non investe nel suo futuro. Noi del COISP – conclude Bianchi – non smetteremo mai di lottare affinché la sicurezza torni ad essere perno centrale della nostra democrazia affinché i cittadini onesti e per bene si possano sentire sempre al sicuro ed episodi incresciosi come quelli avvenuti in Francia non possano e non debbano mai avvenire in Italia; ma è solamente investendo ingenti risorse e facendo progetti seri e ragionati sulla sicurezza che tutto ciò potrà avvenire e non certamente continuando a raccontare menzogne”.

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