Borgio, bar rinuncia alle slot-machines: "Non vogliamo alimentare la dipendenza dal gioco d'azzardo" - IVG.it
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Borgio, bar rinuncia alle slot-machines: “Non vogliamo alimentare la dipendenza dal gioco d’azzardo”

Il "Barbun" di via Matteotti ha rinunciato alla licenza per le macchinette

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Borgio Verezzi. “In questo difficile periodo di crisi economica non si devono favorire occasioni di dipendenza dal gioco provocando vere e proprie patologie compulsive”. Così Vittorio Cicerano, gestore del “Barbun” di via Matteotti a Borgio Verezzi, spiega la decisione di rinunciare a tenere slot-machines nel proprio locale.

Le slot garantiscono ai pubblici esercizi che le ospitano un introito mensile che in molti casi aiuta “a stare a galla”, a pagare l’affitto dei locali e ad ammortizzare le varie spese di gestione.

Nonostante questo beneficio, però, sono sempre di più i proprietari che decidono di rinunciare a tenere le famigerate macchinette che, secondo studi ormai più che comprovati, contribuiscono in maniera determinante ad alimentare la ludopatia e la “mania del gioco” nei soggetti più deboli.

E’ il caso, come detto, del “Barbun” di Borgio Verezzi che, inaugurato lo scorso 8 novembre, a meno di quindici giorni dall’apertura ha rinunciato alla licenza per le slot e ha deciso di trasformare lo spazio un tempo occupato dalle macchinette in qualcos’altro.

“Impiegheremo il vecchio spazio adibito alle slot per creare un magazzino con celle frigo – spiega Cicerano – In modo tale da offrire ulteriori prodotti freschi tra cui verdura e frutta a chilometro zero per la preparazione di piatti freddi, frullati, aperitivi e molte altre novità”.

La speranza è che il modello del “Barbu” faccia proseliti e venga seguito anche dai gestori di molti altri locali: “Speriamo di essere un esempio per altri colleghi in Liguria – chiosa Cicerano – e che tutti insieme si possa riuscire a limitare il numero di vittime del gioco d’azzardo”.

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