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Bandiera della pace a Loano, Cepollina a Tognolo: “Suo attacco è censura di regime”

Il consigliere contrattacca dopo le accuse del segretario del Psi

Loano. Continua il botta e risposta tra il consigliere di maggioranza di Forza Italia di Loano Giovanni Battista Cepollina e il segretario del Psi loanese Lucio Tognolo a proposito della presenza di bandiere della pace alla cerimonia del IV Novembre.

“A differenza dell’anno scorso, quando non si erano presentato, stavolta i rappresentanti della sinistra c’erano – ha detto Cepollina – Ma si sono presentati con la bandiera della pace. A mio giudizio (e non solo) è sembrata una presa in giro e provocazione nei confronti dei caduti e dei rappresentanti delle forze armate e delle associazioni d’arma nel giorno della loro festa. La direzione didattica e le maestre delle scuole, sempre pronte a ‘istruire’ i bambini sul 25 Aprile e ‘sull’Italia liberata dai partigiani’ e (non dalle truppe alleate) non hanno portato neanche una scolaresca alla cerimonia. Questo nonostante le scuole fossero aperte”.

Tognolo ha risposto: “Non è la prima volta che un rappresentante della maggioranza del consiglio comunale di Loano esprime concetti ideologici pericolosi. Ricordo che le leggi italiane considerano un reato l’apologia di fascismo e che le nazioni  democratiche di tutto il mondo lo confermano. Che qualcuni paragoni le forze di sinistra (politicamente parlando) al fascismo dicendo apertamente che ‘Se sono vietati i simboli fascisti anche questi (simboli della sinistra) dovrebbero essere vietati’ è una cosa assai grave. Soprattutto, ripeto, se questo concetto viene espresso da un rappresentante politico”.

Ora Cepollina replica: “Non sapevo che a Loano esistesse ancora il Psi. Sinceramente non ne sentivamo la mancanza. Comunque mi risulta che tale partitino di ‘nostalgici’ sia parte integrante della maggioranza che sostiene il governo Renzi ed abbia qualche eletto in parlamento nelle liste del Pd (tra cui il segretario nazionale Nencini, sottosegretario di stato). Ciò mi spiazza un pochino: come noto, sono un frequentatore di social network e sul profilo Facebook pubblico di un Lucio Tognolo di Loano (salvo improbabili omonimie) spiccano numerosi post recenti che inneggiano a votare per Grillo ed il Movimento 5 Stelle criticando ferocemente il governo Renzi di cui il partito del Tognolo stesso, il Psi, fa parte e sostiene”.

“Appurato che Tognolo ha idee politiche alquanto confuse entro nel merito delle sue ‘bizzarre’ dichiarazioni ricordandogli che l’articolo 21 della Costituzione Italiana recita: ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure’. Quindi le censure che richiede, oltre ad essere anticostituzionali, ricordano molto il periodo fascista in Italia ed i regimi comunisti in altri paesi”.

E sulla vicenda: “Ribadisco quanto scrissi nel 2014: a mio giudizio se sono vietati i simboli fascisti anche le bandiere rosse con falce e martello sarebbero da vietare in quanto simboli di una ideologia e di regimi totalitari che han provocato decine di milioni di morti nel 20^ secolo. Se Tognolo ritiene che in quanto da me espresso possa raffigurarsi il reato di apologia del fascismo è liberissimo di rivolgersi alla magistratura che valuterà la sua denuncia oltre alla mia, successiva, nei suoi confronti per calunnia e diffamazione”.

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