All'occhio

Ad Alassio è in azione la banda che clona i libretti di circolazione delle auto

C'è anche chi utilizza l'auto con quel libretto "copiato" per compiere anche reati ben più gravi come furti e rapine

libretti di circolazione

Alassio. Implacabili e invisibili s’infilano nelle auto in sosta, possibilmente quelle lasciate con portiere e finestrini aperti quindi fotografano i libretti di circolazione per clonarli con tutta calma.

Il libretto originale, una volta in mano ai malviventi è merce preziosa. Viene appunto clonato e poi utilizzato per circolare tranquillamente su vetture rubate, trasformate, magari nello stesso tipo  di quella che appare sul libretto.

Ad Alassio è allarme. A lanciarlo è Mario Palumbo che ha voluto mettere in guardia pubblicamente gli alassini perché casi del genere si sarebbero già verificati anche nei mesi scorsi anche nel comprensorio albenganese. “In nottata qualcuno è andato a caccia dei libretti d’automobili – racconta – Questa mattina ho notato che i cruscotti dei miei mezzi erano aperti e tutto il contenuto buttato all’aria. La mia opinione è che abbiano fotografato i dati dei libretti di circolazione. Opinione confermata anche dai vicini di casa i quali hanno avuto lo stesso problema. Quindi se qualcuno ha trovato il libretto fuori posto la raccomandazione che faccio è quella di denunciare l’episodio ai carabinieri”.

E chi è stato derubato del libretto “vergine” che cosa deve fare? Le forze dell’ordine non hanno dubbi e consigliano vivamente di immatricolare la vettura con targa e libretto di circolazione nuovi. In questo modo non si corre il rischio di trovarsi direttamente coinvolti nel tempo nei vari “percorsi” illegali come truffe e vendite varie. C’è anche chi utilizza l’auto con quel libretto “copiato” per compiere anche reati ben più gravi come furti e rapine.

Il fenomeno, tra l’altro, non è nuovo, come la clonazione delle targhe. Il meccanismo è semplice: copiano una targa, la applicano sulla propria moto (o su uno scooter), dopodiché circolano tranquillamente nelle corsie a traffico limitato. O a tutta birra infischiandosene di autovelox e Tutor. Così l’ignaro cittadino che riceve a casa una multa per un’infrazione mai commessa dovrà dimostrare di essere innocente. Non proprio una passeggiata, specie se non si riesce a portare prove valide a proprio favore.

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