Savona: Paglietti (Inas Cisl): "Tagli ai patronati da 28 a 48 milioni di euro: in gioco la tutela dei cittadini" - IVG.it
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Savona: Paglietti (Inas Cisl): “Tagli ai patronati da 28 a 48 milioni di euro: in gioco la tutela dei cittadini”

Il direttore provinciale dell’Inas Cisl commenta le ultime indiscrezioni circa gli interventi che sarebbero previsti dalla legge di stabilità per i patronati

Max paglietti inas cisl

Savona. “Ritengo che la credibilità del Governo sia venuta meno, rispetto alla posizione assunta solo un anno fa: allora, dopo aver applicato tagli per 35 milioni di euro al sistema patronati, ci dissero che era essenziale mettere in campo una riforma del settore, tale da garantire chiarezza e trasparenza per i cittadini, e che un simile intervento avrebbe evitato ulteriori ridimensionamenti del fondo. Ancora oggi dei decreti attuativi della riorganizzazione (che dovevano essere emanati entro il 30 giugno) non si ha notizia, né si sa quali saranno i nostri nuovi campi di intervento e con quali ricadute sull’attività attuale. In più, la finanziaria pare prevedere la riduzione di 48 milioni di euro, che solo ieri erano ancora 28, e l’abbassamento dell’aliquota di finanziamento”.

Così Max Paglietti direttore provinciale dell’Inas Cisl, commenta le ultime indiscrezioni circa gli interventi che sarebbero previsti dalla legge di stabilità per i patronati.

“Il ministro del lavoro Poletti ha dichiarato che un euro o in più o in meno non fanno differenza. Tutt’altro: quei soldi per noi significano riuscire a dare lo stipendio ad un operatore di patronato in più o ad uno in meno, per fornire un servizio sempre più efficiente ai milioni di persone che entrano nei nostri uffici. Tra l’altro, la misura nella sua formula attuale è del tutto immotivata: si prevede un taglio per noi quando invece la richiesta al Ministero del Lavoro era di contenere le proprie spese di funzionamento del 3 per cento: pare evidente che il fondo patronati non ha nulla a che vedere con tale funzionamento”.

“Ora aspettiamo risposte chiare su tutte le questioni aperte, per comprendere se davvero il Governo vuole ignorare il nostro lavoro e rinunciare all’unica dorsale sociale che può supportare lo sviluppo di un nuovo sistema di welfare per il Paese”.

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