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Loano, le scelte del Pd per le elezioni: coalizione o corsa solitaria?

Il Partito Democratico deve scegliere quale strada intraprendere in vista delle elezioni

Loano. Correre da soli, riprovare la formula dell’accordo trasversale o fare il più classico dei “patti col demonio”. Sono queste le possibilità tra le quali deve scegliere il Partito Democratico di Loano in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

La cittadina rivierasca viene storicamente definita “roccaforte di centrodestra” e tenendo anche conto delle vittorie più o meno schiaccianti ottenute dalle varie coalizioni “azzurre” in occasione delle precedenti tornate, per fare risultato il Pd e poter aspirare a scardinare il portone di Palazzo Doria ha davanti a sé una serie di opzioni piuttosto limitate.

La prima è quella della lista civica, una formula già provata in occasione delle elezioni del 2011 con la creazione della coalizione di “è Tempo” che aveva avuto il 45 per cento delle preferenze e aveva ottenuto la totalità dei seggi a disposizione della minoranza (la lista che ruotava intorno al candidato sindaco Paolo Tosi non era riuscita ad arrivare alla percentuale minima per avere un posto in consiglio comunale).

Di “è Tempo” facevano parte esponenti del Pd, di Fli e anche candidati non schierati con alcun partito. Il sodalizio, invero molto eterogeneo, non era però durato a lungo. Due anni fa, infatti, i consiglieri “targati Pd” Giulia Tassara e Roberto Franco avevano deciso di staccarsi dal gruppo di minoranza per andare a costituire il Gruppo Misto a causa del carattere del capogruppo Sandre, definito dai due transfuga “troppo accentratore”.

Visto questo precedente e la probabile ricandidatura di Dino Sandre e Betti Garassini e di altri membri del gruppo di “è Tempo” e tenendo conto delle vecchie ruggini, resta da capire se il Pd vorrà riprovare o meno un’alleanza già sperimentata e naufragata. Questo anche e soprattutto tenendo conto del possibile ingresso nel gruppo (che ovviamente cambierà nome) di alcuni membri del movimento dei “Cittadini Attivi Loanesi”, che al suo interno ha anche esponenti del Movimento 5 Stelle.

Se non si alleerà con qualcuno, il Pd potrebbe allora decidere di correre da solo con una propria lista “forte” in grado di presentare “qualcosa di fresco” nel panorama politico loanese. In questo caso, la novità potrebbe essere costituita dalla candidatura di Giulia Tassara, attuale vice presidente della Provincia e vista da molti come il volto nuovo da presentare agli elettori.

Il risultato positivo ottenuto da Giulia Tassara alle provinciali ha un valore relativo, in quanto le preferenze sono state accordate da colleghi consiglieri comunali su base proporzionale (i voti dei consiglieri dei paesi più grandi avevano un peso relativo più elevato). Tuttavia, la sua posizione all’interno del partito è sempre maggiore e questo potrebbe valerle la candidatura diretta. Sempre, ovviamente, che il partito non intenda procedere con le primarie. Ma anche in questo caso il nome forte resterebbe quello di Tassara.

La terza e ultima possibilità per il Pd è quella del “patto col demonio” e ciò stringere una curiosa alleanza con il centro destra. Questa possibilità pare essere tutt’altro che remota. Secondo voci non confermate, infatti, negli ultimi anni non sarebbero mancati gli abboccamenti tra alcuni membri del Pd e altri esponenti del centro destra loanese desiderosi di “allargare la base della maggioranza” amministrativa (per Tassara o Franco era addirittura pronto l’assessorato alla frazione di Verzi) e successivamente creare una coalizione trasversale in grado di tamponare l’avanzata del M5S, che in occasione delle ultime elezioni (regionali ed europee) ha ottenuto riscontri piuttosto positivi.

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