In ritardo

Liguria ultima nel fotovoltaico, i Verdi sconcertati: “Recuperare tempo perduto”

Il portavoce Castellazzi: "Con i nuovi sistemi il risparmio è dimostrato e l'impatto ambientale è annullato"

fotovoltaico fruttital

Savona. Fotovoltaico in Liguria: i Verdi del ponente savonese sono preoccupati dai dati diffusi da “Confartigianato energia” che relegano la nostra regione all’ultimo posto nel settore.

“Siamo sconcertati per il preoccupante silenzio di tutti gli Enti preposti in relazione alla mortificante ultima posizione della Liguria, con il 9,2%, nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il Trentino Alto Adige è al 92,7%,le Marche 86,9%, il Lazio 18,2%, a fronte di una media nazionale del 43,1%” dicono i Verdi.

E’ pur vero che la nostra regione non si presta, data la sua collocazione geografica, alla costruzione di mega-impianti (per ovvie ragioni paesaggistiche), ma è altrettanto vero che l’esposizione solare è invidiabile e tante imprese sono ospitate in edifici con coperture di centinaia di metri quadrati, certamente adatte al fotovoltaico. Per le serre dell’albenganese sono inoltre possibili coperture con pannelli particolari che garantiscono un deciso vantaggio economico. E’ inoltre noto il fatto che molte di queste imprese hanno ancora edifici con tetti in amianto, pericolosissimi per chi lavora e per chi abita nelle vicinanze (es.storici: cantieri navali di Ceriale e Pietra Ligure, Zona Industriale di Finale, Teatro Domus nel centro abitato di Finalmarina” prosegue il portavoce dei Verdi del ponente savonese Gabriello Castellazzi.

“Da tutti i più autorevoli pulpiti mondiali si invoca con insistenza l’abbandono dei combustibili fossili, per neutralizzare l’effetto serra a favore di un utilizzo sempre più ampio e razionale delle fonti rinnovabili di energia, tra queste la fonte solare è certamente la più importante. Le conseguenze dei disastri dovuti al riscaldamento globale sono veramente preoccupanti: scompaiono ghiacciai, aumenta la temperatura dei mari, aumenta la siccità in vaste aree e le ‘bombe d’acqua’ sempre più frequenti mettono in crisi i territori più fragili per un’ urbanizzazione selvaggia” osserva Castellazzi.

“Abbiamo chiesto a tecnici del settore alcune valutazioni sull’incredibile dato che riguarda la Liguria in relazione alla sua scarsa fiducia nel fotovoltaico. Risulta che molte imprese abbiano in un primo tempo commissionato progetti per l’installazione di impianti fotovoltaici ma poi, in conclusione, solo il 20% avrebbe effettivamente realizzato i lavori. Problemi burocratici? Paura di non recuperare i capitali investiti? Gli stessi tecnici sono sorpresi dal fatto che solo in Liguria gli imprenditori si arrendano così facilmente e siano così poco lungimiranti. Cosa li distingue dagli altri imprenditori italiani ed europei, dato che i vantaggi economici nel medio periodo sono facilmente dimostrabili? A questo punto la Regione Liguria dovrebbe attivare servizi di consulenza più efficaci su tutto il territorio e facilitare le procedure, specialmente per le sostituzioni dei tetti in amianto” proseguono i Verdi.

“Grazie all’introduzione sul mercato di nuovi sistemi tecnicamente avanzati, i problemi relativi all’impatto ambientale sono oggi facilmente risolvibili (nastri fotovoltaici quasi invisibili e tegole fotovoltaiche che anche dopo 20 anni mantengono una capacità produttiva quasi uguale a quella iniziale). Questi nuovi sistemi praticamente annullano l’impatto ambientale ed anche se la resa è leggermente inferiore risulta comunque economicamente vantaggiosa. I risultati sono facilmente dimostrabili: un notevole risparmio immediato sulla bolletta elettrica delle imprese, maggiore competitività sul mercato. E’ necessario adesso recuperare il tempo perduto” conclude Gabriello Castellazzi.

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