Trionfo

Festa nazionale del tartufo di Millesimo: 30 mila presenze per un’edizione da record

Hanno partecipato 187 espositori provenienti da 6 diverse regioni d’Italia

Millesimo. Più di 30 mila presenze per una’edizione da record. E’ questo il bilancio finale della 23^ Festa Nazionale del Tartufo di Millesimo. La manifestazione, sempre di più punto di riferimento per l’intero territorio valbormidese, si conferma un evento in grado di attirare flussi di visitatori interessati ad una conoscenza approfondita di questo pregiato prodotto attraverso la storia e i sapori.

“Questo eccezionale risultato – sottolinea Piero Pizzorno, sindaco di Millesimo – è lo specchio di come l’entroterra possa esprimere le proprie eccellenze diventando un polo di attrazione per un numero sempre crescente di turisti e curiosi. Stiamo percorrendo un percorso che nel tempo con la volontà e l’impegno di tutti porterà sicuramente degli ottimi risultati”.

La manifestazione è inoltre un’occasione importante per l’intera filiera produttiva del territorio tramite cui promuovere e valorizzare l’identità locale, non solo attraverso l’organizzazione di iniziative legate al tema del tartufo, ma anche sul piano della conoscenza tout court delle risorse produttive della località e del contesto in cui si inserisce l’evento.

“L’edizione 2015 – conferma l’assessore alla promozione turistica Andrea Manconi – ha fatto registrare il numero di 187 adesioni con espositori provenienti da 6 diverse regioni d’Italia, numeri mai raggiunti nelle precedenti edizioni. Si è registrato il tutto esaurito nei 700 metri quadri di stand gastronomici allestiti tra le vie del borgo e nei ristoranti con menù dedicati al tartufo, protagonista indiscusso della festa”.

Un’edizione che ha permesso inoltre di rafforzare il legame con l’Associazione Nazionale Città del Tartufo che, dopo aver sponsorizzato la kermesse millesimese all’interno del programma AnciPerExpo, sbarcherà all’esposizione universale di Milano per promuovere iI tartufo non solo come eccellenza della tavola, ma anche come pratica culturale e identitaria dei territori da salvaguardare e tramandare.

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