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Ceriale, un negozio di cinesi al posto di Mobi Store: la Lega Nord chiede un incontro al sindaco fotogallery

"Un sindaco ha il dovere di difendere le attività italiane presenti nel proprio comune"

Ceriale. “Il sindaco ha il dovere di difendere le attività italiane del proprio territorio. E’ ora di dire basta”. Non si sono fatte attendere le reazioni (in questo caso politiche) alla notizia della chiusura dello storico negozio di abbigliamento Mobi Store sulla via Aurelia a Ceriale, che presto potrebbe essere soppiantato da un negozio gestito da cinesi.

Le dipendenti hanno iniziato una forte mobilitazione per difendere il proprio posto di lavoro: “Per noi la chiusura sarebbe una mazzata terribile, siamo tutte donne con famiglia: alla perdita del lavoro non ci vogliamo neanche pensare e per questo daremo battaglia fino alla fine”.

Ma non solo: Moby Store, che ha altri punti vendita sparsi per il territorio ligure, non ci sta a questa “invasione” di negozi stranieri e annuncia una dura presa di posizione contro l’amministrazione comunale che ha concesso la licenza, ignorando le esigenze delle imprese locali e del territorio: “E’ evidente che l’atteggiamento del Comune non ci è piaciuto e concedere la licenza ai cinesi è stata una bella batosta, anche alla luce del contesto ancora difficile del settore commerciale. Non comprendiamo perché non siamo stati tutelati e per questo abbiamo messo le bandiere italiane fuori dal negozio: è necessario difendere le realtà e i lavoratori italiani in crisi e speriamo che si possa sensibilizzare la nostra situazione, scegliendo di tutelare l’economia locale”, concludono le lavoratrici dello store cerialese.

Accanto alle lavoratrici si è schierata la sezione della Lega Nord di Albenga e delle Valli Ingaune, il cui segretario Andrea Bronda osserva: “Siamo fortemente contrari all’apertura di un negozio di cinesi e siamo a fianco delle 34 dipendenti del Mobi Store a rischio chiusura e delle altre attività commerciali italiane di Ceriale”.

Credo che il dovere di un sindaco sia quello di difendere le attività italiane presenti nel proprio comune – osserva ancora Bronda – Per quello che lo conosco, sono sicuro che il primo cittadino cerialese Ennio Fazio certamente impedirà l’apertura dell’ennesimo negozio cinese che significherebbe la morte di tanti esercizi commerciali. A breve chiederemo un incontro con il sindaco. E’ ora di dire basta”.

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