Stop

Borghetto, bug motorizzazione blocca collaudo: ambulanza della croce bianca ferma ai box

Il mezzo, la "2173", resterà ferma fino alla risoluzione del problema

Borghetto Croce Bianca

Borghetto Santo Spirito. E’ un mezzo di emergenza, ma resterà ferma in garage almeno fino a mercoledì prossimo l’ambulanza della croce bianca di Borghetto “a collaudare” qualche giorno fa presso il centro revisioni di Albenga.

A bloccare il mezzo, che i militi e il personale del 118 identificano con la sigla di “2173”, non è stato però un problema tecnico ma un cavillo burocratico non meglio identificato che si sarebbe originato nel “cervellone” della motorizzazione di Roma.

Ma andiamo con ordine. La normativa stabilisce che i mezzi di emergenza come le ambulanze siano sottoposte a collaudo una volta all’anno. Questo perché si tratta di veicoli di serie adattati al servizio che devono svolgere grazie a dotazioni di serie molto complesse e numerose.

Tali dotazioni aumentano considerevolmente il numero delle “specifiche tecniche” che di solito vengono riportate sui libretti di circolazione. Un esempio pratico: se un’automobile ha un libretto di sole quattro pagine, un’ambulanza ha un libretto di otto pagine nel quale vengono riportate tutte le informazioni relative alle strumentazioni installate. Proprio per questo, ogni ambulanza è un esemplare unico nel vero senso della parola.

Il sistema che gestisce i “collaudi” è in gran parte automatico e quindi le informazioni vengono inserite senza particolari interventi da parte degli operatori. Di recente, però, il software che gestisce tali pratiche è stato aggiornato per omologarsi a quello utilizzato in tutti gli altri paesi europei. Proprio tale aggiornamento avrebbe creato l’intoppo: il sistema ha letto in maniera errata una o più specifiche inserire nel vecchio database e ciò ha di fatto bloccato la pratica. La “2173”, quindi, non può essere sottoposta a collaudo ed è quindi costretta a restare in garage.

Per la croce bianca di Borghetto si tratta di un problema non da poco. Il mezzo, infatti, ha dimensioni piuttosto contenute e quindi è in grado di imboccare strade anguste o raggiungere zone particolarmente impervie. Perciò, se i militi della pubblica assistenza borghettina fossero costretti ad intervenire in un luogo difficilmente accessibile (come ad esempio un centro storico) sarebbero costretti a percorrere parte del percorso che li separa dal paziente a piedi.

Ma una soluzione potrebbe arrivare proprio mercoledì, quando gli addetti della motorizzazione proveranno ad intervenire sul sistema informatico e ad inserire manualmente le varie specifiche dell’ambulanza. La speranza è che l’intervento umano possa sbloccare il software e permettere di ultimare la pratica per il “collaudo” del mezzo.

Non è la prima volta che il sistema “blocca” un collaudo di un veicolo particolare. Qualche mese fa un problema simile aveva riguardato una Porsche del 1969. Nel passaggio dal vecchio al nuovo programma, il software ha letto in maniera errata il numero di posti (indicato come 2+2) e magicamente l’auto sportiva si è ritrovata ad avere 22 sedili anziché solo 4 sedili.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.