Antico organo

Albenga, il “Serassi” suona in memoria di Luigi Costa

organo serassi albenga

Albenga. Mercoledì 2 settembre alle ore 21, nella Cattedrale San Michele di Albenga si terrà un concerto per soprano e organo, dove due concertisti tedeschi, il soprano Iris Anna Deckert e il Maestro Markus Utz, al Grand’Organo Serassi, si esibiranno con un programma “Grandi Maestri Europei”, che comprende brani di musica dal primo Seicento ai nostri giorni. Il concerto presenterà musiche di Monteverdi, Frescobaldi, Bach, Mozart e Dubois.

Il Concerto “Il Serassi suona per Luigi” nasce dalla volontà della famiglia e degli amici per ricordare Luigi Costa, persona nota e stimata ed apprezzata per il suo grande impegno profuso nel mondo del volontariato, oltre che per la sua attività imprenditoriale e per l’appartenenza ad una delle più antiche ed illustri famiglie albenganesi.

L’iniziativa della famiglia vuole ricordare Luigi Costa, scomparso nel gennaio 2014, che oltre a dedicarsi a numerose associazioni e al volontariato (ricordiamo tra gli altri la Croce Bianca, i gruppi Scout, il Rotary di Albenga, la Protezione Civile) aveva nel 1977, all’età di diciassette anni, seguito con entusiasmo il restauro dell’organo Serassi della Cattedrale, e dopo organizzato e portato a compimento ben venticinque stagioni concertistiche, tenute soprattutto sul Serassi ma in qualche tornata anche su altri organi storici del territorio. Stagioni che avevano visto la partecipazione dei maggiori concertisti italiani e di tutto il mondo, dall’Europa – Francia, Germania, Olanda – agli Stati Uniti, al Canada, all’Australia, all’Argentina.

Ricorda la famiglia: “Era stata, per Albenga, un’occasione per porsi al centro di un aspetto del panorama culturale ligure. Come e insieme alle importanti iniziative già collaudate, in particolare a Cervo per la musica da camera e a Verezzi per il teatro, la nostra città poteva diventare il punto di riferimento della musica antica, e non solo organistica; ciò proprio in accordo con la sua identità di città romana e medievale e il suo patrimonio inestimabile di monumenti e storia. Questo era stato il sogno di Luigi, certo compiuto nell’ambiente di concertisti e musicisti, che spontaneamente chiedevano di partecipare alle nostre stagioni organistiche, ma purtroppo non realizzato nella diffusione al più vasto pubblico del turismo culturale; e poi abbandonato”.

Il grand’Organo della Cattedrale di San Michele costituisce infatti uno dei tesori artistici della città: commissionato dal Capitolo dei Canonici alla famiglia Serassi, tra i più importanti organari italiani della prima metà dell’Ottocento, costruito nel 1840, era stato preceduto fin dalla metà del Trecento da altri organi, alcuni certo di rare qualità musicali. In seguito al rifacimento della Cattedrale romanico gotica operato alla fine del Cinquecento secondo le norme del Concilio di Trento, nel primo Seicento la città aveva voluto che la sua Cattedrale avesse anche un nuovo monumentale organo. La sua esecuzione era stata affidata ai fratelli Pietro e Giorgio Botto di Savigliano, scultori organari che operavano nell’ambito della Corte sabauda: ma la realizzazione completa dello strumento era stata interrotta dalla morte di Giorgio, l’organaro e per anni la città aveva atteso che il grande organo fosse compiuto. Ciò avvenne ad opera di successivi organari che adattarono l’opera incompiuta del Botto ai loro progetti e all’evoluzione del gusto musicale.

La grandiosa cassa in legno scolpito è invece quella realizzata nel 1617 dai fratelli Botto che ospita oggi lo strumento costruito dai Serassi. “Il Grand’Organo costituisce nel suo complesso, come è stato scritto di recente, uno dei gioielli della città, purtroppo sconosciuto ai più; potrebbe invece esser uno dei motivi del rilancio della conoscenza e della valorizzazione turistico-culturale di Albenga”, conclude la famiglia Costa .

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