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Troppi furti nelle chiese e la parrocchia di Vendone espone una copia dell’antico crocefisso

Riprodotta l'opera d'arte datata 1600 realizzata dal maestro genovese e conservata nel paesino della Valle Arroscia

Vendone. Troppi furti e sparizioni dalle chiese dell’entroterra e la Confraternita di San Lorenzo Martire di Vendone mette al riparo i suoi tesori. Via il Cristo del Maragliano datato 1600, ed ecco apparire il Cristo di un artista locale che ha dedicato anima, cuore e tempo riproducendo fedelmente quello del maestro genovese.

Alto un metro e sessanta, venti centimetri in più rispetto all’origine, è stato realizzato in vetroresina. Quello di Maragliano era stato realizzato con legno e gesso. “La Diocesi ci ha messo in  allarme per la sparizione di alcuni oggetti sacri nelle chiese qui intorno – dice il priore Andrea Bronda – Abbiamo pensato allora di custodire meglio uno dei nostri tesori. Il Cristo di Maragliano è ora al sicuro lontano dai malintenzionati. Quello “nuovo”, invece, potrà essere ammirato e fotografato domenica prossima sfilerà durante la festa di San Calocero, che si svolge ogni 5 anni, a Castellermo”.

Ma non è tutto. A novembre, il Cristo “vero” insieme ad altri tesori di Vendone (tra cui un secondo Cristo del 1400) saranno messi in mostra in una giornata molto particolare dedicata alla Confraternita, tra le più vecchie della Liguria essendo nata nel 1200. “In quella occasione – spiega ancora il priore Bronda – illustreremo i contenuti di una tesi di laurea che una studentessa universitaria ha presentato di recente. Contiene ricerche storiche di assoluto rilievo e pure quella sarà conservata come una reliquia in un luogo segreto di Vendone”.

 

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