Savona, consiglio comunale sul deposito di bitume: il resoconto - IVG.it
Tutto esaurito

Savona, consiglio comunale sul deposito di bitume: il resoconto fotogallery

Lunghi interventi di numerosi esponenti della politica locale e nazionale

Consiglio comunale aperto a Savona

Savona. C’è il tutto esaurito in Comune a Savona, per il consiglio comunale “monotematico” di oggi. Un solo punto infatti all’ordine del giorno: la spinosa questione dell’ormai famigerato deposito di bitume, che secondo il progetto dovrebbe sorgere al centro della Darsena.

Sala consiliare, come detto, stracolma di cittadini: l’ultima volta che si era vista una folla simile nel parlamentino della città della Torretta era stato il 6 febbraio 2007, ed anche in quell’occasione a far discutere era un progetto molto contestato, quello della torre Fuksas.

Sono presenti. oltre a tutti i consiglieri comunali eccetto Bracco, Prefumo e Marson, i consiglieri regionali Vaccarezza, Melis, Costa, Paita e Piana, e i deputati M5S Mantero e Valente. Sono inoltre presenti Giacchino e De Paolis, rappresentanti della BIT srl, ed il presidente dell’Autorità Portuale Gianluigi Miazza.

Il consiglio è iniziato con un minuto di silenzio in memoria di Anna Antolini: l’ex dirigente della provincia, recentemente scomparsa, era stata negli anni ’90 consigliera comunale.

Il primo cittadino di Savona, Federico Berruti, ha preso la parola spiegando gli ultimi avvenimenti e annunciando che il Comune ha avviato il procedimento di verifica ed eventuale autotutela, procedimento che durerà 30 giorni e che è volto a verificare la legittimità degli atti assunti dai vari enti che hanno portato all’autorizzazione definitiva del progetto.

L’onorevole Matteo Mantero (M5S) ha poi preso la parola attaccando la presenza in sala di numerosi indagati per disastro colposo nell’inchiesta di Tirreno Power. Nel pubblico sono quindi apparsi cartelli e applausi e il presidente del consiglio Casalinuovo ha faticato per mantenere la calma, minacciando più volte di sospendere il consiglio comunale. “Mi chiedo come sia possibile che adesso siano tutti contrari quando fino a ieri si è dato tutti i permessi per la realizzazione del deposito. Camion che faticheranno a circolare per la nostra città, e mi chiedo se in Comune sono veramente così incompetenti oppure c’è qualcosa sotto. Oppure – conclude Mantero – è tutto orchestrato da Rino Canavese, ex presidente dell’autorità portuale e ora manager del gruppo Gavio.  Per fermare il progetto o l’azienda ritira il suo piano oppure il sindaco prima chiede l’autotutela e poi pagherà di tasca propria i danni che l’azienda chiederà”.

Dopo Mantero ha parlato l’altro deputato 5 Stelle Simone Valente: “Il Comune non ha mai dato parere negativo su questo progetto, inoltre nel 2012 il Comune, sebbene assente alla conferenze dei servizi, ha sempre manifestato il proprio assenso. Basta mentire, sindaco e giunta dovevano dare l’ok dal punto di vista urbanistico, ma si poteva esprimere comunque parere contrario al progetto. Chiedere la VIA ora non cambia nulla. Chi era in Regione nel 2012 dichiarava non necessaria la VIA, ora invece Paita e PD chiedono quello che invece potevano fare in questi anni. Il procedimento è concluso, quindi la giunta dovrebbe chiedere scusa a questa città”.

Il consiglio è ripreso dopo 10 minuti di sospensione con l’intervento del sindaco di Vado Ligure e presidente della Provincia di Savona, Monica Giuliano: “E’ prioritario verificare la procedura, per questo oggi deve iniziare un percorso che garantisca cittadini e istituzioni”.

Ha poi preso la parola Raffaella Paita che ha risposto per le rime alle critiche del deputato Mantero: “Lei prova imbarazzo per la mia presenza qui quale indagata nella vicenda Tirreno Power, io le dico che lei dovrebbe essere imbarazzato di far parte di un Movimento dove il capo è condannato per omicidio”. Dopo questa affermazione è nuovamente esplosa la voce del pubblico. Una volta riportata la calma in consiglio Paita ha ribadito: “Solo io oggi vi ho spiegato come rivedere il progetto e come riaprire la procedura di VIA”.

Angelo Vaccarezza sulla stessa linea di Paita ha prima criticato l’intervento dell’Onorevole Mantero: “Io non sono in imbarazzo. E voi, a stare con una persona che ha lo yacht con bandiera di un paradiso fiscale? Siamo qui perchè il capogruppo Romagnoli è stato il primo firmatario dell’ordine del giorno che ha portato alla convocazione di questo consiglio. Noi vogliamo riaprire la procedura per garantire al massimo la salute dei cittadini”.

Gli interventi di Piana, capogruppo Lega Nord, e Costa, presidente commissione ambiente in Regione, sono allineati a quello di Vaccarezza. Gli esponenti della maggioranza che sostiene il governatore Toti hanno ribadito la volontà e necessità di verificare l’iter autorizzativo.

Il vicecapogruppo del M5S in regione Andrea Melis ha esordito con una domanda: “Noi siamo contrari a questo progetto, ma gli altri partiti non ho capito se sono a favore o contro la realizzazione del deposito di bitume. Credo che il sindaco abbia commesso molti sbagli non andando ai comitati portuali, doveva nei limiti che la legge gli riconosce doveva far sentire la voce della città che rappresenta. Noi sfidiamo l’autorità portuale a dare un segnale mettendoci la faccia, così come mi aspettavo più attributi da parte della nuova Giunta regionale”.

“Noi non viviamo da separati in casa – replica Gianluigi Miazza all’intervento del consigliere Melis – noi viviamo la città e per la città, coniugando insieme tutte le esigenze che quotidianamente si presentano. Io devo garantire lo sviluppo e il lavoro ad oltre 9500 persone. Noi vogliamo la stessa cosa che volete voi, ovvero un impianto sicuro e al vertice delle tecnologie oggi esistenti, perchè siamo i primi a voler garantire la salubrità del progetto”.

Per l’azienda BIT srl ha preso la parola l’ingegnere Giacchino: “Noi siamo qui per rispondere alle vostre domande, abbiamo rispettato tutte le leggi e ottemperato a due iter autorizzativi lunghi 4 anni e se oggi siamo qui è perchè siamo sicuri della bontà del nostro progetto, vi dico che in queste settimane sono state dette molte inesattezze per questo siamo qui pronti a rispondere ai vostri dubbi”.

L’ultimo intervento della prima parte del consiglio è stato fatto dal vicesindaco Livio Di Tullio: “Dobbiamo pretendere la VIA, perchè è impossibile che un progetto simile possa essere autorizzato senza una valutazione di impatto ambientale. Per questo noi dobbiamo ripartire da zero per poter garantire la salute dei cittadini”.

 

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