Savona, commercianti pagati con banconote false: resta in carcere - IVG.it
A giudizio

Savona, commercianti pagati con banconote false: resta in carcere

La 23enne sceglieva un articolo da pochi euro, pagava con una banconota falsa, prendeva il resto "vero" e usciva

tribunale Savona

Savona. Resta in carcere Darisa Leontina Mihai, la ventitreenne romena finita in manette ieri con l’accusa di spendita di banconote false. Questa mattina la giovane è stata processata per direttissima in tribunale e il suo arresto è stato convalidato dal giudice. Vista la richiesta di termini a difesa il processo è stato rinviato a venerdì mattina e, in attesa del giudizio, l’imputata resterà in cella.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia municipale di Savona che l’hanno arrestata, Darisa Mihai aveva ben 1.400 euro falsi in pezzi da cento. Il sistema usato per mettere in atto il raggiro era semplice: entrava in un negozio, sceglieva un articolo che non costasse più di venti euro, pagava con una banconota da cento falsa, ritirava il resto “vero” e usciva. Un copione che poi ripeteva in altri negozi.

Ieri mattina però un commerciante si è insospettito e ha segnalato la sua presenza ai vigili che l’hanno smascherata. Quando gli agenti l’hanno bloccata nella zona di via Paleocapa aveva con sè ancora quattordici banconote da 100 euro, tutte ben contraffatte, almeno a una prima rapida occhiata, perché ci voleva un esame ben più attento e approfondito per cogliere i segni della falsificazione.

La romena aveva anche più di ottocento euro veri, in tagli da cinque, dieci, venti, cinquanta, ovvero i resti ricevuti dai negozianti raggirati che, facendo i conti, potrebbero essere stati una decina, quattro dei quali, soltanto ieri mattina, a Savona.

Tra i negozi presi di mira ci sono la pelletteria “Diana” in via Paleocapa e “La scarpa nel cassetto” in via Sormano. Altri due sono ancora da individuare, tanto che i vigili urbani ieri pomeriggio hanno lanciato un appello perché i titolari contattino il Comando.

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