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L’ex osservatore Maresca: “Nel vivaio è fondamentale ripristinare le categorie di mezzo per non perdere i talenti nostrani”

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Savona. “Tutti i ragazzi che stanno ora emergendo in altre società sono stati individuati prima dal Napoli ed io vi voglio spiegare perché non sono mai arrivati tra le fila partenopee”.

Con questa dichiarazione ci ha accolti l’osservatore del Napoli SSC, “Edo” Maresca che ci ha voluto svelare alcuni enigmi relativi al calcio giovanile alle falde del Vesuvio. Da Verde a Mandragora, la Campania felix e il Napoli, un rapporto difficile e complicato: così si potrebbe intitolare questa ennesima puntata del nostro dossier. La missione del club azzurro è naturalmente inserire nel proprio vivaio i migliori talenti della regione ma non è assolutamente facile come l’intervista di Gianluca Grava recentemente pubblicata ha chiarito documentando circa le grandi difficoltà trovate nel battere la concorrenza in un ambiente malato. Tanti talenti napoletani hanno innegabilmente rinforzato altre squadre; i casi più famosi sono quelli di Daniele Verde e Rolando Mandragora, rispettivamente attaccante classe ’96 e centrocampista classe ’97 di Roma e Genoa, ma ci sono anche vari altri giocatori di grande prospettiva che rappresentano una speranza per altri club italiani. Dal romanista Verde all’interista classe ‘2000 Merola, c’è un’intera generazione di giocatori interessanti, di prospettiva che non indossa la maglia azzurra del Napoli, ne abbiamo parlato in esclusiva con l’ex osservatore del Napoli Eduardo Maresca che ha partecipato per anni alla costruzione degli organici delle varie categorie del vivaio. Nella lunga chiacchierata, Maresca ha ampliato il raggio della discussione dai retroscena sul mancato arrivo di questi ragazzi nel giro delle Nazionali giovanili al Napoli fino all’errata gestione del settore giovanile negli anni scorsi che ha prodotto l’attuale precarietà in merito all’allestimento delle rose nelle categorie Primavera ed Allievi Nazionali per la prossima stagione.

L’8 Febbraio 2015 Daniele Verde ispira la vittoria della Roma per 2-1 a Cagliari, i media raccontano la storia di questo ragazzo cresciuto nella scuola calcio “Pigna” di Pianura. Tanti racconti, spesso discordanti, molti sembrano esprimere l’idea per cui il Napoli non ci ha creduto. Ci spieghi come è andata?

“Abbiamo convocato Verde tre volte quando disputava la categoria Esordienti e lui in due occasioni è venuto ad allenarsi nel gruppo di mister Sorano al centro sportivo Nuova Audax. Daniele venne agli allenamenti con Gaito, un difensore centrale a cui eravamo interessati, stavamo preparando un torneo da giocare a Taranto. Verde a quei tempi giocava da interno sinistro di centrocampo, noi chiedemmo a Troiano, direttore generale del Pigna Calcio, di farlo venire in prestito a Taranto con Gaito. Verde non partecipò a quel torneo che vincemmo battendo in finale il San Nicola Cisterna, la realtà affiliata all’Empoli. Daniele ci teneva tantissimo a venire ma lo fermò un forte mal di schiena, un problema che il Napoli si stava occupando di curare. Mi ricordo che venne anche all’appuntamento previsto per la partenza in pullman per salutarci. A Taranto con noi giocò solo Gaito che poi dopo decidemmo di non tesserare. Dopo il torneo, presentammo la proposta al Pigna Calcio per Verde ma ci dissero che l’aveva bloccato la Roma promettendo il premio di preparazione al compimento dei quattordici anni. Il Napoli non se la sentì di impegnare una cifra molto corposa per un ragazzino di dodici anni, quindi due anni prima che arrivasse all’età che gli permetteva di andare fuori regione. Santoro, all’epoca responsabile del settore giovanile, che aveva ottimi rapporti con Troiano, direttore generale del Pigna Calcio, voleva impostare un accordo simile a quello che poi fu formalizzato per il centrocampista ’97 Fabrizio De Simone un anno dopo. Bruno Conti riuscì a convincere la scuola calcio molto prima che Daniele potesse andare nel vivaio della Roma. Verde è uno dei pochi ’96 individuati che non siamo riusciti a prendere, ricordo anche Russo della Pegasus e Maiorano della scuola calcio Franco Della Monica che preferirono andare all’Inter (nel 2015 hanno giocato rispettivamente in prestito nella Primavera dello Spezia e del Sassuolo)”

Da Daniele Verde a Rolando Mandragora, che ha giocato da titolare il 29 Ottobre scorso in Genoa-Juventus e che domenica a Palermo ha collezionato la quarta . Anche di lui si è parlato molto, puoi chiarirci tu la situazione? Il Napoli si interessò al talento classe ’97 che il Genoa prelevò dalla Mariano Keller?

“Abbiamo chiesto Mandragora a più voci, Rolando giocava nella Mariano Keller, la cui formazione classe ’97 era allenata proprio dal padre. Il Napoli voleva costruire una trattativa per portare Mandragora al Napoli ma l’altra parte non ha mai voluto sedersi al tavolo, penso più la famiglia che la scuola calcio”

Nelle Nazionali giovanili ci sono vari talenti napoletani, su tutti il portiere classe ’99 Gianluigi Donnarumma che difende i pali dell’Under 16 ma che soprattutto ha già collezionato otto presenze sotto età in Primavera ed è stato in panchina a San Siro per Milan-Cesena il 22 Febbraio scorso. Il Napoli provò a prenderlo? Perchè non indossa la maglia azzurra?

“Nel 2008 facemmo degli stage a Casalnuovo, Donnarumma fu convocato più volte, Gianluigi aveva nove anni, giocava nella porta del calcio a sette e metteva in mostra qualità straordinarie. Ero il responsabile dell’attività di base e portavo una lista di ragazzi segnalati a Santoro che poi contattava le società indicate, dopo che io impostavo i primi contatti con le scuole calcio. Nei provini noi lo facevamo giocare negli Esordienti classe ’97, volevamo ripetere l’esperienza già provata con Esposito Lauri (oggi alla Juve Stabia) e Calvanese (adesso all’Aversa Normanna, all’epoca alla scuola calcio Luigi Vitale di Casoria) di inserire dei ragazzi sotto età, infatti, questi due giovani giocatori militavano nel gruppo Esordienti classe ’95. A fine giugno con Santoro chiedemmo al Club Napoli Castellammare e al suo presidente Ernesto Ferraro, nonchè allenatore dei portieri che ha formato Iezzo, Mirante e i due fratelli Donnarumma, di darci Gianluigi Donnarumma. Ferraro prese tempo, ci comunicò che per lui era presto per portarlo già a Napoli e chiese di rimandare tutto al mese di Dicembre. C’è da sottolineare che Ferraro era stato in sede a Castelvolturno, si era trovata già una base d’accordo, Santoro gli propose di imbastire lo stesso discorso di Daniele Donnarumma, esterno sinistro classe ’92 ancora di proprietà del Napoli e in questa stagione in prestito al Messina in Lega Pro. A dicembre Santoro lo chiamò, Ferraro disse che l’aveva dato all’Inter, che era vicinissima a Donnarumma prima che andasse al Milan. Con il Club Napoli Castellammare si registrò una situazione simile per Montuori, esterno sinistro classe ’97 che qualche anno fa andò al Chievo e adesso milita nella Primavera del Varese. Si creò una sorta d’asta in cui il Napoli non è mai voluto entrare, la stessa dinamica si innescò per i ’98 La Ferrara e Castagna della Mariano Keller che adesso sono rispettivamente al Milan e al Parma. Noi li avevamo individuati quando avevano sette anni ma Santoro portava avanti anche un discorso sotto il profilo etico, riteneva non corretto valutare tanti soldi dei bambini”

Abbiamo ammirato in Italia-Turchia Under 18 l’esterno sinistro classe ’97 Giuseppe Pezzella che milita nella Primavera del Palermo sotto età. Perchè non indossa la maglia del Napoli?

“Stavamo prendendo Pezzella dalla scuola calcio “Pasquale Foggia” prima che andasse al Monteruscello con D’Abrunzo, Morra e Granata, difensore centrale classe ’97 della Primavera del Napoli. Santoro curava la trattativa con la scuola calci di Fuorigrotta con cui aveva un ottimo rapporto, ricordo che fui proprio io a parlarne con il padre e Pezzella rifiutò il Napoli per andare al Monteruscello che poi l’ha ceduto al Palermo”

Sono tanti i ragazzi del ’98 campani a mettersi in mostra in altre società: Alessio Donnarumma dell’Inter, Matarrese del Genoa, Di Napoli della Reggina. Perchè il Napoli non è riuscito a tesserare questi giovani talenti?

“Partiamo da Donnarumma, che è venuto con noi ad un torneo a Casal di Principe molto prima che andasse al Benevento. Prendemmo per quella competizione dal Santaniello Donnarumma, l’esterno sinistro Elefante che adesso è alla Juve Stabia e il centrocampista Paolo Romano. Perdemmo in finale contro i ’97 del Monteruscello, i dirigenti del Santaniello vennero anche in sede e trovarono l’accordo con Luigi Caffarelli, all’epoca responsabile del settore giovanile. Successivamente andammo ad un raduno che organizzò la “Biagio Lanzaro” per la Roma e noi vedemmo in campo Sorrentino, c’era anche il presidente del Santaniello Antonio Vitiello sugli spalti. Noi parlammo con lui ricordandogli che c’era un accordo già concordato ma lui sottolineò che non era stato scritto nulla, evidentemente le strette di mano non valgono per tutti allo stesso modo. I tre ragazzi andarono al Benevento e Donnarumma poi si trasferì all’Inter, il suo allenatore Fabio Calcaterra lo mandò a fare un provino a Milano. Succede spesso che il Benevento prenda dei ragazzi che poi finiscono alle società milanesi, si è verificata questa situazione anche per il difensore centrale classe ’99 Curto e ora si ripeterà lo stesso meccanismo con il ‘2001 Iglio che ha già segnato contro il Napoli nel quarto di finale del “Torneo delle Sirene”. Avevamo individuato anche Iglio, era un attaccante, adesso sta giocando da centrocampista, è venuto anche ad allenarsi con noi, gli abbiamo dato il materiale tecnico ma poi ha preferito andare al Benevento. Per Matarese facemmo la trattativa con la Virtus Junior Napoli di Casola, con il papà Pasquale che era anche l’istruttore di Luca. Il Napoli s’impegnò a sborsare cifre importanti ma ci chiesero anche il posto in convitto, la società in quel momento non poteva darglielo, preferiva utilizzarli per gli stranieri. In quel periodo stavamo prendendo Novothny, si stava valutando la possibilità di rinforzare la Primavera con dei ragazzi individuati all’estero dallo scouting. Di Napoli ha disputato con il Napoli un torneo a Palermo con la squadra Giovanissimi Regionali dell’epoca, della scuola calcio “Campanile” c’era anche il portiere Sorrentino e in prestito per quella competizione prendemmo anche Formisano della Boys Terzigno. I dirigenti della sua scuola calcio e la famiglia preferirono che andasse fuori Napoli e lo prese la Reggina. In questa stagione Di Napoli è venuto a Castellammare a giocare contro la Berretti della Juve Stabia, la mamma mi ha detto che tornando indietro nel tempo sarebbe stato meglio che fosse andato al Napoli. Fortunatamente io mi ricordo tutto e conservo le distinte, è molto bello rivederle tutte, qualche giorno fa ho visto una in cui c’è Rugani dell’Empoli, giocò con gli Esordienti la finale terzo e quarto posto del torneo di Abano Terme contro il Napoli. Provammo a rinforzare la formazione classe ’98 anche con Sgambati della Peluso Academy che poi è andato alla Roma. Giocava come centrocampista ma io lo consideravo un difensore centrale, mi dissero che era stato già promesso alla Roma in quanto la scuola calcio era affiliata alla società giallorossa ma in realtà aveva sostenuto dei provini in giro per l’Italia. Riguardo ai ’98, volevamo prendere anche Silvestro Cipro e Ciro Pollice del Monteruscello. Si trattava di un attaccante e di un difensore centrale, il Genoa ha un’opzione sui ragazzi del Monteruscello e, quindi, ci chiesero delle cifre astronomiche per questi due ragazzi. Cipro adesso è in prestito al Catanzaro mentre Pollice sta giocando negli Allievi Nazionali del Genoa”

Ci sono quelli che vanno via ma anche chi torna in Campania, pensiamo alla storia di Mario Prezioso, centrocampista classe ’96 che era andato all’Empoli ma oggi è un punto fermo della Primavera azzurra. Ci racconti la sua storia?

“Prezioso giocò nell’Empoli contro il Napoli al “Niccolò Galli”, lui andò molto presto in Toscana con i genitori ma il papà voleva tornare a Napoli, me lo disse in più occasioni. Quando l’Empoli lo svincolò, lo convocai per un provino al “Kennedy”, lo valutò l’ex allenatore delle giovanili azzurre Pompilio Cusano. Nel periodo in cui Barresi era il responsabile del settore giovanile, non potevo vedere gli stage. In quel periodo segnalai anche l’attaccante classe ‘2001 Di Caterino della Polisportiva Maristi di Giugliano, prima che andasse prima alla Mariano Keller e poi al Capua. So che il Napoli non riuscirà a prenderlo e se ne sta rammaricando (si è scatenata un’asta e probabilmente andrà alla Fiorentina, ndr). Della Polisportiva Maristi segnalai Di Caterino e Mauro, portiere ‘2001 ora in forza al Benevento. Ci sono anche altri ragazzi che non sono stati valutati all’altezza in quel periodo e che altrove stanno facendo bella figura come per esempio Simone Russini, attaccante classe ’96 in comproprietà tra Ternana e Juventus e da Gennaio in prestito alla Paganese in Lega Pro (ha totalizzato finora dieci presenze e un gol contro l’Ischia, ndr). Inoltre segnalai Russini quando era alla scuola calcio “Amici di Mugnano” prima che andasse alla Mariano Keller. Mi ricordo che non volevano prendere neanche Anastasio, fortunatamente riuscimmo a convincerli mentre l’esterno destro classe ’99 degli Allievi del Catania Pasquale Migliaccio (a segno contro gli Allievi del Napoli, ndr) non l’abbiamo mai selezionato per inserirlo nelle nostre giovanili”

I “rimpianti” più recenti sono gli attaccanti classe ‘2000 Merola, adesso all’Inter, e Sbordone che milita nella Juventus, entrambi formati dal Capua. Il Napoli ha mai provato a prenderli?

“Portammo Merola ad un provino al Napoli quando era alla Juve Sammaritana, la sua prima scuola calcio. Ci dissero che avremmo dovuto aspettare un po’ e poi si trasferì al Capua, da quel momento il Napoli non ha potuto più fiondarsi sul giocatore perchè i prezzi con l’asta diventano esagerati per la dimensione del settore giovanile azzurro. Volevo prendere Sbordone quando era alla Fulgido Giugliano prima che andasse al Capua, in quella realtà c’era anche il difensore centrale ‘2001 Pisani, che adesso è all’Aversa Normanna. La Roma lo bloccò e poi non l’ha mai preso, adesso sembra che il Napoli lo stia prendendo. Ci sono anche ragazzi che il Napoli ha prelevato spendendo di più negli ultimi anni, quando, invece erano stati segnalati prima. Penso a Senese, difensore centrale classe ‘2000 che Grava ha preso dal Real Casarea quest’estate, lo volevo prendere quando era alla Real Normanni con Francesco Verde che invece andò al Frosinone. Mi viene in mente anche la storia di Luise, esterno classe ’98 che il Napoli ha preso in prestito con diritto di riscatto dalla Juve Stabia. Lo potevano prendere gratis qualche anno fa, io lo portai in prova quando era al Centro Flegreo, sarebbe costato quasi nulla prima che andasse alla scuola calcio Azzurri di Stefano Cirillo che l’ha trasferito alla Pro Vercelli. In Piemonte non è andata bene, èn rientrato in Campania e la Juve Stabia l’ha rigenerato. Era l’ultimo stage che ho organizzato al “Kennedy” , io ero in panchina a mettere in campo le squadre, in tribuna c’era Mazzella, coordinatore tecnico del settore giovanile che doveva decidere in merito ai ragazzi. In quel provino c’erano due centrocampisti che potevano essere molto utili come Amabile e Sozio, che poi andarono al Siena. Nove su undici ragazzi di quella squadra militano in società professionistiche, penso a Noto e Servillo che stanno facendo molto bene alla Juve Stabia. Servillo era alla Virtus San Giorgio, realtà che la Juventus sta monitorando molto per i ‘2003, c’è un ragazzino molto bravo come Numerato che è nel mirino del club bianconero”

Il Napoli sta realizzando molti raduni per rinforzare le formazioni Primavera ed Allievi, della leva ’97 con cui si è arrivati alla finale nel campionato Giovanissimi Nazionali sono rimasti pochi elementi. Come ti spieghi che una squadra che arrivi ad un passo dallo scudetto sia completamente svuotata nel momento in cui i ragazzi arrivano nella categoria Primavera?

“Sono stati commessi molti errori, come per esempio anticipare le tappe della crescita di qualche calciatore come De Iorio per esempio, spostandoli tra Allievi Nazionali e Primavera. Sembrava che i giocatori fossero degli allenatori che litigavano tra di loro, non della società. Il più grande è non fare di più le categorie di mezzo (gli Allievi Lega Pro o la Berretti che consente ad una società di aspettare dei ragazzi che per vari motivi non sono ancora pronti per la Primavera o gli Allievi Nazionali Serie A e B, ndr). Dicevano che era un problema di budget ma poi non capisco perchè lo faccia la Juve Stabia grazie al grande lavoro che realizza Alberico Turi a Castellammare riuscendo ad ottenere dei risultati. Penso ai ’98 che sono andati in prestito con diritto di riscatto al Napoli, i ’97 ceduti al Napoli ed altri che ci hanno già richiesto delle società di Serie A per rinforzare le formazioni Primavera, così come qualche ragazzo del ‘2001. Se non avessimo avuto la possibilità di aspettarli avendo le seconde squadre, non sarebbero esplosi Lorenzo Insigne, che giocava negli Allievi Regionali non in quelli Nazionali, e Luigi Sepe di cui abbiamo atteso la crescita a livello fisico. Penso ad altri due ragazzi, uno in forza alla Primavera ed uno agli Allievi Nazionali di Liguori, che sono interessanti: Vincenzo Guardiglio, che arrivò dall’A.S.C. Massa di Somma come trequartista prima che mister Sorano, che costruì con me la squadra dei ’96 mentre Liguori mi aiutò per i ’94, lo spostò nel ruolo di terzino destro o sinistro, e Mattera, che nella scorsa stagione si è messo in mostra nei Giovanissimi Nazionali e quest’anno ha rimediato un brutto infortunio ma se recupera a livello fisico si tratta di un giocatore molto interessante. Se non si farà la categoria di mezzo, lo stesso problema avvenuto per i ’97 e i ’98 si verificherà anche per i ragazzi del ‘2o00 che formano l’organico dei Giovanissimi Nazionali che hanno chiuso al primo posto nel girone H e si candidano a ben figurare anche ai play-off. Ho saputo che Grava si sta prodigando per risolvere questa problematica della categoria di mezzo e mi fa molto piacere, un’altra idea potrebbe essere stipulare in maniera ufficiale una seria collaborazione con una società professionistica di Lega Pro, un’idea che era stata valutata e discussa anche con la Juve Stabia. Anche a livello economico è fallimentare rinunciare alla categoria di mezzo perchè acquistare i giocatori anno per anno per completare le squadre Allievi e Primavera costa sicuramente di più rispetto a seguire il percorso di crescita dei ragazzi dagli Esordienti con le categorie di mezzo”

Dopo questa lunga immersione nel complesso lavoro che avete compiuto nell’allestire il settore giovanile del Napoli, è d’obbligo fare un bilancio, una valutazione della sua esperienza nel club di De Laurentiis. Qual è il suo pensiero in merito?

“E’ stato fatto un grandissimo lavoro, poche realtà possono dire di aver raggiunto i risultati del Napoli in quegli anni. Penso addirittura a quella squadra classe ’93 allestita in una settimana che perse in finale contro la Lazio il torneo di Cinecittà dopo aver sconfitto la Roma in semifinale ma soprattutto lo scudetto Berretti che nessuno ricorda più, è stato sminuito quando, invece, si tratta di una grande esperienza, o le due finali consecutive con i Giovanissimi Nazionali perse contro Fiorentina e Inter, la qualificazione degli Allievi Nazionali alla final eight, la finale di Coppa Italia Primavera in cui fummo sconfitti dalla Juventus. I risultati sportivi sono stati coniugati con la valorizzazione dei calciatori, sembra che sia uscito fuori solo Lorenzo Insigne e, invece, ci sono tre calciatori in Serie A e tre in B formati nel settore giovanile azzurro: Lorenzo Insigne, Armando Izzo, che diede un contributo fondamentale alla Berretti campione d’Italia, Luigi Sepe, Camillo Ciano, Raffaele Maiello e Luigi Vitale. In cinque anni pochi club, che avevano a disposizione anche budget più corposi, hanno raggiunto ciò che abbiamo portato a casa noi”

Cosa sta portando dell’esperienza al Napoli nel suo nuovo percorso alla Juve Stabia?

“Innanzitutto ringrazio il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia Alberico Turi per avermi concesso la possibilità di realizzare quest’intervista ma soprattutto di avermi fatto continuare a svolgere questo lavoro. A Castellammare stiamo lavorando nello stesso spirito con cui iniziò quell’avventura al Napoli in serie C, raggiungendo degli ottimi risultati. Quest’anno abbiamo già raggiunto la qualificazione ai play-off con tutte le categorie: Berretti, Allievi Lega Pro e Giovanissimi. Tanti ragazzi sono nel mirino di club di prima fascia e possono rappresentare un importante sostegno per una società come la Juve Stabia. I nostri Giovanissimi Nazionali hanno conquistato undici vittorie di fila tanto da essere chiamati al “Menti” per una sfilata prima del fischio d’inizio di una partita della prima squadra, ad una giornata dal termine sono al primo posto nel girone G con due punti di vantaggio sul Bari e disputeranno i play-off”.

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