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Incendio Altare, a fuoco anche la casa della donna: da tempo subiva minacce e intimidazioni fotogallery video

Già una denuncia per stalking, per l'uomo divieti di dimora a Plodio, Carcare e Millesimo, ma non Altare

Altare. Non solo il locale di lap dance “Follia!”, ma anche l’abitazione dell’ex moglie a Plodio è stata gravemente danneggiata da Domenico Massari, 44 anni, detto “Mimmo”, l’uomo che questa notte ha appiccato il rogo nel locale di Altare, rimanendo ustionato da un ritorno di fiamma. Ora si trova agli arresti, piantonato presso l’ospedale genovese.

incendio follia

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo, che stava ancora vivendo nello loro casa a Plodio, prima di recarsi ad Altare ha incendiato l’abitazione, con le fiamme spente dai vigili del fuoco del distaccamento di Cairo Montenotte. I carabinieri hanno effettuato questa mattina un sopralluogo nella casa, rimasta danneggiata dal rogo.

L’uomo non si arrendeva alla fine della relazione con l’ex moglie Deborah Bellasio, la titolare del locale altarese.

Prima dell’episodio di questa notte la donna era già stata vittima di minacce e intimidazioni, arrivando a presentare una denuncia per stalking. Nei confronti del 44enne il 28 agosto era stato emesso un provvedimento che gli impediva di avvicinarsi alla donna e alla famiglia dell’ex moglie, in seguito era stato disposto il divieto di dimora nel comune di Plodio, con la donna pronta a rientrare nella sua abitazione (era ospite di amiche), in seguito il divieto di dimora era stato modificato con le località di Carcare e Millesimo.

La beffa è che proprio questa mattina i suoi legali, Andrea Frascherelli e Francesco Legario, erano pronti a depositare al giudice una richiesta che includesse nella misura giudiziaria anche il comune di Altare, proprio per tutelare l’attività della donna e il suo locale.

Troppo tardi, perché l’ex marito questa notte ha messo in atto la sua “vendetta”, prima ha incendiato la casa di Plodio dove l’ex moglie sarebbe tornare a vivere ed in seguito il locale altarese. Per la Procura savonese non ci sono dubbi sul fatto che l’azione del 44enne sia stata motivata da ragioni sentimentali: gli inquirenti hanno escluso, infatti, l’ipotesi legata a ragioni economiche.

“Quanto accaduto stanotte è il tragico ed ingiusto epilogo di una storia che doveva, e poteva, finire diversamente. La mia assistita – spiega l’avvocato. Francesco Legario che segue la questione con il collega Andrea Frascherelli – è da molto, troppo, tempo che evidenzia la pericolosità dell’ex marito; quando si è rivolta a noi, verso la metà di luglio abbiano subito deciso di presentare una denuncia per stalking”.

I due stavano insieme del giugno del 2013 e si sono sposati il 19 dicembre dello stesso anno, vivendo presso l’abitazione della donna a Plodio, in località Panfrì.

Dopo poco tempo l’uomo avrebbe incominciato a manifestare un carattere minaccioso che spesso si esprimeva in comportamenti possessivi nei confronti della moglie. La scelta di aprire il locale “Follia” da parte della donna, anche con l’aiuto dell’ex marito, sembrava aver temporaneamente rasserenato gli animi che però, dopo poco tempo, sono tornati ad essere turbolenti prevalentemente per la gelosia dell’uomo.

Dopo che la donna ha deciso di troncare la relazione sono aumentate le minacce, estese anche all’attività lavorativa della Ballesio e alla sua casa. Massari avrebbe più volte minacciato di distruggere la casa e di bruciare il locale.

Nel giugno scorso la donna sarebbe stata intimidita dall’atteggiamento minaccioso dell’ex marito, con la richiesta di intervento dei carabinieri: una volta nella notte tra sabato 18 e domenica 19 giugno presso la propria abitazione e una seconda volta presso il locale “Follia” di Altare.

“A seguito di quanto accaduto il 24 luglio è stata deposita presso i carabinieri di Carcare una denuncia per stalking ed il successivo 24 luglio, con notifica, il giudice Maffeo ha emesso provvedimento nei confronti dell’uomo con il divieto di avvicinarsi alla moglie e ai suoi familiari, nonché al luogo di lavoro e dalla abitazione – aggiunge l’avvocato Legario -. Inizialmente, avevamo deciso, in accordo con l’avvocato dell’uomo di permettere che restasse nella casa di Plodio pochissimi giorni giusto per verificare la possibilità di una soluzione pacifica e condivisa della questione”.

“Purtroppo Massari, dopo pochi giorni, ha nuovamente e continuamente manifestato minacce telefoniche, e non solo, nei confronti della nostra assistita costringendoci ad richiedere, ed ottenere, la scorsa settimana una ulteriore restrizione della misura cautelare che conteneva il divieto di dimora nel Comune di Plodio”.

“Inspiegabilmente, visto il contenuto del fascicolo, è stato poi rimodificato il provvedimento togliendo il divieto di dimora a Plodio e spostandolo a Carcare e Millesimo”.

“Ora la signora è distrutta, ha visto letteralmente andare in fumo anni di sacrifici e di lavoro e si riserva di agire per la legittima tutela dei propri diritti lesi. Lo stalking è stato creato, giuridicamente, per tutelare situazioni come queste: posso solo dire che, per fortuna, non è finita peggio…” conclude il legale.

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