Rischio retrocessione

“Dirty Soccer”, domani parte il processo: attese nel pomeriggio le richieste del pm Palazzi

Il Tribunale Federale Nazionale discute l'intricato caso di Savona-Teramo

Savon Vs Ancona
Foto d'archivio

Savona. Sono giornate calde per le società calcistiche coinvolte nell’ennesimo scandalo legato ai risultati combinati, per scommesse o per centrare obiettivi di classifica. Tra oggi e giovedì presso il Tribunale Federale Nazionale di Roma verranno rese note tutte le richieste di condanna. Tra venerdì 14 e lunedì 17 arriveranno le sentenze.

Tremano una decina di società, ma con la consapevolezza che in secondo grado, come spesso accaduto in passato, le pene potrebbero essere mitigate. Anche se, considerate le proporzioni assunte dalle vicende, non è certo che tutto debba concludersi a “tarallucci e vino”.

Oggi è toccato al Catania, società di Serie B accusata di aver comprato sei partite dello scorso campionato, nell’ambito del filone “I treni del gol”. Per la società del patron Antonino Pulvirenti, “rea confessa”, sono state chieste la retrocessione in Lega Pro e la penalizzazione di 5 punti da scontare nel prossimo campionato. La sentenza è attesa tra mercoledì sera e venerdì.

Per quanto riguarda il Savona, si conoscerà probabilmente domani pomeriggio la richiesta del procuratore Stefano Palazzi relativa all’inchiesta “Dirty Soccer”. La coesistenza di responsabilità oggettiva e diretta, complice il coinvolgimento del presidente Aldo Dellepiane, legale rappresentante della società, porta con sé il rischio di declassamento e retrocessione in Serie D.

Riguardo a quanto accaduto nelle giornate precedenti l’incontro del 2 maggio, che il Teramo vinse al “Bacigalupo” assicurandosi la promozione in Serie B, sono già state avanzate varie ipotesi. Ne sono conseguiti i deferimenti dello stesso Dellepiane e del presidente del Teramo, Luciano Campitelli, oltre che di Marco Barghigiani, dirigente e responsabile dell’area tecnica del Savona.

Sono stati inoltre deferiti il calciatore Marco Cabeccia e il dirigente Enrico Ceniccola, in quanto, essendo a conoscenza dei fatti, non avrebbero informato degli stessi la Procura Federale.

Alle intercettazioni la Procura Federale ha aggiunto la testimonianza di Ninni Corda, il quale sarebbe stato avvicinato da Ercole Di Nicola e da Marcello Di Giuseppe, all’epoca direttore sportivo del Teramo, i quali gli avrebbero chiesto di convincere i suoi ex giocatori del Savona per favorire il successo degli abruzzesi. In seguito Corda, secondo la sua testimonianza, avrebbe appreso da Barghigiani il buon esito della combine, con tanto di denaro ricevuto da Dellepiane.

In casa Savona si ostenta ottimismo; si fa affidamento al fatto che non sia possibile dimostrare il coinvolgimento diretto del presidente Dellepiane nella vicenda.

La stessa fiducia pare non veleggiare tra i frequentatori del sito del Savona Club Giuliana Gazzano, solitamente improntati all’ottimismo. Secondo un sondaggio lanciato, al quale hanno votato ben 478 visitatori, la penalizzazione appare l’ipotesi più probabile, per il 48% dei votanti (per il 34% sarà superiore ai 3 punti, per il 14% fino a 3 punti). Ben il 39% è convinto della retrocessione; il 13% pensa al proscioglimento.

Savona e Teramo tremano; Ascoli, Gubbio e Forlì sperano. Infatti, nel caso le due società coinvolte venissero condannate alla retrocessione, i marchigiani salirebbero in Serie B, mentre umbri e romagnoli avrebbero diritto a giocare in Lega Pro.

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