Ceriale, mistero sulla donna arrestata dai vigili: è ancora senza identità - IVG.it
Nome segreto

Ceriale, mistero sulla donna arrestata dai vigili: è ancora senza identità

Si rifiuta di parlare e dire il suo nome: nemmeno le impronte digitali sono servite per risolvere l'enigma

polizia municipale ceriale

Ceriale. Come nella più classica delle “spy story” c’è un personaggio con un’identità segreta. E’ infatti ancora senza nome la donna arrestata ieri mattina dalla polizia municipale di Ceriale con le accuse di tentata rapina, resistenza e danneggiamenti.

La donna, apparentemente di una trentina d’anni e di origine dell’est europa, non aveva documenti con sé e si è continuamente rifiutata di fornire le proprie generalità ai vigili che hanno dovuto faticare non poco perfino per riuscire a rilevarle le impronte: per arginare la sua resistenza attiva è stato necessario sedarla. Purtroppo però nemmeno le impronte digitali hanno fornito delle risposte sulla sua identità perché la donna non è mai stata segnalata in Italia.

Una delle poche cose che gli investigatori sono riusciti a scoprire è che la “donna senza nome”, che al momento è ricoverata in ospedale al Santa Corona, parla almeno tre lingue: inglese, italiano e, forse, il lituano. Nonostante le sue conoscenze linguistiche finora si è limitata però a parlare soltanto per insultare gli agenti, senza fornire nessun altro tipo di informazione.

L’enigma sul nome della trentenne arrestata quindi va avanti e domani sarà interrogata dal gip per la convalida del fermo accompagnata semplicemente da un codice identificativo. Chissà che davanti al giudice finalmente non si convinca a rivelare la sua identità. Nel frattempo sono in corso anche accertamenti medici per valutare lo status psichico della donna che, almeno apparentemente, ha dei problemi.

L’arresto era scattato ieri mattina dopo una segnalazione arrivata al comando della polizia municipale di Ceriale. La donna stava danneggiando diverse auto parcheggiate sul lungomare e i vigili erano poi riusciti a bloccarla in viale Che Guevara ad Albenga. Qui, non contenta, aveva anche cercato di strappare dalla fondina di un vigile la pistola. A quel punto, visto che anziché calmarsi continuava a dare in escandescenze, era stata arrestata e accompagnata in ospedale.

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