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Carceri liguri, la denuncia del Sappe: “Bisogna mettere un freno alla sovrappopolazione”

"I costi di mantenimento dei detenuti potrebbe essere usato alla costruzione di nuove strutture"

carcere marassi

Liguria. E’ tutt’altro che roseo il futuro delle carceri liguri e degli uomini della polizia penitenziaria. Almeno secondo il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, secondo il quale è necessario porre un “freno dell’andamento numerico che contraddistingue la Liguria penitenziaria”.

“Stiamo inviando al ministro della giustizia Andrea Orlando una nota – annuncia il segretario regionale del Sappe Michele Lorenzo – nella quale abbiamo raccolto i dati emersi dall’andamento penitenziario ligure, aggiornati al 31 agosto. Ciò che si rileva, per quanto riguarda i detenuti presenti, è in controtendenza con l’andamento nazionale. In Liguria, infatti, dalla capienza di mille e 166 detenuti attualmente siamo passati ad ospitarne mille e 451. Alla stessa data del 2014 erano mille e 367. La popolazione straniera è di 801 unità (737 nel 2014) ed occupa il 55,21 per cento dell’intera popolazione detenuta ligure. E’ l’istituto di La Spezia con 132 stranieri (114 nel 2014) ad essere l’istituto con la maggiore percentuale di presenza, con il suo 64 per cento. Il carcere di Marassi, invece, continua ad essere costantemente in sovraffollamento con 709 detenuti (663 nel 2014) dei quali 414 stranieri (374 nel 2014) pari al 57 per cento, che fa sì che Marassi si collochi al terzo posto tra gli istituti più critici d’Italia, dopo Napoli Poggioreale e Bologna. Questi dati si proiettano solo su 6 istituti, in quanto quello di Chiavari è tutt’ora chiuso e dovrebbe riaprire il prossimo primo ottobre, il che significa che a livello regionale si registrerebbe un ulteriore aumento di almeno 50 detenuti”.

Sono del Marocco i detenuti stranieri a maggiore presenza nelle celle liguri, con 171 presenze, seguiti dall’Albania con 139 e dalla Tunisia con 106 presenze. Dei 163 detenuti ecuadoregni ospitati nelle celle italiane, la Liguria, ponendosi alle spalle della Lombardia (77), ne ospita 52 unità.

Questi dati dovrebbero fornire l’idea di ciò che avviene sul territorio, ovvero l’indice di criminalità: “A maggior ragione – continua il segretario Lorenzo – bisogna chiedere l’applicazione, di pari passo ad una minore burocrazia, degli accordi bilaterali che prevedono, per i detenuti con condanna definitiva, la possibilità di poter scontare la pena nei loro paesi d’origine. Questo significa che, solo in Liguria, si potrebbe ottenere una riduzione della popolazione detenuta di quasi 370 detenuti che rappresentano il 25 per cento del totale. Ciò gioverebbe a tutto il sistema detentivo e si otterrebbe un riverbero positivo in termini di sicurezza e di gestione, anche sul territorio”.

In ultima valutazione vi è l’aspetto economico, considerato che un detenuto mediamente costa alla comunità circa 134 euro al giorno: “Denaro che potrebbe essere destinato alla costruzione di nuove strutture, ad ammodernamenti di quelle esistenti, ad incentivare e sviluppare forme di rieducazione e reinserimento. Parallelamente bisogna comprendere ciò che aggrava l’attività della polizia penitenziaria ligure. Nei soli primi sette mesi dell’anno si sono già verificati circa 700 eventi critici, in aumento rispetto al 2014, che ne contava in tutto 745. E’ l’elemento dell’aggressività a spiccare con 26 casi al 31 luglio, erano 25 nel 2014, gli atti di autolesionismo nel 2014 si erano fermati a 300 mentre al 31 luglio di quest’anno sono già avvenuti 280 casi. Questi eventi comportano anche il trasporto del detenuto al pronto soccorso con il conseguente aggravio di lavoro per la Polizia Penitenziaria, che assicura scorta e sicurezza”.

“La preoccupazione maggiore la si vive con i tentati suicidi che, ad oggi, sono già pari a 28 casi mentre nel 2014 si erano fermati a 32. Ricordo – sottolinea il Sappe – che solo grazie alla prontezza della polizia penitenziaria si è evitato l’estremo epilogo. L’istituto di Sanremo è a maggior concentrazione di autolesionismo, con 83 casi sui 280 regionali e di danneggiamento a celle, con 17 casi sui 30 verificatosi in Liguria, nel 2014 si verificarono 10 casi. Il dato a ‘bollino rosso’ è purtroppo relativo all’organico della polizia penitenziaria, che è in carenza di 232 poliziotti”.

Secondo il Sappe, è questo l’elemento che segna la “vera negatività del sistema sicurezza, in quanto meno personale equivale a decremento della sicurezza, che in Liguria non si deve consentire. Il Sappe ligure, visti tutti questi elementi, auspica che “il ministro della giustizia Orlando ponga una maggiore attenzione al caso Liguria garantendo, prioritariamente, una maggiore presenza di Polizia Penitenziaria ed impedendo l’uscita “agevolata” di personale, che dalla Liguria viene dirottato verso altri istituti, magari con minori esigenze di quelli liguri”.

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