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Bitume, Arecco: “La battaglia è solamente all’inizio”

bitume savona

Savona. “Oramai è chiaro a tutti che l’Amministrazione Berruti, in merito al deposito del bitume, non sappia che pesci prendere. Molti, nel PD locale, iniziano ad essere seriamente preoccupati per le ripercussioni politiche che la vicenda sta provocando”. Lo afferma Massimo Arecco, consigliere comunale della Lega Nord, che di recente ha presentato alla maggioranza del sindaco Federico Berruti un’interpellanza per chiedere conto della decisione di affidare all’avvocato Roberto Romani ” l’incarico per lo svolgimento di una consulenza relativa al procedimento in corso per l’autorizzazione all’installazione di un deposito di bitume nel porto di Savona”.

“Ad oggi – osserva il rappresentante del Carroccio – il sopracitato professionista risulta fare parte dello studio legale associato denominato ‘Avv.ti Aglietto, Bertolotto, Romani’ con sede in Savona. Nel 2010 l’avvocato Franco Aglietto rivestiva il ruolo di assessore del Comune di Savona. Di recente, i media hanno ricostruito la vicenda legata alla pratica del bitume ricordando come alla specifica riunione tenutasi presso il Comitato Portuale nel 2010 in cui veniva esaminata la pratica del bitume, era presente l’assessore Franco Aglietto in rappresentanza del Comune di Savona”.

Per questi motivi, Arecco chiede al sindaco e all’assessore competente di chiarire “se quanto sopra segnalato corrisponda al vero e se pertanto esista o meno una incompatibilità professionale ad affidare il suddetto incarico, da parte del Comune di Savona, al sopracitato professionista” Romani.

“La Giunta ha finalmente compreso che potrebbe concretizzarsi il rischio che qualcuno dei soggetti coinvolti possa presentare una futura richiesta di danni, nel caso in cui l’iter autorizzativo, ormai avviato da tempo, dovesse essere interrotto da future scelte operate dal Comune di Savona – continua il leghista in una nota – L’affidamento di una consulenza legale allo studio dell’avvocato Romani dimostra quanto il sindaco sia preoccupato della piega assunta da una vicenda che, nessuno, all’interno del ‘palazzo’, avrebbe mai immaginato potesse assumere conseguenze così dirompenti per il centro sinistra savonese“.

“In questo modo, peraltro – prosegue Arecco – l’Amministrazione comunale continua a dimostrare di non nutrire sufficiente fiducia nella propria struttura interna, poiché, come in casi precedenti, l’ufficio legale del Comune viene regolarmente affiancato, per lo svolgimento delle varie pratiche, da consulenti esterni: sostanzialmente, i contribuenti savonesi pagano i dipendenti e (ri)pagano dei liberi professionisti”.

Se l’Amministrazione Berruti si fosse adeguatamente occupata, a suo tempo, della pratica per la richiesta di realizzazione del deposito bitume – accusa Arecco – la città di Savona non avrebbe subito (e non starebbe patendo) il conseguente danno per la propria immagine turistica“.

“In ultimo, ma non per ordine di importanza – continua la nota – rischia di ingenerarsi, tra gli imprenditori che operano a Savona, il timore che l’amministrazione comunale non sia in grado di assumere, e sostenere, decisioni strategiche, visto che si sta parlando di investimenti proposti per portare avanti progetti inizialmente condivisi dall’intera maggioranza e successivamente ricusati. Insomma, per i savonesi, il conto economico legato alla vicenda del bitume rischia di diventare assai elevato: per le spese legali, per le eventuali richieste di danni avanzate dalla ditta BIT, per la perdita di futuri investimenti da parte di altri imprenditori disincentivati ad investire in città, per i potenziali mancati guadagni delle varie all’attività turistiche collocate nella zona della darsena portuale“.

“E’ evidente che, di tutto ciò, dovranno essere chiamati a risponderne personalmente i componenti dell’intera giunta – è l’attacco del leghista – Nel frattempo iniziamo ad assistere ad uno ‘scaricabarile dalle responsabilità’ attuato da una parte dei soggetti politici coinvolti nel ‘pasticciaccio’. In particolare è interessante sottolineare il ruolo che le componenti di sinistra all’interno della maggioranza di Palazzo Sisto stanno tentando di assumere”.

Arecco punta il dito su Jorg Costantino e Sergio Lugaro: “L’assessore all’ambiente appartiene a Rifondazione Comunista, mentre quello ai quartieri è in quota SEL. Fino allo scoppio delle polemiche, entrambi i sopracitati membri della Giunta non avevano eccepito alcunché in merito alla vicenda, essendo stati perfettamente allineati alle analoghe posizioni assunte dai rispettivi partiti di appartenenza. Da alcune settimane a questa parte, ha invece preso avvio ‘l’operazione di smarcamento’ operata da Rifondazione e SEL, attuata nella speranza che, organizzando, a posteriori, un convegno pubblico sul tema, oppure partecipando a qualche intervista televisiva, si riesca ad avviare la classica operazione di ‘distrazione di massa’”.

“Il paradosso finale – conclude il leghista – è che, in mezzo a tutto questo ‘fuggi fuggi’ dalle responsabilità, il PD locale, ad oggi, non sia neanche stato capace di elaborare un’analoga, strategica, operazione di ‘riposizionamento sul bitume e di distinguo rispetto alle decisioni fino ad oggi operate dalla Giunta e dal Sindaco’, rischiando, pertanto, di rimanere, alla conclusione della vicenda, con il cerino in mano”.

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