Battaglia contro il ripetitore: a Pietra Ligure nuovo piano sulle installazioni telefoniche - IVG.it
La risposta

Battaglia contro il ripetitore: a Pietra Ligure nuovo piano sulle installazioni telefoniche

Il Comune promuoverà sul tema dell'inquinamento magnetico un incontro pubblico con la cittadinanza

antenna telefonia mobile pietra ligure

Pietra L. Sulla polemica contro l’antenna mobile di telefonia installata sul tetto di un istituto religioso (che ospita un albergo) con la nascita di un comitato di cittadini che ha raccolto oltre 1.000 firme, è arrivata la risposta del Comune di Pietra Ligure sollecitato ad intervenire dopo la lettera indirizzata alle altre autorità competenti.

“Tre giorni fa è stata inviata al Comitato la risposta alle loro richieste supportate dalla raccolta di 1016 firme: “Questa amministrazione è molto sensibile alle tematiche ambientali, fra le quali rientra sicuramente l’inquinamento da elettromagnetismo. E’ un argomento che sappiamo che meriti la massima attenzione, e la prova è data dal fatto che siamo stati gli unici ad averlo inserito nel programma elettorale dell’anno scorso” afferma nella lettera il consigliere comunale delegato all’ambiente Paolo Fontana.

“Purtroppo, chi amministra non può non può non sapere che il punto di partenza è che le attuali normative lasciano pochissimo spazio decisionale ai Comuni. L’unica cosa che un Comune può fare è la redazione di un Piano delle installazioni, come ricordato anche dal Comitato, che possa individuare come distribuire i segnali per la telefonia mobile in modo da tenerle sotto controllo. In questo piano devono essere ricomprese anche le installazioni già esistenti” precisa.

“Oggi quindi non si può dire che sono i Comuni ad autorizzare le installazioni. Non possono vietarle. Non possono farle rimuovere. Non possono prevedere limiti inferiori a quelli di legge. Forse ci sono dei limiti in materia di paesaggio e di belle arti, ma anche su questi si potrebbe discutere. Questo perché le norme nazionali ritengono prevalente l’interesse pubblico dei ripetitori per telefonia, e permettono alle Regioni, se vogliono, di dare alcune linee guida alle amministrazioni locali, purché non siano limitative dell’interesse pubblico sopra descritto; a quanto mi risulta nessuna Regione ha mai rilasciato linee guida particolari”.

“L’amministrazione di Pietra Ligure sta facendo l’unica cosa possibile, che è la predisposizione di un Piano delle Installazioni avvalendosi di professionisti seri e preparati, che conoscono molto bene le norme nazionali e gli ultimi interventi della magistratura che ormai stanno facendo giurisprudenza. Tali professionisti sono preparati per presentare un progetto che vada a limitare anche nel futuro i possibili danni alla salute, che oggi probabilmente non si conoscono ancora ma che magari si conosceranno fra qualche decina di anni (in questo senso occorre parlare e informare sui nostri stili di vita, di come “inquini” un cellulare con poco campo, o dei ragazzi che dormono con il telefonino sotto al cuscino, quella sì pratica davvero pericolosa e da vietare)” aggiunge ancora il consigliere delegato all’ambiente di Pietra Ligure.

“Questo Piano delle Installazioni deve essere fatto di concerto fra l’amministrazione pubblica, i comitati dei cittadini e le società di telefonia. E’ solo in questa concertazione che sta l’importanza del Piano. Chi lo preparerà per il Comune di Pietra ha una grande esperienza in materia di ascolto e di individuazione del miglior criterio, non ha rapporti con le società di telecomunicazioni e ha già predisposto decine di piani per molti Comuni”.

“Crediamo molto in questo lavoro, soprattutto perché non è escluso che gli attuali limiti di legge, attualmente di 6 volt/metro (uno dei più bassi in Europa), possano in un breve futuro aumentare di parecchio.  Entro la fine del prossimo mese vogliamo organizzare un incontro pubblico per illustrare ai cittadini sia le normative vigenti, sia quali siano i pochi strumenti in mano ai Sindaci, sia infine come questa Amministrazione intende intervenire. A tale incontro parteciperà e relazionerà il responsabile della società di consulenza alla quale ci siamo rivolti. Inviteremo anche i funzionari dell’Arpal e della Regione” conclude Fontana.

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