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Aggressione a Brumotti, la verità degli albanesi: “Picchiata anche una ragazza” fotogallery

L'avvocato: "Stiamo predisponendo una querela che presenteremo sabato insieme a una dettagliata ricostruzione"

Toirano. “I miei clienti hanno voluto evitare di dare la loro versione dei fatti ‘in pasto’ ai media, ma una cosa è certa: le cose sono andate in maniera diversa rispetto a quanto affermato da Brumotti“. Hanno scelto di “parlare” tramite il loro avvocato Enrico Nan, Petrit Sinjari e i suoi due figli, i tre albanesi che martedì sera sono rimasti coinvolti nella rissa con Vittorio Brumotti e suo padre Claudio e altre due persone del suo staff.

Brumotti aggredito a Toirano

Nelle ultime ore, il biker ha fornito la propria versione dei fatti tramite i social network e non solo. Pur cercando di gettare acqua sul fuoco della polemica (diventata anche e soprattutto razziale vista l’origine straniera dell’altra parte), Brumotti ha comunque sottolineato come la responsabilità di quanto accaduto vada imputata ai Sinjari: “Cari amici aggressori – ha scritto in un tweet pubblicato qualche ora fa – voi sapete dello sbaglio che avete fatto, io non voglio averla contro il vostro popolo voglio solo le vostre colpe”.

Colpe che però la famiglia albanese allontana: “I miei clienti – spiega l’avvocato Enrico Nan – hanno ricostruito la loro versione dei fatti. Che è diversa da quella di Brumotti. Anche per questo stiamo predisponendo una querela che presenteremo probabilmente sabato insieme con una dettagliata ricostruzione”.

“I miei clienti – sottolinea ancora il legale loanese – non sono dei picchiatori, ma sono tre persone che vivono e lavorano in Italia da vent’anni. Tra l’altro durante la colluttazione la figlia di Petrit ha subito delle lesioni, avendo ricevuto un pugno nel petto“.

Tutte e sette le persone rimaste coinvolte (Brumotti e il padre e i loro due accompagnatori e i tre membri della famiglia Sinjari) sono stati deferiti in stato di libertà per il reato di rissa. Tale denuncia scatta quando un individuo ha una parte attiva in una colluttazione, cioè non solo “le prende” ma “le dà” anche.

Tale accusa si basa sul video amatoriale girato da un passante che ha assistito alla scena (il video è stato acquisito) e i referti medici prodotti dal personale del pronto soccorso che ha visitato e prestato le cure ai feriti. Queste testimonianze confermerebbero proprio come tutti i coinvolti abbiano avuto parte attiva nella rissa sia “dandole” che “prendendole”.

Resta invece ancora da stabilire con certezza chi abbia attaccato per primo, se gli albanesi o il gruppo di Brumotti. “Questo aspetto – sottolinea ancora Nan – sarà stabilito dalla magistratura sulla base anche della nostra ricostruzione dei fatti. E’ opportuno ricordare che dopo i fatti i miei clienti non sono scappati, come ha sostenuto qualcuno, ma si sono presentati ai carabinieri di Borghetto mettendosi a disposizione delle forze dell’ordine”.

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