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Speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Sam’s Soccer Accademy: success story di una squadra indonesiana

Savona. Non capita certo tutti i giorni di poter affrontare a livello giovanile una compagine proveniente dall’Asia ed in particolar modo dall’Indonesia, il Paese di Tohir, l’attuale presidente o azionista di maggioranza che dir si voglia, dell’Inter. Di essa si sa: di un Mondiale giocato nel 1938, prima dell’indipendenza avvenuta nel 1945 quando ancora si chiamava Indie orientali olandesi; di un campionato che ha cambiato nome e s’è riorganizzato cinque volte; e di un c.t. italiano che vi militò fra il 1992 e il 1996, Romano Mattè, ancora oggi amatissimo.

Ecco dall’uno all’undici (Tan Mo Heng, Samuels, Hu Kom; Pattiwael, Nawir, Meeng; Anwar, Taihuttu, Sommers, Soedermadji, Hong Djien) gli indonesiani che persero 6-0 al primo turno con l’Ungheria, due gol subiti già dopo i primi 15 minuti. Fu la prima squadra asiatica a giocare un Mondiale, nell’anno in cui l’Italia di Vittorio Pozzo avrebbe fatto il bis.

Da allora più niente, o quasi. Il calcio d’Indonesia mai s’è spinto oltre il primo turno della Coppa d’Asia, al massimo si ricorda un quarto di finale ai Giochi Olimpici del 1956. Ma il calcio d’Indonesia è pieno di paradossi: 240 milioni di abitanti non riescono a produrre una nazionale competitiva. Il campionato si chiama Indonesian Premier League, un evidente omaggio all’Inghilterra. E’ nato solo due anni fa, per mettere ordine nel movimento. Era tale il caos fra i tornei che la Fifa aveva minacciato l’eslusione del Paese.

Oggi alla Premier partecipano 16 squadre di 5 regioni diverse: stadi da 7mila posti (a Rembang) a 40mila (a Banda Aceh). La squadra che in questi ultimi anni domina la scena è il Persipura Jayapura, club fondato nel 1963, stadio da 30mila posti. Quattro i tecnici stranieri: il brasiliano Fabio Oliveira, il moldavo Iurie, Raja Isa (Malaysia) e il serbo Antonic. Anche la nazionale ha uno straniero in panchina, il brasiliano Jacksen Tiago. L’Indonesia aveva inizialmente avanzato la sua candidatura per ospitare i Mondiali del 2022, ma davanti alla Fifa ha avuto vita breve per lo scarso sostegno del governo.Venendo ai giorni nostri per fare un quadro sul calcio giovanile indonesiano (recentemente al Torneo di Viareggio è stata di scena la Pro Duta) può essere utile riportare la chiacchierata fatta con TopSkor, da Erick Thohir che ha avuto il tempo di analizzare il calcio indonesiano in relazione a quello dei continenti più sviluppati.

“Vorrei avere elementi indonesiani nel mio club, è chiaro, però l’esperienza m’insegna che per essere in grado di giocare in Europa hanno bisogno di una carriera diversa, quindi per loro è più facile approdare negli Usa. Gli esempi di Syamsir Aland e Andik Vermansyah sono eloquenti. Negli Usa, a livello fisico sono al top, mentre in Europa c’è un livello massimo su ogni piano, sia fisico che di abilità. Qui il ragazzo arriva in Prima squadra dopo un percorso di maturazione che lo perfeziona in ogni aspetto. I ragazzi indonesiani, invece, fanno affidamento solo sul mero talento e peccano negli altri campi”.

Eppure a livello di giovanili, il calcio indonesiano riesce a competere in ambito internazionale. Poi cosa accade?

“Succede che si perdono per strada nel momento di far il salto di qualità. Ora noi dobbiamo avere l’umiltà di imparare come hanno fatto Giappone e Corea del Sud. Fin da piccoli, bisogna cambiare la dieta, la postura e indirizzare le qualità. Solo così si può ridurre il gap con l’Europa”. E non solo.

“Non basta questo. Ci deve essere anche un livello adeguato di scuola calcistica alla base. Guardiamo il Portogallo: dopo la generazione dei Figo e dei Rui Costa, adesso c’è il solo Ronaldo. Per questo dico che il coaching giovanile deve ricevere un’attenzione particolare affinché non si depauperi il materiale umano a disposizione. Il successo dell’Under 19 dovrebbe essere un punto di partenza per riformare il sistema, perché potrebbe accadere di non avere un’altra generazione di talenti come questa”.

Questa breve introduzione serve per presentare al meglio il profilo sportivo calcistico della Sam’s Soccer Accademy, squadra indonesiana che ho avuto occasione di incontrare nella partita inaugurale della Copa Catalunya a Santa Susanna (Barcellona).

Da quanto ho potuto appurare parlando in inglese con il mister, in sede locale la Sam’s Soccer Accademy opera secondo modalità ispirate ai più moderni principi.Tecnici qualificati sono responsabilizzati nella scelta dei migliori giocatori avversari della loro squadra dopo ogni partita disputata. Concorsi a premi vengono allestiti per stimolare i ragazzi a fare una bella figura ai tornei ed i quelle occasioni gli allenatori possono visualizzare bene i talenti più promettenti. Allenatori vincenti sono scelti da sponsor o ospite d’onore durante la cerimonia di chiusura delle manifestazioni. L’SSA produce sforzi notevoli per portare lil più grande bagaglio di esperienza di calcio ai suoi giocatori. I tornei di calcio Internazionali sono l’occasione ideale per imparare molto ed in fretta. Gli allenatori della SSA hanno veramente cura per la salute e il benessere dei loro giocatori e garantiscano con dedizione la loro sicurezza che è la priorità numero 1.

L’SSA si impegna a prendere tanti giocatori in prestito per una partita amichevole, torneo o outdoor training a carattere mensile ed incoraggia a livello motivazionale i suoi tesserati a lottare costantemente a un livello superiore con doni e benefici su base regolare. Attraverso il Progetto “Bambini Best Dressed in Città” vanta la “appearnace” dei suoi giocatori con diverse maglie in vari colori. Nel tempo di festa l’SSA tiene un incontro su base annua per rafforzare i legami tra i giocatori di tutte le età. Una così notevole varietà di attrezzi per la formazione importati da oltreoceano, raramente si trova altrove in accademie o scuole indonesiane.

SSA ha tenuto tornei dal 2007; ora è meglio conosciuta come Soccer Accademy Festival Calcio di Sam International o SSA IFF. Attraverso i tornei spera di educare tutti i giocatori a livello di onestà, integrità morale, sportività ed iansegnare come si fa a gestire, vincere e perdere allo stesso modo. I giocatori che ho affrontato sul green di Malgrat si sono dimostrati tutti dotati di una buona tecnica individuale e di una invidiabile preparazione atletica. Anche dal punto di vista del’atteggiamento hanno detto la loro e specialmente il portiere Dawdi (97) ed il regista Kendy (98). Dal punto di vista tattico sono parsi ancora approssimativi attaccando in maniera disorganizzata e difendendo troppo alti.

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