Sanità, reperibilità obbligatoria per gli infermieri: fumata grigia tra Asl e sindacati - IVG.it
Confronto

Sanità, reperibilità obbligatoria per gli infermieri: fumata grigia tra Asl e sindacati

Durante il tavolo si è discusso della prossima attivazione sulle 24 ore del servizio di automedica anche sul finalese

Savona - ASl2

Pietra Ligure. Si è concluso con la parziale soddisfazione dei rappresentanti dei lavoratori il tavolo tra Asl2 savonese e sindacati tenutosi lunedì mattina e riguardante la recente delibera della direzione generale dell’Azienda (che è stata adottata a giugno e dovrebbe diventare operativa a fine mese) che impone agli infermieri la reperibilità per la gestione delle emergenze e dei trasporti.

In estrema sintesi, secondo quanto spiegato dagli stessi lavoratori la delibera porta la reperibilità obbligatoria degli operatori, che dovranno prestare servizio per la gestione delle emergenze e dei trasporti dei pazienti (che di solito avviene per mezzo delle pubbliche assistenze).

“Così com’è – spiega Giovanni Oliveri della Cisl – la delibera comporta tutta una serie di problemi per quei lavoratori che per questioni personali (limitazioni fisiche, famigliari con problemi di salute, difficoltà nella gestione della prole perché magari sposati con altri infermieri anche loro in reperibilità obbligatoria) hanno già richiesto il part-time o turni precisi. Senza contare che chi è in reperibilità magari ha già concluso un turno di lavoro: una disponibilità obbligatoria comporterebbe un doppio turno difficile da affrontare con la necessaria lucidità”.

Proprio per quel che riguarda le emergenze, ci potrebbe essere una soluzione interna: “A Santa Corona – spiega ancora Oliveri – ad essere interessati da questa delibera saranno principalmente gli operatori della cardiologia. In realtà alcuni infermieri del pronto soccorso si sono già detti disponibili a fare turni aggiuntivi in reperibilità, quindi non c’è bisogno di imporre questa misura. Che sembra essere stata introdotta per sopperire alle carenze di organico croniche del reparto, che specie in questo periodo è in forte affanno. Ma a queste si ovvia con nuove assunzioni, non spremendo di più di dipendenti che sono già in affanno”.

Ma dal punto di vista dei lavoratori c’è anche un altro aspetto: “Per poter affrontare e gestire le emergenze occorre essere debitamente formati – ricordano i dipendenti – Gli infermieri provenienti da reparti diversi dal pronto soccorso non sempre hanno le conoscenze necessarie per operare nel modo corretto. E anche dirottarci sui trasporti non ha molto senso: in caso di emergenza, infatti, gli infermieri e il personale delle pubbliche assistenze non sono autorizzati a somministrare farmaci o a intervenire sul paziente senza la presenza di un medico. Se salissimo sulle ambulanze, quindi, non avremmo nulla da fare”.

Questa delibera sarebbe in discussione da oltre un anno e sarebbe stata promossa dall’Asl senza la necessaria concertazione con le rappresentanze sindacali e l’Rsu. Un incontro, però, si è tenuto lunedì mattina.

Per quel che riguarda i trasporti – spiega ancora Oliveri – l’Azienda non ha intenzione di fare marcia indietro, quindi su questo aspetto resta l’assenza di condivisione delle scelte. Diverso il discorso circa la reperibilità. L’Asl ha manifestato l’intenzione di recepire la nostra proposta, cioè quella di trasformare la reperibilità da obbligatoria in volontaria e quindi di richiamare prima i lavoratori che hanno dato liberamente la loro disponibilità a turni supplementari. Qualora il numero di infermieri volontari, però, non dovesse essere sufficiente a coprire i turni, l’Azienda procederà con l’obbligatorietà. Ciò ci soddisfa parzialmente, almeno la direzione generale ha deciso di assecondare in parte le esigenze di chi per motivi personali non può sottostare alla reperibilità obbligatoria”.

Ma i sindacati continueranno a vigilare: “La reperibilità obbligatoria, come detto, è stata introdotta per far fronte alle situazioni di emergenza. Da parte nostra, staremo attenti all’uso che l’Azienda farà di questo carattere di urgenza, in modo tale che non venga usato (come detto) per sopperire alle carenze di organico”.

Durante il tavolo si è discusso della prossima attivazione sulle 24 ore del servizio di automedica anche sul finalese, che dovrebbe prendere il via a partire dal primo agosto. “Il servizio – commenta ancora Oliveri – dovrebbe essere effettuato da tre infermieri provenienti da Genova ed in mobilità interna. Tuttavia, la deroga per questo trasferimento non è ancora stata ratificata, quindi per il momento ad effettuare il servizio saranno altri operatori del 118 che si sono detti disponibili ad effettuare turni aggiuntivi. Occorre però che al più presto si sblocchino le deroghe anche per le altre Asl liguri, in modo tale che si possa entrare a regime con il nuovo servizio a pieno organico”.

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