Rissa e omicidio a Savona, le reazioni: "Siamo stanchi di avere paura dei delinquenti" - IVG.it
Paura e rabbia

Rissa e omicidio a Savona, le reazioni: “Siamo stanchi di avere paura dei delinquenti” fotogallery video

Rabbia, paura e poca voglia di parlare nei Bagnarci, vittima di una situazione che si trascina da tempo: e ora tutti i residenti invocano la chiusura del bar Paradiso

Savona. Paura e rabbia: questi i sentimenti dominanti a Savona il giorno dopo l’omicidio di via Cimarosa, al termine di una rissa con armi da taglio iniziata al Bar Paradiso di via Cimarosa e conclusa in mezzo ai tavoli del Bagnarci, dove in quel momento era in corso una cena alla quale partecipavano molti savonesi, tra cui diversi bambini (qui la ricostruzione nel dettaglio di quanto accaduto).

Una notizia il cui clamore non accenna a placarsi, sia per via della dinamica (tre stranieri che lottano con armi da taglio in mezzo a famiglie italiane e bimbi piccoli) sia per il luogo: il Bar Paradiso infatti è da tempo al centro delle proteste dei residenti per via della folta comunità straniera che lo frequenta, e non è nuovo ad episodi di violenza. Proprio ieri mattina uno straniero, Salem Issaoui, era stato processato per direttissima per un episodio avvenuto in quel bar (aveva tirato contro alcuni poliziotti un apparecchio per l’aerosol).

Una situazione difficile più volte denunciata dai gestori dello stabilimento balneare teatro ieri sera della tragedia, i Bagnarci, che sono sostanzialmente vittima di una situazione ai limiti, e sono stati anche costretti ad installare un apparecchio di videosorveglianza per tutelarsi.

Nei Bagnarci c’è pochissima voglia di parlare, e comprensibilmente tanta rabbia per l’accaduto. Allo spavento, infatti, si aggiunge il danno di vedere il nome del loro locale associato ad eventi di questo tipo, da cui ci tengono a prendere le distanze: “Qua ci sono bambini e famiglie in spiaggia, non delinquenti – ricordano – i delinquenti stanno là dal bar“.

E proprio il bar Paradiso (chiamato anche bar Beach) finisce nel mirino di chi, certi episodi, non vuole proprio più vederli. “Non mi faccia dire quello che non voglio dire – tuona una residente – qui ci sono problemi tutte le sere“. La paura dopo ieri sera è salita alle stelle: “I bambini ieri sera erano terrorizzati – ricorda una testimone – E’ una cosa assurda”.

“Qua ultimamente non è una bella zona – confermano altri – gira brutta gente, per via dei locali che hanno aperto qui”. Il dito è puntato non solo sul bar dove è nata la lite (gestito da cinesi ma frequentato da nordafricani), ma anche sui vari “kebabbari” del quartiere. “C’era da aspettarselo, è già successo più volte che si accoltellino – ricorda qualcuno – già due anni fa si erano accoltellati ed era stato necessario evacuare degli stabilimenti balneari per sincerarsi che i responsabili non si fossero nascosti lì”.

“Io non vado a prender mio marito sul lavoro la notte perché ho paura ad uscire – spiega una signora – Una volta uscivo tranquillamente, poi è arrivata questa gente… ne abbiamo già dei nostri di delinquenti, perché abbiamo dovuto far entrare anche gli altri?”.

“E’ vergognoso, una cosa impossibile”, è il refrain di tanti. In molti invocano la chiusura del bar Paradiso: e la Polizia di Stato si sta muovendo proprio in tal senso, dando il via alla procedura con provvedimento urgente del Questore. Troppo tardi per salvare Salah Boussedia: la speranza è almeno quella di scongiurare episodi simili in futuro.

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