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Rissa e omicidio a Savona, il Coisp: “Le forze dell’ordine sono senza strumenti”

Sel fa eco: "La tutela e la difesa dei diritti degli onesti va garantita senza distinzione"

Savona. “Apprendiamo con favore che il piano insicurezza, varato ormai da tempo dai vari Governi di questo paese, sta finalmente iniziando a dare i suoi frutti anche qui a Savona”.

Così il segretario provinciale del Coisp Emiliano Bianchi commenta la rissa culminata in omicidio di ieri sera in via Cimarosa a Savona: “E’ inutile nascondersi dietro ad un dito – prosegue – Quando per troppo tempo i segnali che provengono da ogni direzione parlano solo ed esclusivamente di tagli lineari, di soppressioni di uffici, di depenalizzazioni di reati anche gravi, di mortificazione della categoria delle forze dell’ordine a 360 gradi è poi ovvio che il cima che si crea rende possibile il proliferare di episodi così gravi come quello di ieri sera anche in realtà ‘tranquille’ come Savona”.

“Ormai chiunque – continua Bianchi – sa che la polizia, come le altre forze dell’ordine, non dispone degli strumenti fisici nonché normativi per operare con efficacia ed in tutta sicurezza tanto che in molti casi i delinquenti preferiscono ‘rischiare’ piuttosto che desistere poiché consapevoli di avere una buona percentuale di probabilità di farla franca. Questa continua delegittimazione delle forze dell’ordine (non ultimo il provvedimento che cancella di colpo anni di storia, di professionalità e di competenze specifiche con il di fatto scioglimento del corpo forestale dello Stato) è figlia diretta di un modo di pensare meramente ragionieristico che, pur di risparmiare non si sa bene cosa, è disposto a sacrificare la sicurezza e la legalità del nostro paese”.

“Questa situazione – conclude – che andiamo denunciando da anni non è più tollerabile e bisogna che al più presto si faccia qualcosa per ridare la giusta autorevolezza e gli strumenti adeguati a chi è demandato ad assicurare il rispetto delle leggi e la sicurezza dei cittadini”.

Un punto di vista simile viene espresso anche dai loro colleghi del sindacato autonomo polizia: “I fatti di questi giorni, purtroppo dimostrano ancora una volta che non si possono fare troppe distinzioni tra città ritenute tranquille e città che spesso arrivano alla ribalta dei media a causa di eventi delittuosi. Purtroppo, accadimenti come quelli di via Cimarosa che culminano col decesso di un uomo, sono di grande impatto sull’opinione pubblica, e come al solito suscitano reazioni di vario tipo, tra chi è vocato all’intransigenza e chi invece propende per smorzare i toni”.

“Certo dinnanzi a questi fatti così cruenti, tutti noi dovremmo riflettere su come arginare il fenomeno e poi controllarlo, fornendo gli strumenti utili a magistratura e forze dell’ordine e non sottraendoli come la politica ha fatto sino ad oggi. Il Sap chiese ed ottenne più di un audizione in commissione terza sul tema della sicurezza, alla quale non ha fatto seguito ne un dibattito, ne un consiglio comunale ad hoc, ne un approfondimento”.

“Oggi leggo – dice il segretario provinciale del Sap Roberto Frumento – varie reazioni sui quotidiani, e da addetto ai lavori, mi preoccupo davvero molto. Il sistema della sicurezza in questi anni è stato smontato pezzo per pezzo e ridotto al collasso: mezzi e uomini, dotazioni ed addestramento costantemente ridotti in nome di una miope quanto scellerata politica della spending review”.

La lista è lunga: “La Polfer non ha personale per coprire più di mezza giornata e deve scortare prioritariamente treni ritenuti a “rischio”, a scapito della presenza sul territorio, cioè nelle stazioni; la Stradale fa estrema fatica a garantire i controlli, specie durante l’estate, contro l’abuso di alcool e sostanza stupefacenti, passandosi le divise tra colleghi con auto e dotazioni obsolete; la Questura a malapena esprime due volanti sul territorio con personale d’età media prossima ai 50 anni; i politici pensano al reato di tortura anziché a rendere applicabile il principio della certezza della pena ostacolando ulteriormente i magistrati che lavorano in perenne emergenza; non c’è modo di imporre l’autorevolezza dello Stato di diritto, poiché non facciamo più paura a nessuno se non agli onesti, ma si disquisisce sul sesso degli angeli”.

“Ci sono norme di garanzia da rispettare, libertà da assicurare e le Forze dell’Ordine sono chiamate anche su due tre interventi contemporaneamente senza lesinare di certo il loro impegno; ma sono anni che vengono costantemente depotenziate, e derise da soggetti che hanno ormai capito che le norme sono di difficile applicazione e la sola azione ‘sbirresca’ della volante o della divisa non vale nulla se non si completa con quello che succede dopo, e si metta la magistratura nelle condizioni di rendere certa ed immediata la pena, con tutte le garanzie previste”.

“Chi era presente alle riunione della commissione terza, sa bene quali erano i problemi sul campo e quali effetti nefasti la politica dei tagli alla sicurezza avrebbe portato, attendo ancora adesso – conclude Frumento – che si apra un dibattito sulla reale situazione della sicurezza sia a Savona che in tutt’Italia”.

“Gli episodi accaduti ieri sera in via Cimarosa sono di inaudita gravità – fa eco il circolo di Savona di Sel – Non soltanto perché una persona ha perso la vita, ma anche perché nella rissa sono state coinvolte persone che volevano semplicemente passare una serata in allegria ed alle quali va tutta la nostra solidarietà. Le responsabilità dirette dovranno essere accertate e punite severamente dagli inquirenti; spetta invece alla politica cercare di capire le cause vere di tali accadimenti, senza strumentalizzazioni ed evitando una inutile e dannosa caccia alla streghe”.

“Lo scippo o l’omicidio, la violenza domestica o il furto in un appartamento, lo spaccio di droga o l’usura sono tutti delitti inaccettabili che vanno prevenuti ove possibile, e puniti qualora avvengano, indipendentemente da chi li compia. La tutela e la difesa dei diritti degli onesti va garantita senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali (come peraltro prescrive l’articolo 3 della nostra Costituzione) delle persone interessate, anzi è ancora più necessaria, quanto più deboli esse siano”.

Prosegue la nota: “Strumentalizzare tali episodi criminali serve soltanto a farsi un po’ di facile pubblicità, ma rischia di amplificare paure e diffidenze che, già nel passato, sono state l’alibi per l’atroce follia che tutti ricordiamo. E’ noto a tutti che, in alcune zone della città, esistano luoghi che non possono essere definiti di semplice e legittimo ritrovo, ma rappresentano un ulteriore esempio di sfruttamento del degrado, della emarginazione, della povertà. Su queste realtà è necessario intervenire per prevenire episodi di criminalità, di diversa entità e gravità e che nulla hanno a che fare con la nazionalità o la provenienza delle persone coinvolte”.

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