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Loano, dal sindaco un’ordinanza anti-cinghiali: “Vietato dare loro da mangiare”

"Di recente sono giunte segnalazioni circa la presenza di ungulati nella parte urbanizzata e residenziale della città"

cinghiale cinghiali

Loano. Vietato dar da mangiare ai cinghiali. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco di Loano Luigi Pignocca.

Di recente – spiegano da Palazzo Doria – sono giunte segnalazioni circa la presenza (anche nelle ore diurne) di ungulati nella parte urbanizzata e residenziale del territorio comunale: sulle alture della città, nelle aree pubbliche e private, su strade, piazze, viali, cortili, giardini e parchi pubblici”.

Tale situazione presenta “potenziali rischi per la sicurezza delle persone, sia per i frequentatori delle aree verdi sia per gli automobilisti e motociclisti”, visto che i cinghiali stazionano sulla carreggiata e quindi possono causare incidenti.

Ci sono poi rischi anche per la salute: “Il cinghiale può essere portatore di numerose malattie virali, batteriche e parassitarie che possono contagiare gli animali selvatici, domestici e anche l’uomo. Inoltre gli animali selvatici possono rendersi protagonisti in determinate situazioni di episodi di aggressività”.

L’aumento del numero di cinghiali che si avvicinano con sempre maggiore frequenza ai centri abitati è favorita da due fattori. Uno è la fitta vegetazione (sia naturale che “spontanea”, cioè dovuta alla scarsa manutenzione dei terreni privati da parte dei loro proprietari); l’altro è il cibo: “La presenza di questi animali selvatici in città – precisano meglio dal municipio di Loano – è ulteriormente incentivata dall’irresponsabilità di quelle persone che, in maniera del tutto scorretta e in violazione delle norme vigenti, li alimentano regolarmente. Ciò li porta ad avvicinarsi in modo sempre più frequente alle case creando pericolo per gli abitanti e la circolazione stradale e favorendo la proliferazione degli animali”.

Il risultato finale sono situazioni che “alimentano la percezione di disagio ed il senso di insicurezza dei cittadini, che lamentano la lesione dei loro diritti alla salute e alla sicurezza ed incolumità pubblica, con la conseguenza di non poter liberamente fruire degli spazi urbani in città”.

Da qui la decisione del primo cittadino di emettere l’ordinanza, che vieta a tutti “di fornire bevande, alimenti o cibi di qualsiasi tipo (compresi gli scarti alimentari delle cucine private o pubbliche) ai suini non in cattività”.

Lo stesso documento impone “a tutti i proprietari di terreni la pulizia degli appezzamenti entro 60 giorni dalla data di pubblicazione” dell’ordinanza, in modo da non far proliferare la vegetazione in cui i cinghiali hanno il loro habitat naturale.

Infine, il sindaco invita la polizia provinciale (o chiunque abbia tale compito) a mettere in quatto tutti gli accorgimenti per tenere lontani i cinghiali dalle aree urbane “per assicurare la sicurezza materiale delle cose e l’incolumità fisica delle persone”.

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