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Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: stimolare i giovani all’arte dell’uno contro uno

Dallo stage Aiac emerge un indirizzo guida

Savona. Recentemente, lunedì 6 luglio, con tanto entusiasmo ed in barba alla grande calura, si è svolto presso l’Ostaia de Leze (parte teorica) e sul green del Ruffinengo (parte pratica) un importante evento sportivo-calcistico, che garantiva il riconoscimento ufficiale, da parte del Settore Tecnico di Coverciano, di cinque ore di formazione obbligatoria e che ha visto la partecipazione di 48 tecnici provenienti da tutta la provincia di Savona, i quali hanno potuto usufruire di una full immersion in tema di conduzione con avversario (dribbling), didattica dell’uno contro uno e relative applicazioni pratiche valide sia per i settori giovanili sia per le prime squadre.

L’intero ciclo accademico si è consumato sotto l’esperta guida del docente della Scuola Allenatori del Settore Tecnico Figc, Mister Ettore Donati (fedelissimo del presidente Renzo Ulivieri, che vanta un prestigioso curriculum di calciatore prima, e di allenatore poi, in particolare nell’Empoli ove lanciò Vincenzo Montella dalle giovanili ai grandi palcoscenici), che ha condito la giornata di lavori con grande professionalità e, soprattutto, con la simpatia e la schiettezza tipica dei toscani doc.Tra i numerosi partecipanti spiccavano i nomi più conosciuti dei tecnici locali, specie a riguardo del settore giovanile, quali il ct della Figc provinciale Vaniglia, il vadese e neo sampdoriano Eretta, il genoano Brunello, l’ex Carpi e neo Savona Calcio Canepa, i leginesi Tobia – Caprio – Piovano, il velociano neo campione regionale Allievi B Penna, i cairesi Giribone – Solari – Chiarlone, e tanti altri non meno degni di nota, che hanno dato vita ad un’interessante “clinic” sul tema proposto.

Piena e ben ripagata è stata la soddisfazione da parte dell’Aiac di Savona, per l’esito del confronto, in primis nella persona del presidente Tonoli attorniato dai dirigenti Damonte e Mariani, nonché del presidente regionale Ugo Maggi, reduce dai brillanti risultati ottenuti con la rappresentative regionale femminile che ha partecipato fattivamente all’incontro. Per il prossimo autunno, sarà organizzato un altro corso, probabilmente dedicato a quei tecnici (e sono molti) che ancora non hanno adempiuto al primo blocco di aggiornamento, ragione per cui l’Aiac Savona rivolge ancora una volta l’invito a tutti i suoi tesserati e non a prendere contatto via email all’indirizzo aiacsavona@hotmail.it.

In questo approfondimento, come detto è stato affrontato un aspetto peculiare e decisivo che sta alla base del gioco del calcio: vale a dire, le situazioni di “uno contro uno”, un genere che riguarda tutti i giocatori di entrambe le squadre durante una partita, che, di volta in volta, devono decidere se superare l’avversario con un dribbling o con un passaggio (attaccanti) o, in caso contrario, devono cercare di non lasciarsi superare (difensori). Per poter essere maggiormente efficaci in queste azioni di “uno contro uno”, occorre però aver acquisito un buon livello delle principali qualità tecniche individuali: in molti casi, infatti, il risultato di una gara dipende dai duelli personali vinti dai giocatori della stessa squadra.

Il calciatore che, oltre a saper condurre il pallone con molta sensibilità, riuscirà anche a padroneggiare le finte e disporre di una buona velocità di reazione e rapidità, sarà sempre in grado di superare l’avversario con buona facilità. Una delle principali qualità richieste ad ogni giocatore è senz’altro quella di vincere il duello personale con l’avversario, sia non facendosi superare, che proteggendo il pallone: ecco perché i giocatori vanno formati e allenati a “vincere” le diverse situazioni di “uno contro uno” che la partita propone loro. Per far ciò è possibile, durante una seduta di allenamento dedicare del tempo a svolgere varie situazioni sul tema calcistico in oggetto.

Bisognerebbe pertanto proporre sempre in ogni allenamento (favorendo il gioco libero e a tempi rallentati) tutta una serie di esercitazioni che possono essere sviluppate in qualsiasi categoria e a qualsiasi età calcistica: sia per i più giovani sia per gli adulti perché la trasversalità delle situazioni dell'”uno contro uno” nel calcio, fa sì che non ci si debba mai stancare di allenarle per migliorarle!

Ma quali sono i concetti fondamentali che l’istruttore deve trasmettere ai propri giocatori affinché questi ultimi possano assumere l’esatto atteggiamento. Nel caso di quello difensivo, ad esempio, senz’altro i riferimenti visivi (il difensore dovrà mantenerli in questo ordine, la palla, la porta e l’avversario nel caso in cui quest’ultimo sia presente) e la posizione corporea. In un contesto tattico organizzato e sviluppato come quello proprio del calcio moderno (e italiano in particolare), il sapersi comportare in situazione di 1>1 e avere l’abilità di creare (o impedire) una situazione di superiorità numerica tende ad assumere notevole importanza nello sviluppo e nello svolgimento della manovra di gioco. Sono spesso i duelli individuali (come detto) che determinano il possesso palla di una squadra, il proseguimento dell’azione e la pericolosità della stessa.

Saper interpretare e padroneggiare la situazione di 1>1 consente, in fase offensiva di creare situazioni di superiorità numerica, di superare l’avversario ed eventualmente di andare alla conclusione, mentre in fase difensiva premette di avere i giusti strumenti tecnico-tattici nel controllo delle azioni individuali avversarie e nel recupero palla per far ripartire l’azione (ricreando una situazione di transizione “attiva” o “positiva”, come spiegato in un precedente articolo).

Allenare la situazione di 1>1, nell’ambito dell’attività giovanile in particolare, favorisce lo sviluppo di diversi fattori contemporaneamente:

1) aspetti psicologici;
2) aspetti tecnico-tattici;
3) aspetti coordinativi.

Aspetti psicologici
Il saper disimpegnarsi nell’ 1>1 sia nella fase offensiva che difensiva, ha una forte valenza psicologica in quanto va ad accrescere nel ragazzo la propria autostima, garantisce una maggiore sicurezza nei propri mezzi e accresce la personalità del singolo, con il fine di creare giocatori capaci di rischiare, di prendere iniziativa e assumersi responsabilità, senza il timore di perdere la palla e sbagliare.
Saper dribblare l’avversario e saper proteggere la palla perciò costituiscono un’importante fattore formativo per il calciatore, in quanto produce quella sicurezza che consente di vivere il match con un approccio mentale positivo.

Aspetti tecnico-tattici
Allenare la situazione 1>1 andrà a stimolare diverse componenti proprie della tattica individuale: difesa e copertura della palla, conduzione finalizzata al dribbling o al tiro, presa di posizione, intercettamento, contrasto e difesa della porta.
Per quanto riguarda l’aspetto più strettamente tecnico-motorio, il giovane calciatore, vivendo con frequenza tale situazione, impara a destreggiare al meglio il proprio bagaglio individuale (dominio e conduzione palla, cambi direzione e finte, sensibilità all’attrezzo etc.).

Aspetti coordinativi
Dal punto di vista coordinativo sia andranno a sollecitare diversi aspetti e capacità:
– anticipazione;
– reazione;
– orientamento;
– equilibrio;
– adattamento e trasformazione;
– differenziazione spazio-temporale;
– accoppiamento e combinazione;
– fantasia motoria.

Occorre infine spendere il tempo adeguato per chiarire i concetti di base circa i rischi e le opportunità nell’1>1. L’esito positivo o negativo del confronto diretto con l’avversario fa dipendere, momentaneamente, le sorti di una partita; esso può essere considerato una lama a doppio taglio ed è per questo motivo che va utilizzato al momento giusto e con la scelta di tempo opportuna. Nel prendere la decisione tattica più funzionale alla situazione di gioco, pertanto, il giocatore dovrà essere consapevole di una serie di variabili, di “pro” e “contro”, che la scelta di cimentarsi in un 1>1 comporta.

Tra i possibili vantaggi (quando la giocata riesce):
– Saltare l’avversario dà la possibilità, alla squadra in possesso della palla, di avere una momentanea superiorità numerica nella zona dove è avvenuto l’uno contro uno;
– Si mantiene il possesso della sfera;
– Se l’uno contro uno viene effettuato nei pressi dell’area di rigore, permette al giocatore di trovare lo spazio per andare alla conclusione;
– Superando l’avversario in velocità, si favorisce una maggiore incisività dell’azione successiva.;
– Si sfruttano le doti tecniche del singolo.

Tra i possibili svantaggi (quando la giocata non riesce):
– Se non si hanno a disposizione giocatore bravi nel dribbling e veloci nei movimenti, cimentarsi nell’1>1 diventa controproducente;
– In caso di esito negativo, si consegna il possesso palla agli avversari;
– Se si perde palla nei pressi dell’area di rigore, si rischia di dare l’opportunità agli avversari di andare alla conclusione;
– Dal punto di vista psicologico, perdere duelli di 1>1 rischia di far perdere ai giocatori lucidità, fiducia e autostima.

Proprio per la sua complessità di esecuzione, è opportuno che l’1>1 venga insegnato fin dalle primissime categorie (Donati ha presentato alcuni riscontri statistici da cui si evinceva che il numero di dribbling nelle dispute tra i Pulcini fosse nettamente inferiore a quello registrato negli Allievi), magari in forma ludica, per poi essere approfondito e completato successivamente, sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista tattico. Darci sotto quindi alla riscoperta del dribbling (classico, tipo auto-passaggio, gioco di suola,bicicletta,freno, cambio di piede, la frustata, l’elastico, e chi più ne ha più ne metta) puntando sulla fantasia e sulla creatività: questo il consiglio da trasmettere alle nuove leve di istrutttori di giovani calciatori spesso troppo infatuati dai moduli e dagli automatismi di gioco.

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