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Frumento per due ore dal gip, sarà detenuto nella sezione speciale di Marassi in attesa della perizia psichiatrica fotogallery video

Il parricida ha confermato quanto aveva già dichiarato davanti al pm, ma il suo ricordo della tragedia è apparso confuso

Savona. E’ durato più di due ore l’interrogatorio di Luigi Frumento, il savonese di 53 anni che mercoledì è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dopo aver ucciso a coltellate il padre Mario, 83 anni. L’omicida questa mattina è comparso davanti al gip Filippo Maffeo e ha scelto di rispondere a tutte le domande.

Secondo le indiscrezioni trapelate, Frumento avrebbe ammesso la sua responsabilità, ma la sua ricostruzione di quanto accaduto l’altra mattina nell’appartamento al quarto piano del civico 4 di via Sambolino sarebbe ancora confusa. L’uomo, che è assistito dall’avvocato Daniela Gamba, non sarebbe stato in grado di spiegare con precisione che cosa abbia scatenato la sua furia omicida (ha colpito l’anziano padre con diverse coltellate al torace e poi ha cercato di spostare il cadavere). Il suo racconto avrebbe quindi alternato momenti di lucidità ad altri nei qualile spiegazioni fornite a giudice e pm apparivano scollegate rispetto al contesto.

Proprio alla luce delle problematiche di Luigi Frumento, che da tempo soffriva di esaurimento nervoso, il giudice Maffeo ha disposto la custodia cautelare in carcere, ma nella sezione speciale del penitenziario di Marassi. L’omicida non sarà detenuto in cella, ma nel centro clinico della struttura dove potrà essere seguito dagli specialisti e curato per i suoi disturbi. Dopo un breve periodo di osservazione il personale medico di Marassi invierà al tribunale una relazione sulle condizioni di Frumento che sarà utile per valutare se possa essere necessario trasferirlo in un’altra struttura.

Il passaggio successivo del procedimento sarà la perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Luigi Frumento: un atto dovuto per stabilire se l’uomo sia imputabile oppure no, ma anche per accertare l’eventuale pericolosità sociale.

Intanto domani mattina il medico legale Marco Canepa effettuerà l’autopsia sul corpo della vittima. L’esame autoptico sarà fondamentale per determinare il numero esatto di fendenti con i quali Mario Frumento è stato colpito dal figlio e per fornire agli inquirenti elementi utili a ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Uno dei punti da chiarire resta il movente del delitto. Le indagini avrebbero accertato che tra padre e figlio il rapporto fosse turbolento, segnato da frequenti discussioni e, di conseguenza, dalla Procura si valuta se il gesto possa essere stato in qualche modo premeditato. Un’ipotesi che, allo stato attuale, non sembra essere la più accreditata: l’arma usata per l’omicidio, un coltello simile a quelli da caccia, infatti era custodito in casa di Luigi Frumento da diverso tempo. E’ probabile quindi che l’uomo lo abbia visto ed afferrato in un momento di rabbia, proprio nel bel mezzo della discussione con l’anziano padre.

Uno degli altri aspetti sul quale gli inquirenti stanno lavorando è relativo allo stato di salute dell’omicida: visto che le sue problematiche erano note c’è la volontà di chiarire se sia stato seguito nella maniera corretta o se possano esserci state omissioni da parte di qualcuno.

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