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Festival di Borgio Verezzi: prima nazionale per “Bianco o Nero” foto

Borgio Verezzi. Mercoledì 29 luglio debutterà in prima nazionale, al 49° Festival di Borgio Verezzi, il nuovo spettacolo di prosa della Compagnia della Rancia “Bianco o Nero”, The Sunset Limited di Cormac McCarthy, con Saverio Marconi e Rufin Doh Zéyénovin per la regia di Gabriela Eleonori. Giovedì 30 la replica.

Un professore ateo tenta il suicidio gettandosi sotto il treno (The Sunset Limited, così è chiamato il rapido che attraversa gli Stati Uniti dalla California verso Est), ma un ex carcerato, detenuto per omicidio e credente, lo salva. Il primo è bianco, il secondo è di colore. Due personaggi mitici, già dalla scelta dei nomi.

Sono i protagonisti di “Bianco o Nero”, il romanzo in forma drammatica di Cormac Mc Carthy che, tradotto e adattato dalla regista Gabriela Eleonori, debutta in prima nazionale assoluta il 29 e 30 luglio (ore 21,30) al 49° Festival teatrale di Borgio Verezzi.

Sulla scena, in piazza Sant’Agostino, Saverio Marconi, uno degli storici leader della Compagnia della Rancia e protagonista di tanti film importanti degli anni Settanta e Ottanta, tra cui “Padre padrone”, “Ogro”, “Il prato” e “Voltati Eugenio”, e Rufin Doh Zéyénovin, attore della Costa d’Avorio, conosciuto anche per le sue esperienze teatrali con Paolo Rossi e al cinema con Aldo, Giovanni e Giacomo nel film “Tu la conosci Claudia?”.

“Bianco o Nero” è un testo che affronta lo scontro tra due diversi modi di vivere. Con la speranza di una fede ritrovata o, al contrario, con la certezza del tramonto di ogni illusione. Come in una sorta di duello, i due uomini al centro della storia danno origine a un confronto esistenziale, in cui si rivelano le contraddizioni di un tempo presente, devastato da un cinismo razionalista dalla parte del Bianco, e dalle violenze di una condizione da quella del Nero.

E così, poco alla volta, si resta inglobati in un meccanismo dialettico che non risparmia lo spettatore, ma lo pone anzi, in alcuni momenti, a schierarsi, a sorridere delle certezze sbandierate alternativamente. Oppure a perdersi in una serie di interrogativi. Uno scontro sul grande tema esistenziale per eccellenza: credere o non credere?

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