Tesoro

Albenga, Comune e soprintendenza si accordano per l’apertura al pubblico di San Calocero fotogallery

Stamattina Giulio Volpe, presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, ha visitato il complesso archeologico

Albenga. Una visita di quasi tre ore in uno dei siti più caratteristici e misteriosi del nord ovest italiano. Questa mattina il professor Giulio Volpe, presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, il maggiore organo scientifico del ministero per i beni culturali, ha visitato il complesso archeologico di San Calocero di Albenga.

Il professore è stato accompagnato sullo scavo dal direttore della ricerca Philippe Pergola, dal coordinatore degli scavi Stefano Roascio, dalla dottoressa Conventi della soprintendenza archeologia della Liguria, dal sindaco Giorgio Cangiano, dal vicesindaco Riccardo Tomatis e da Lorenza Giudice (cda Fondazione De Mari). Erano presenti anche le autorità civili e religiose della città.

Dicono gli organizzatori Pergola e Roascio: “La visita del professor Volpe e la disponibilità che ha dimostrato nei nostri confronti non può che onorarci e spingerci a proseguire nel migliore dei modi non solo lo scavo archeologico del sito, che recentemente ha avuto una visibilità straordinaria praticamente in tutto il mondo, ma anche una azione di valorizzazione dell’Albenga tardo-antica, in sinergia con le istituzioni locali, regionali e statali. Oltre alla Fondazione Lamboglia, che da sempre sostiene la quasi totalità dello sforzo economico legato alla ricerca, quest’anno siamo anche particolarmente grati alla Fondazione bancaria De Mari di Savona, che ha approvato un cospicuo finanziamento pluriennale che andremo ad impiegare non solo nella ricerca, ma anche in attività di valorizzazione e promozione dello straordinario patrimonio storico-archeologico della tarda antichità che ha Albenga”.

“Daremo poi anche ulteriore impulso in accordo con il vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti, alla convenzione che lega la Diocesi e il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, con l’obiettivo di riattivare per il 2016 il corso di Antichità Cristiane, che nella precedente edizione aveva visto la partecipazione di studenti provenienti da tutta Italia, che avevano così potuto conoscere Albenga e le sue bellezze. Le prime novità, comunque, le attendiamo con la ripresa degli scavi ad inizio settembre, che si protrarranno quest’anno per un mese e mezzo. Alla fine della campagna, come di consueto, organizzeremo una significativa giornata di studio per presentare al vasto pubblico i dati e le novità emersi dalla ricerca, mentre in inverno è previsto il convegno sulle sepolture anomale, per affrontare con i maggiori specialisti del settore non solo il noto caso di Albenga, ma anche altri significativi esempi italiani ed europei”.

Di recente il consiglio comunale di Albenga ha approvato la sottoscrizione di un accordo con la Soprintendenza per l’apertura del sito al pubblico, in modo da permettere ai cittadini di andare così alla scoperta di uno dei luoghi più caratteristici del territorio e finito anche al centro delle cronache nazionali e internazionali per il mistero della “strega bambina”. Ma non solo, come sottolineato dal vice sindaco e assessore alla cultura Riccardo Tomatis, “il modo migliore per combattere lo smarrimento della società moderna è andare alla scoperta delle proprie origini. E le origini di Albenga sono anche e soprattutto a San Calocero”.

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