Legittima o no?

Alassio, ordinanza anti-profughi di Canepa nel mirino: arriva l’interrogazione parlamentare

stefano quaranta coord reg Sel

Alassio. Il deputato di Sel, Stefano Quaranta (nella foto), ha depositato oggi alla Camera un’interrogazione al Ministro dell’interno per chiedere se ritiene che sia “un atto legittimo e rispettoso della nostra Costituzione l’ordinanza emessa dal sindaco di Alassio che con motivazioni di esigenze sanitarie, di fatto, vieta l’ingresso nella sua città a uomini e donne che per la maggior parte stanno fuggendo da guerra e povertà”.

“Ritengo gravissimo il provvedimento del sindaco di Alassio – dichiara Quaranta – che con la scusa di un’ordinanza sanitaria, si rifiuta di accogliere pochi migranti, otto erano quelli che gli sarebbero spettati, e firma un documento che lede i diritti costituzionali di migranti che al contrario avrebbero il diritto ad essere accolti”.

“E dal Viminale non è arrivata ancora nessuna contromisura – continua il deputato di Sel – eppure la situazione resta emergenziale, soprattutto tenuto conto che è già stato annunciato l’arrivo di ottocento migranti”.

“Con questa interrogazione rispondo anche all’appello di Arci e Avvocati di strada che qualche giorno fa invitavano a intraprendere iniziative pubbliche nei confronti del provvedimento del sindaco di Alassio – conclude il deputato di Sel – e mi rendo disponibile ad altre azioni in collaborazione con associazioni e quanti vorranno far sentire la loro voce contro un atto discriminatorio e razzista”.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro degli interni
Premesso – per sapere che:
– il 1° luglio il sindaco di Alassio (Savona) Enzo Canepa firma un’ “Ordinanza di tutela sanitaria” che vieta l’ingresso in città «a persone prive di fissa dimora, provenienti da Paesi dell’area africana, asiatica e sudamericana, se non in possesso di regolare certificato sanitario attestante la negatività da malattie infettive e trasmissibili”. Dal momento che nessun migrante è munito di certificato l’ordinanza, di fatto, il provvedimento si traduce in un divieto di accogliere migranti;
– l’ordinanza segue di qualche giorno la richiesta da parte della Prefettura di accogliere nella cittadina rivierasca altri otto migranti, prontamente rifiutata dal sindaco adducendo come motivazione che “avrebbero disturbato i turisti presenti in città;
– mentre ad Alassio, riporta la cronaca di giornali locali, è lo stesso sindaco Canepa ad andare in giro per chiedere ai migranti se abbiano una dimora e il certificato obbligatorio, i sindaci di alcune cittadine vicine (Zuccarello, Ortovero, Vendone, Erli e Garlenda) poco dopo adottano la stessa ordinanza;
considerato che il flusso dei profughi in arrivo nel nostro Paese non si ferma e nei prossimi giorni sono attesi in Liguria altri 800 migranti e la palese difficoltà in cui si trovano le Prefetture che a fatica riescono a fare fronte alla situazione,
tenuto conto che a Savona non possono nemmeno contare sull’azione del Prefetto, vacante da metà giugno e ancora in attesa di essere nominato:-
se il Ministro interrogato ritiene che sia un atto legittimo e rispettoso della nostra Costituzione l’ordinanza emessa dal sindaco di Alassio che con motivazioni di esigenze sanitarie, di fatto, vieta l’ingresso nella sua città a uomini e donne che per la maggior parte stanno fuggendo da guerra e povertà.
On Stefano QUARANTA

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