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Violenza sessuale per induzione, perizia per valutare le condizioni della donna

Con un incidente probatorio si stabilirà se la presunta vittima fosse in condizione di inferiorità rispetto all'ispettore e all'amico carrozziere

Savona. Un incidente probatorio per stabilire se la presunta vittima di violenza sessuale di gruppo per induzione fosse in condizione di inferiorità fisica e psichica verso l’ispettore della polizia postale Alberto Bonvicini e al carrozziere Mario Di Buono, che nel febbraio scorso erano finiti in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.

E’ il nuovo passaggio investigativo nell’inchiesta della Procura di Savona sull’ispettore Bonvicini. Ieri davanti al gip Fiorenza Giorgi è stato conferito l’incarico al professore Giovanni Palumbo che dovrà effettuare la perizia sulla donna, una quarantaduenne, e stabilire quali fossero le sue condizioni rispetto ai due uomini.

Secondo il pm Giovanni Battista Ferro infatti la signora, pur essendo capace di intendere e volere, sarebbe stata “suggestionabile”. La tesi accusatoria quindi punta il dito proprio contro le presunte debolezze e fragilità della vittima delle quali il poliziotto avrebbe approfittato (al carrozziere viene contestato di aver assistito ad un rapporto tra i due). Tesi che era stata contestata dai difensori di Bonvicini, gli avvocati Luigi Gallareto e Riccardo Lamonaca che avevano ottenuto dal tribunale del Riesame la revoca della misura cautelare.

L’incidente probatorio si concluderà a novembre quando il perito esporrà le sue conclusioni e verrà ascoltata anche la presunta vittima.

Commenti

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  1. Scritto da bbc

    E’ sempre la solita storia: i PM in provincia sono fin troppo disinvolti talvolta senza neppure rispettare la divisa.(poi se i casi di crimine sfuggono di controllo non vi lamentate…Le voglio ricordare che da art.275/3 del CPP la custodia cautelare in carcere è VIETATA se è possibile la custodia ai domiciliari.questo è stato ribadito anche dalla nuova legge di maggio .Tra l’altro le carceri sono fin troppo piene, e anche secondo la legge sulla durata della stessa mai più lunga di tre mesi per reati fino a sei anni
    Per Quanto riguarda gli esperti del tribunale per la salute ne ho conosciuto uno, MEDICO senza fare nomi ma non è difficile da indovinare,(non questo ) richiesto di fare una perizia medica su una badante romena che aveva una incrinatura a una costa microfratturata dopo 6 mesi non ha fatto neanche una radiografia per accertarsi se la costola era guarita l’ipocrita… ma si è limitato a un pressante e tendenzioso interrogatorio per supportare il PM cosa che non era suo compito ( y grave abuso d’uffizio)mi immagino già che perizia medica farà questo ….. vorremmo tutti rispettare la riservatezza d’uffizio finchè non si travalica così il proprio compito(sei mesi sono proprio troppi …)

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