Porta chiusa

Rondone prigioniero sul tetto, residente non fa entrare i volontari Enpa: è polemica

rondone

Savona. Brutta avventura per un rondone, rimasto avvolto con un’ala ad un lungo filo da pesca, che durante il volo è andato ad impigliarsi sul tetto di un alto edificio di via Fiume, rimanendovi appeso.

Per liberarlo sono intervenuti i vigili del fuoco che però non sono riusciti ad avvicinarsi con la motoscala, mentre i volontari della Protezione Animali, che hanno avuto la collaborazione degli abitanti del palazzo (meno uno) che hanno consentito l’accesso sui terrazzi vicini, hanno tentato di tagliare il filo con una lunga forbice da giardino, senza però riuscire ad arrivarvi.

“Sono così iniziate estenuanti ed umilianti trattative con l’inquilino che abita all’ultimo piano – raccontano dall’ENPA – e che ha il balcone più vicino, che era fuori casa e che, seppure in città, si rifiutava di rientrare neppure dietro offerta dei volontari di andarlo a prendere in auto e riportarlo poi indietro”.

Finalmente, passata la notte, con l’intervento di una guardia zoofile dell’ENPA, il proprietario, rincasato la sera, al mattino ha finalmente lasciato passare i volontari, che dal suo terrazzo sono riusciti a tagliare il filo e recuperare il volatile ormai allo stremo delle forze e che è riuscito ancora a planare a terra. “Con le cure probabilmente si salverà – dicono i volontari – ma nelle lunga lotta per liberarsi ha perso molte piume dell’ala imprigionata e ci vorranno mesi prima che ricrescano fino al punto di consentirgli di volare; non potrà quindi migrare in autunno ed i volontari dell’ENPA lo dovranno accudire per l’inverno, in attesa della primavera o della consegna, come già accaduto, ad una ‘clinica del rondone’ tedesca che organizza in stretta economia (con la collaborazione dei passeggeri di una linea aerea) trasferimenti di questi volatili all’arcipelago di Capo Verde, in Atlantico, da dove in ogni momento possono prendere la scorciatoia per raggiungere i paesi africani d’origine”.

Le guardie zoofile dell’ENPA – concludono – stanno valutando la possibilità di denunciare alla Procura della Repubblica il poco sensibile cittadino“.

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