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Regionali, vincitori e vinti: le reazioni dal savonese foto

Provincia. Toti nuovo presidente della Regione, Paita silurata, exploit del MoVimento 5 Stelle, Lega oltre il 20%, Pd primo partito a Savona ma sonoramente sconfitto ad Albenga. Sono tanti i temi che emergono dal risultato di queste elezioni regionali, e sono tante le voci che si levano dalla politica savonese, che siano di vincitori e vinti, che inneggino al successo o si interroghino sulle cause di una debacle inaspettata.

E se il Pd si conferma il primo partito nel savonese (anche se con un calo di preferenze), è già resa dei conti per la pesante sconfitta elettorale di Raffaella Paita e del partito Democratico in queste elezioni regionali. Per le ore 14 e 30 è stata convocata una segreteria politica, con al centro l’analisi del voto e delle preferenze di una tornata elettorale che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il Pd.

Per ora, poche parole da parte del segretario provinciale Fulvio Briano: “E’ stata una sconfitta per tutti, amara e inaspettata. E ‘chiaro che si dovrà aprire una fase di riflessione, aperta e sincera, senza cadere nella bagarre delle accuse e dei casi politici. Valuteremo con serenità il risultato e vedremo anche cosa si deciderà a livello di segretaria regionale”. “Una sconfitta di queste dimensioni è stata certamente inaspettata.

Certamente la proposta di governo del Pd, l’unica a mio avviso credibile, non ha convinto i cittadini e occorre riflettere sulle motivazioni che hanno portato a questa sconfitta, senza cercare scuse o alibi” afferma l’assessore comunale di Savona Luca Martino, che non nasconde la delusione per il risultato delle elezioni regionali. Quanto alle preferenze dei candidati consiglieri del Pd: “Rispetto a De Vincenzi e Righello, Lorena Rambaudi era, nel bene e nel mare, identificata con l’amministrazione regionale uscente e considerato che la proposta di governo per la Regione del Pd non è stata percepita dai cittadini e dagli elettori ecco un risultato non troppo soddisfacente in termini di preferenze che la porta fuori dal Consiglio regionale. La candidatura più politica ha pagato un prezzo…” spiega Martino. “Penso che la Paita fosse il miglior candidato possibile per la presidenza della Regione e tornando alle scorse primarie non farei certamente una scelta diversa. Quello che è accaduto dopo…Ci sono responsabilità pesanti, penso a Cofferati ma non solo. Tuttavia quando si perde bisogna prenderne atto, in un quadro nazionale preoccupante dove il populismo di destra prende piede” conclude l’assessore savonese.

Il vicesindaco di Savona, Livio Di Tullio, sostenitore della prima ora di Federico Berruti prima e Sergio Cofferati poi alle primarie, alla fine ha sostenuto come d’obbligo Raffaella Paita. Stamane le sue prime riflessioni, non senza qualche polemica.

Amara anche l’analisi di Anna Giacobbe, parlamentare Pd.

“E’ colpa mia, anche”. Comincerei così a commentare il voto ligure. Anche; per la mia quota. Non mi sento tra i maggiori azionisti della sconfitta, ma ne sono partecipe, con tutto il mio partito. A livello nazionale il Pd non può considerarsi assolto, nonostante il 5-2 ed il fatto che governa nella maggior parte delle regioni, molte conquistate o confermate ieri e nel recente passato. Ma la Liguria è “il problema”: un problema dei liguri e del Pd nazionale. Dei liguri come cittadini, che avranno un governo con una maggioranza consiliare, se va bene, risicata e condizionata da un risultato molto significativo della Lega: non credo che governeranno bene. Dei Liguri del Pd: gli errori ci sono stati e pesanti. Non si tratta ora di cercare, anche tra noi, il capro espiatorio. Ma: l’idea di autosufficienza è fallita; sono state sottovalutate le spinte (sociali e pre-politiche) che anche in Liguria hanno portato voti a M5S, Lega, per non parlare dell’astensionismo, con elementi molto negativi, ma anche con forti istanze di cambiamento; Lella Paita, candidata generosa, ma non in grado di conquistare il consenso necessario, legittimata dalla primarie e sostenuta poi da tutto il Pd, eppure candidata sbagliata, oggettivamente. E non avere fatto davvero in tempo utile, obiettivamente, ed in modo condiviso nel Pd, una valutazione sui risultati dei dieci anni di governo di Burlando, risultati usati come argomenti da tifosi pro o contro nelle primarie. La crisi dei partiti tradizionali in Liguria si mostra in tutta la sua evidenza. Ma quello con cui dovremo fare i conti è una crisi di classi dirigenti, più forte e netta a Genova, per il centro sinistra, se posso permettermi, ma che non assolve nessuno di noi. Di questo dovremo occuparci e dovrà occuparsi il Pd nazionale; serve un vero rinnovamento, non solo generazionale, come è evidente. Pastorino ha fatto la propria parte: che una rottura a sinistra avrebbe favorito il candidato del centro destra è un fatto oggettivo, il centro destra vince anche per questo; anche lui e chi lo ha sostenuto (compreso qualche famoso stratega) hanno sottovalutato il centro-destra, hanno forse sperato che la disarticolazione di tutto il quadro portasse a nuove elezioni, o che il M5S potesse vincere e fare con loro l’esperimento degli esperimenti. In ogni caso, dire che “la colpa è di Pastorino” è sbagliato. Facciamo un po’ di conti: la somma dei voti di coalizione delle liste che hanno sostenuto Paita e Pastorino è di circa il 37%; la coalizione di Toti il 37,8. Tutto il centro sinistra ha perso, e non solo perché si è diviso. C’è dunque un problema più profondo. C’è stato un influsso delle politiche nazionali sugli orientamenti elettorali, senza dubbio: anche questo va messo in discussione. Ma di una cosa sono convinta: questo governo deve poter andare avanti per governare una fase difficilissima, e nello stesso tempo con opportunità che possono aprirsi, sul piano interno ed internazionale. Andare avanti in perfetta continuità? No di certo. Infine, l’analisi del voto è una cosa seria: facciamola. Il risultato delle singole province e dei singoli comuni andrà valutato con attenzione e non in modo superficiale: ci sono probabilmente molte cose che ci può insegnare.

Incredulo invece Andrea Melis, MoVimento 5 Stelle, che questa mattina ha scoperto proprio grazie a una telefonata di IVG.it della propria elezione in consiglio regionale.

Cerca di guardare il bicchiere “mezzo pieno” Fulvia Veirana, ex segretaria provinciale di Cgil che ha abbandonato la carica per candidarsi nel “listino” di Raffaella Paita:

Quindi è andata così… Toti è il nuovo Presidente della Liguria. Chapeau! Per parte mia posso solo dire che in questo mese di campagna elettorale ho conosciuto persone stupende ed ho imparato una marea di cose. È stata, comunque, una bella esperienza. Grazie a tutti coloro che hanno fatto questa “battaglia” con me, che hanno contribuito a costruire il programma e che si sono fidati di me. Saranno anni complicati, lavoriamo a non disperdere questo patrimonio.

Spazio anche ai vincitori, con il commento di Andrea Bronda:

Gioia sui social anche per Rosy Guarnieri:

Dedicato a tutti coloro che non sono andati a votare . È dimostrato che quando il centrodestra si unisce , senza disfattisti, opportunisti e professionisti della politica fantasiosa , non c’è ne per nessuno !! Dimostrazione che Salvini e Rixi hanno avuto ragione nell’ accettare la candidatura Toti al solo fine di liberare la Liguria dal Paitismo spinto !! Dimostrazione che Albenga è di centrodestra e non dei voltagabbana e prezzolati !! Dimostrato che il comune nel maggio 2014 non è stato vinto dal centrosinistra , ma affossato da chi, del centrodestra, pensava che candidandosi contro avrebbe fatto l’uovo con due rossi, e si è trovato con solo albume e neppure montato a neve . Buona giornata a tutti … Ed ora … Nonostante tre ore di sonno, soddisfatta, si va a lavorare !! “Complimenti al neo presidente Giovanni Toti, il centro destra unito ha vinto mentre il centro sinistra diviso ha perso. Direi che questo è cambiato rispetto alle elezioni amministrative dell’anno scorso, anche se credo che le due competizioni elettorali siano difficilmente comparabili” ha commentato il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano. “Ritengo che questo dato rafforzi ancora di più il lavoro fatto lo scorso anno per unire tutte le forze di centro sinistra, vincendo senza neppure andare al ballottaggio”. “Da parte dell’amministrazione comunale di Albenga ci sarà massimo dialogo con la nuova Regione nell’interesse del nostro territorio. Da parte mia e della giunta nessuna preoccupazione sulle ripercussioni politiche di queste elezioni regionali: continueremo a fare il nostro lavoro” conclude il sindaco Cangiano.

Eguale entusiasmo da Fabio Lucchini:

“Questa mattina/mi son svegliato/O Lella ciao/Lella ciao/Lella ciao, ciao, ciao” ironizza Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia Albenga, commentando i risultati elettorali delle regionali su Albenga.

“È questo l’inno con cui stiamo celebrando la liberazione della Liguria dalla sinistra di Burlando, di Paita e di Vazio. Per la prima volta, ho intonato anche io questo ritornello, con grande piacere. Ad Albenga, la gioia più grande: 1921 grazie di cuore ai nostri simpatizzanti e amici elettori che hanno votato Forza Italia a sostegno di Giovanni Toti Governatore della Liguria. Da parte del popolo ingauno che ama la libertà, attraverso il voto, sono state recapitate 4 mila quattrocento e quarantadue notifiche di sfratto nei confronti dell’imbarazzante e immobile amministrazione Comunale Cangiano-Vazio che da un anno malgoverna Albenga. E pensare che avevano anche un loro rappresentante di spicco tra i candidati a sostegno del cavallo perdente Raffaella Paita”.Prosegue il capogruppo forzista: “Il centrodestra è nettamente la forza più grande del comprensorio ingauno, e la Giunta comunale e la sua maggioranza che la sostiene non rappresentano più gli albenganesi, dopo solo dodici mesi. Per quanto concerne il nostro partito, Forza Italia Albenga è cresciuta ancora di peso, rispetto allo scorso anno, e questo è un risultato che vale doppio soprattutto se si pensa che nell’ultimo anno ci siamo ripuliti di tutti quei voltagabbana, finti sostenitori, e scrocconi che dicono di essere con Forza Italia solo quando si vince, e fanno a gara solo ed esclusivamente per apparire nelle foto. Uno schiaffo alla sinistra arrogante che da dieci anni ha rovinato la nostra bella regione e che sta facendo danni anche ad Albenga, e uno schiaffo a tanti mestieranti della politica che, da oggi, saranno costretti a mandare cv ai centri per l’impiego poiché rimasti senza un’occupazione, ma soprattutto senza un’indennità”. “Bravo Giovanni Toti, sapevo che sarebbe stato un successo, e anche per questo gli ho donato la ‘Maglia Rosa’ del Giro della Liguria durante la sua visita nella nostra città. E un plauso anche ad Angelo Vaccarezza, eletto Consigliere anche grazie al decisivo e fondamentale sostegno di Albenga e della nostra squadra…e dopo aver liberato la Liguria, da oggi si lavora per liberare anche Albenga”.

Robert Schneck, candidato per Liguria Cambia, commenta così:

“Un sincero ringraziamento alle oltre 1.000 persone che, in Provincia di Savona, scrivendo sulla scheda elettorale il mio difficile cognome al fianco di un simbolo sconosciuto, mi hanno votato. Per questo un po’ di voti sono stati annullati ed il mio dato definitivo si è attestato a 977 preferenze in una piccola lista civica che ha riportato in Provincia di Savona il 2,06%. Senza se e senza ma riconosco pienamente la chiara sconfitta. Il corpo elettorale, per definizione, in Democrazia, ha sempre ragione. Auguro buon lavoro alla nuova Amministrazione Regionale”.

Gianni Plinio della Direzione Nazionale Fratelli d’Italia-An dice: “Grande vittoria, grande Toti, grande centrodestra. Anche grande Matteo Rosso che, con le sue migliaia di preferenze, ha consentito la conquista del seggio di Fratelli d’Italia a Genova. Sia Giorgia Meloni che Ignazio La Russa mi hanno inviato messaggi di congratulazioni per il buon risultato del partito che risulta determinante, con i suoi due consiglieri per garantire la maggioranza regionale. Siamo molto felici nel constatare come l’unità del centrodestra, fin dal primo momento responsabilmente propugnata da Fratelli d’Italia, sia risultata la mossa vincente. Ora la Liguria è un po’ meno rossa e può ripartire. Finisce ignominiosamente l’era del sistema di potere burlandiano e deve cominciare un ciclo virtuoso in cui si faccia un salutare repulisti in quel di via Fieschi ove a prevalere da ora in poi non dovranno più essere gli interessi di lobby, coop e gruppi affaristici bensì quelli legittimi e puliti dei cittadini”.

La segreteria Forza Italia di Pietra Ligure ed il Club Forza Silvio Pietra Ligure 1 ringraziano “tutti i candidati di Forza Italia alle elezioni regionali e tutti gli elettori che ancora una volta hanno confermato la propria fiducia a Forza Italia. Ha vinto l’unità e lo spirito di squadra e hanno indiscutibilmente perso le rivalità unilaterali di mero carattere personalistico. Ha vinto Giovanni Toti e Pietra Ligure si unisce al resto delle rappresentanze territoriali di Forza Italia nel fare al neo Presidente della Regione Liguria i migliori auguri di buon lavoro. Rivolgiamo un particolare augurio all’amico, neo consigliere regionale, Angelo Vaccarezza. Con lui il nostro territorio acquista una rappresentanza qualificata e si assicura la certezza di avere sempre al proprio fianco un uomo che ha sempre dimostrato con i fatti di avere a cuore i problemi veri della gente del suo territorio”.

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