Il Pd ligure verso il commissariamento: a Genova vertice con Guerini - IVG.it
Resa dei conti

Il Pd ligure verso il commissariamento: a Genova vertice con Guerini

Il verdetto finale arriverà solo lunedì

cronaca

Genova. Il Pd ligure va verso il commissariamento. Ieri Lorenzo Guerini, vice di Matteo Renzi, si è recato nella sede di via Maragliano e ha incontrato tutti i vertici liguri del partito, dal dimissionario Giovanni Lunardon ai segretari provinciali, dai consiglieri neoeletti in regione all’ex capogruppo in via Fieschi Nino Miceli e all’ex presidente del consiglio regionale Michele Boffa. Ancora una volta si è trattato di incontri ‘separati’ per cuperliani e renziani a sottolineare, se mai ce fosse bisogno, che la guerra tra bande non si è per nulla attenuata.

Sono venuto qui per proseguire il lavoro cominciato la scorsa settimana – spiega Guerini – per ricostruire dopo il risultato elettorale l’agibilità politica del partito dopo le dimissioni presentate dal segretario Lunardon. L’obiettivo è arrivare a breve a un congresso e ci stiamo confrontando su come arrivarci”. Il nodo appunto è sempre quello del ‘traghettamento’. Se Guerini ha accantonato fin da subito l’ipotesi del direttorio o del triumvirato (“nessuna formula pasticciata” ha detto senza mezzi termini) la sua presenza a Genova rappresenta l’estremo tentativo per evitare il commissariamento con l’individuazione di un’ipotesi condivisa.

Ipotesi condivisa che, a detta di quanti sono usciti alla spicciolata dai diversi incontri, ad oggi non c’è. Così se i cuperliani, a partire dal segretario genovese Alessandro Terrile continuano a proporre lo stesso Lunardon come traghettatore, i renziani vogliono uno dei loro e una mediazione non si è trovata, neppure su Vito Vattuone o Pippo Rossetti.

A questo punto, quasi tutti sembrano auspicare l’arrivo liberatorio di un commissario esterno che alleggerisca il pd ligure da ogni responsabilità. Almeno per qualche mese, fino al congresso. Congresso che, al contrario di quanto era emerso dopo gli incontri della settimana scorsa, potrebbe svolgersi in autunno con le ‘vecchie’ regole delle primarie aperte. Guerini stesso non lo esclude e spiega: “Come partito stiamo lavorando a una modifica dello statuto che prevede un albo degli elettori per le primarie e anche un cambio di regole per l’elezione del segretario regionale che diverrebbe prerogativa degli iscritti, ma queste regole non saranno pronte prima della fine dell’anno”. Molto probabilmente però l’elezione del nuovo segretario regionale arriverà prima, tanto più se il partito sarà nel frattempo retto da un commissario.

Sul perché il partito ligure si sia ridotto a questo punto, con colleghi di partito che quasi non si rivolgono la parola Guerini preferisce non commentare: “Ho le mie idee ma in questa fase sono qui soprattutto con un ruolo di garanzia. E’ indubbio che la situazione sia molto critica, ma a me interessa che il partito ligure riesca a ripartire e sia pronto alle prossime sfide, dall’opposizione al governo regionale alle elezioni comunali del prossimo anno a Savona a quelle per il sindaco di Genova del 2017”. Una prospettiva che, con il partito spaccato a metà, oggi sembra ancora parecchio lontana, ma il verdetto finale arriverà solo lunedì. L’appuntamento è fissato alle 18 al Cap di via Albertazzi alla presenza dello stesso Guerini.

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