Casa all'asta per 900 euro, la svolta: la banca darà gratis i documenti - IVG.it
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Casa all’asta per 900 euro, la svolta: la banca darà gratis i documenti

La filiale ha "riconosciuto" il cliente degli articoli e si è attivata per risolvere il malinteso: ora Mario potrà presentare il ricorso e tentare di salvare la sua casa

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Albenga. Non è ancora un happy ending, perché è solo l’inizio di un percorso al termine del quale “Mario” (come abbiamo deciso di chiamare il protagonista di questa vicenda) potrebbe riuscire a salvare la propria casa, oppure perderla ugualmente. Ma se il finale del libro è tutto da scrivere, quello del capitolo è arrivato, e non poteva finire meglio: Mario avrà la documentazione di cui aveva bisogno per bloccare la messa all’asta della propria casa gratuitamente.

Per chi non conoscesse la vicenda, in sintesi Mario è un 50enne di Albenga, disoccupato e indigente, che da tempo non riesce a pagare il mutuo (le preoccupazioni gli hanno anche causato un infarto pochi mesi fa). Affidatosi a Giorgio Brondi, presidente regionale dell’Associazione Tecnici Econometrici, ha scoperto di poter bloccare l’asta grazie a un sospetto di usura sul suo mutuo: per ottenere la perizia decisiva, però, aveva bisogno di alcuni documenti dalla banca per i quali l’istituto chiedeva 900 euro di rimborso. Una cifra che Mario ovviamente non possiede.

La sua vicenda, raccontata da Ivg, aveva toccato i cuori, tanto che molti lettori avevano invocato una colletta per aiutarlo. L’iniziativa era pronta a partire, coordinata proprio da Giorgio Brondi con l’aiuto anche del Centro Aiuto alla Vita ingauno e della sua responsabile, Ginetta Perrone. Fortunatamente, però, non sarà più necessario, quantomeno per lo scopo specifico di ottenere quei documenti: Mario per averli non dovrà più sborsare alcun soldo.

Ad annunciarlo è proprio la banca, Intesa San Paolo, che ha deciso di intervenire nella delicata questione raccontandola anche dal proprio punto di vista. Il direttore della filiale, Francesco Terrana, è a sua volta lettore di Ivg e ha riconosciuto in un proprio cliente il “Mario” dei nostri articoli: da lì è partito il lavoro interno alla banca che ha permesso di chiarire il malinteso e trovare una soluzione.

La casa, spiegano da Intesa San Paolo, è andata all’asta poiché il mutuo presenta ormai 40 rate impagate (la posizione è “in sofferenza” ormai dal 19 settembre 2013). “Quando il cliente, con il supporto del ragionier Brondi, ha scoperto di poter fare ricorso in Tribunale e chiedere il blocco dell’asta al Prefetto ha fatto pervenire alla Banca tramite il suo legale la richiesta di produrre le quietanze delle rate di mutuo già pagate (non del piano di ammortamento, quindi, che non era affatto necessario): il signor ‘Mario’ sosteneva di averle smarrite tutte, perciò la filiale ha dovuto ristampare 99 quietanze, tante quante le rate già versate”.

E qui nasce l’equivoco: “La procedura che consente di duplicare i documenti funziona per singola interrogazione e produce in automatico una sorta di nota spese, che indica in 10 euro per ciascuna quietanza il costo a carico del cliente, nel caso venga stampato il cartaceo, e in 1 euro per quietanza, nel caso sia invece rilasciato un pdf. Quindi il costo totale assommava teoricamente a 990 euro: cifra che mai la Banca avrebbe richiesto né a ‘Mario’ nè ad altri clienti (oltre che non etico, sarebbe stato peraltro impossibile escuterla). Si era infatti convenuto per un rimborso spese a forfait di 10 euro”.

La banca lascia in sostanza intuire che, come spesso accade, la “verità” non sta mai da una parte sola e che anche Mario ha le sue colpe: “La filiale ha stampato le 99 ricevute e ha inviato sia a ‘Mario’ che al suo avvocato una raccomandata A/R, il 12 maggio scorso, per informarli del fatto che la documentazione era pronta in filiale. L’avvocato ha ritirato la raccomandata, il cliente no. Nessuno, in ogni caso, si è mai presentato agli sportelli per ritirare la documentazione. In pratica, si è trattato della classica situazione in cui, parlandosi direttamente, sarebbe stato possibile evitare qualsiasi malinteso”.

Quale che sia la dinamica, l’importante è che la vicenda alla fina si sia conclusa per il meglio. Ieri pomeriggio il direttore Terrana ha contattato sia l’avvocato di Mario che Giorgio Brondi e, per dimostrare la più ampia disponibilità della Banca, si è convenuto di consegnare la documentazione richiesta a titolo completamente gratuito.

Ora per “Mario” rinasce la speranza: potrà inoltrare il suo ricorso e bloccare l’asta. Da lì in poi, chissà: magari la salverà, magari la perderà ugualmente. Forse nella vita è stato sfortunato, o forse colpevole: in ogni caso, potrà giocarsi le sue carte. Ma la vera notizia che emerge da questa storia forse è un’altra, ovvero il “cuore” di tanti lettori: in un periodo in cui regna tanta, troppa rabbia, in cui ogni articolo è per alcuni lettori una scusa per insultare qualcuno, dal profugo al politico al pirata della strada, scoprire che si può ancora amare ed essere solidali con uno sconosciuto è, davvero, una bella notizia.

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