Abbigliamento tecnico troppo costoso: l'Andora Calcio rinuncia all'affiliazione con il Torino - IVG.it
Accordo sfumato

Abbigliamento tecnico troppo costoso: l’Andora Calcio rinuncia all’affiliazione con il Torino

Il presidente Morelli: "Le famiglie stanno già affrontando sacrifici per consentire che i loro piccoli possano giocare"

Pulcini 2005 ad Andora

Andora. Nel calcio moderno, si è diffusa la pratica delle affiliazioni dei settori giovanili delle società dilettantistiche ai sodalizi professionistici.

Collaborazioni all’insegna del do ut des: le piccole realtà possono relazionarsi dal punto di vista organizzativo con i grandi club, dotati di risorse, competenze ed esperienza; le grosse società possono così contare su vivai diffusi nel territorio nazionale cui attingere in ottica futura, assicurandosi i talenti migliori.

L’Andora Calcio era ad un passo da un accordo del genere, con il Torino FC. A tal fine, lunedì sera si è riunito il Consiglio direttivo, per valutare compiutamente la proposta di affiliazione pervenuta nei mesi scorsi alla società ponentina.

I primi passi erano stati compiuti dalla precedente dirigenza; poco più di una settimana fa, infatti, l’Andora ha cambiato l’organigramma. “Le prime valutazione informali fatte da questo direttivo – afferma il presidente Paolo Morelli -, erano, e non poteva essere diversamente, ragionate sugli impegni e sugli obblighi contrattuali che ci erano stati riferiti sommariamente dal presidente uscente, Marco Bertolino”.

Non è tutto oro quel che luccica: conti alla mano, l’attuale dirigenza non ha trovato vantaggiosa l’affiliazione. Morelli spiega: “Con stupore, il nuovo Consiglio direttivo si è trovano di fronte, in sede di conclusione del contratto, ad impegni economici ed obblighi di forniture, a condizione molto diverse e certamente peggiorative per la nostra società e per il nostro settore giovanile, rispetto a quelle riferiteci verbalmente dal presidente uscente“.

“In particolar modo – aggiunge – al di là del gravoso impegno finanziario richiesto alla società e del rapporto costi/benefici tutto da verificare, sono emersi obblighi di acquisto da parte delle nostre giovani leve di abbigliamento tecnico estremamente più costoso di quelli reperibili sul mercato odierno. In un momento in cui siamo chiamati a ottimizzare le spese ed a riorganizzare tutto il sistema Andora Calcio, non possiamo accettare che un bambino che voglia avvicinarsi per la prima volta al calcio, debba essere obbligato a sostenere spese importanti, soprattutto in un momento di crisi economica; peraltro tale obbligo si sarebbe ripercosso anche sulle due prossime stagioni essendo il contratto stesso triennale”.

Le famiglie andoresi – ribadisce Morelli -, stanno già affrontando sacrifici per consentire che i loro piccoli possano giocare e divertirsi, ed in quest’ottica, pensiamo di non dover aggravare ulteriormente la situazione”.

In conclusione, la decisione di rifiutare l’accordo è stata unanime. “Il nuovo Consiglio direttivo ritiene prioritario ed indispensabile, per la serietà della società, prima di investire ulteriori risorse, provvedere a definire razionalmente tutte le situazioni arretrate rimaste sino ad oggi irrisolte, ed a causa delle quali – conclude Morelli – non si possano certamente in alcun modo condividere le ottimistiche dichiarazioni sullo stato dell’Andora Calcio, fatte dal presidente uscente”.

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