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Savona, nidi di gabbiano in via Gramsci: riscoppia la polemica foto

L'Enpa chiede al Comune di adottare soluzioni per evitare la nidificazione nelle fioriere sospese

Savona. Gabbiani e fioriere di via Gramsci. Anche quest’anno, come accade da ormai quattro anni, in questa stagione, si apre una polemica intorno alla presenza dei nidi di gabbiano sopra ai vasi “sospesi” dei pali dell’illuminazione della centralissima via.

A protestare è l’Enpa che ha più volte chiesto di adottare una soluzione per evitare che i passanti siano spaventati dalla presenza dei gabbiani che proteggono i loro piccoli: “Gli adulti temono la presenza di passanti e turisti e volteggiano minacciosi sopra di loro, senza ferirli ma spaventandone alcuni. A questo punto cominciano le telefonate di cittadini al comune, chiedendo l’eliminazione di nidi e piccoli, che mette a sua volta sotto pressione i volontari della Protezione Animali affinché intervengano”.

“Non è legale eliminare i nidi occupati dai piccoli ma dopo qualche giorno questi cadono a terra ed allora, nell’impossibilità di rimetterli sul nido, l’Enpa li ricovera nelle sue strutture a proprie spese, anche se il compito è per legge della Provincia inadempiente da anni, e li alleva fino all’autosufficienza per poi liberarli. La soluzione del problema è molto semplice ma si scontra con la burocrazia comunale: da ben quattro anni chiediamo infatti al comune, senza aver ottenuto nemmeno una risposta, di rendere le fiorire non nidificabili, o eliminandole o ricoprendole con una gabbia in rete che impedisca ai gabbiani di accedervi, ma permetta la vita delle piante” dicono dall’associazione animalista.

“Nei giorni scorsi è nato, e quasi subito caduto, il primo piccolo gabbiano ed i volontari dell’Enpa sono subito stati subissati di telefonate da cittadini e comune, per recuperarlo e far cessare le incursioni dei genitori. Lo abbiamo fatto ma ci siamo definitivamente stufati ed abbiamo affisso nella zona la ‘partecipazione’ alla nascita ‘annunciata’ ricordando ai cittadini, ed ai tanti turisti che transitano lungo la via, l’assurdità di una situazione kafkiana tipicamente savonese, in cui i problemi semplici non si risolvono ma si lasciano incancrenire, nella fattispecie non solo a danno dei cittadini ma anche a spese di associazioni di volontariato come la nostra, già alle prese in questo mese con centinaia di soccorsi di animali selvatici feriti o in difficoltà” concludono dalla Protezione Animali Savonese.

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