Pedopornografia on line, don Giorgio Porcellana domani dal gip - IVG.it
Gli orchi della rete

Pedopornografia on line, don Giorgio Porcellana domani dal gip

La polizia ha sequestrato numerosi computer, smartphone e dispositivi informatici ritenuti di estremo interesse ai fini della prosecuzione delle attività d'indagine

don giorgio porcellana

Alassio. Ancora 24 ore di tempo per riflettere e poi eventualmente fornire al gip Fiorenza Giorgi tutte le spiegazioni del caso.

Sarà interrogato domani per rogatoria don Giorgio Porcellana, il sacerdote salesiano di 49 anni, di Asti, arrestato dalla polizia postale di Genova e Milano attualmente detenuto in carcere a Savona.

Lo hanno ammanettato ieri mattina all’istituto Don Bosco di Alassio dove si era trasferito da qualche mese per motivi di salute. Qui era ospite della struttura salesiana diretta da don Gino Bruno.

Secondo l’accusa don Giorgio Porcellana faceva parte una rete di utenti, apparentemente normali, che si scambiavano video e foto. Quelle immagini, però, raccontavano la violenza assoluta: filmati di pesanti violenze e atti sessuali con bambini anche di meno di dieci anni costretti ad avere rapporti sessuali tra di loro o con animali.

E ieri mattina, in una vasta operazione della polizia postale, è stata messa la parola fine ad una pericolosa rete criminale internazionale che diffondeva e vendeva materiale pedopornografico. Un’indagine che alla fine hanno permesso di individuare 233 utenti su scala globale, in cinque diversi continenti. “Gli orchi della rete” si scambiavano via internet materiale illecito. I gravi indizi raccolti dagli investigatori milanesi hanno determinato la Procura della Repubblica di Milano, che coordina le indagini, a disporre perquisizioni personali, informatiche e a casa di ventinove utenti italiani – gli altri indagati sono tutti stranieri.

Nel corso degli interventi della polizia sono stati perquisiti e sequestrati numerosi computer, smartphone e dispositivi informatici ritenuti di estremo interesse ai fini della prosecuzione delle attività degli investigatori milanesi. Le indagini, avviate nel 2012 e condotte per circa un biennio, hanno avuto inizio monitorando gli spazi pubblici di alcuni siti web e in particolare di alcuni servizi di condivisione di immagini i cui criteri di raccolta e di proposta di visione tra certi utenti lasciava intravedere atteggiamenti sospetti per l’insistente richiamo a pose di minori.

I luoghi virtuali per la pubblicazione delle proprie immagini personali, di cui la polizia rimarca la conformità alla legge e la stretta policy interna contro la pedopornografia, finiva per rappresentare una sorta di anticamera per gli interessati alla pornografia minorile che si spostavano su altri canali di comunicazione dove scambiare file multimediali illeciti, utilizzando anche le caselle di posta elettronica. Per la particolare segretezza delle comunicazioni fra gli stessi indagati, spiegano gli inquirenti, si è rivelata essenziale l’adozione delle tecniche speciali di investigazione previste della normativa italiana in materia di attività sotto copertura, intercettazione telematica e intercettazione telefonica.

Alla fine anche don Giorgio Porcellana, il prete con tre lauree in tasca, è stato arrestato e domani lo attende il giorno della verità.

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