Inchiesta "Dirty Soccer", l'Aquila-Savona tra le partite "truccate". Arresto a Vado Ligure per estorsione - IVG.it
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Inchiesta “Dirty Soccer”, l’Aquila-Savona tra le partite “truccate”. Arresto a Vado Ligure per estorsione

L'ex allenatore Di Napoli e l'ex collaboratore Solidoro contattati dal dg dell'Aquila

Ninni Corda

Savona/Vado L. Oltre al clamoroso arresto di Ninni Corda (fermato a Savona e rinchiuso nel carcere di Sant’Agostino), anche l’ex allenatore del Savona Calcio Arturo Di Napoli è finito nel mirino degli inquirenti nell’ambito dell’operazione sul calcioscommesse “Dirty soccer”, così come l’ex collaboratore sportivo Massimiliano Solidoro, ex calciatore dilettantistico: a loro carico sono state effettuate da parte della Squadra Mobile perquisizioni domiciliari, su delega del tribunale di Catanzaro: sono stati sequestrati smartphone e tablet.

Nel mirino degli investigatori e della Procura distrettuale antimafia è finita anche la partita disputata a L’Aquila del 23 novembre scorso, terminata con la sconfitta esterna dei biancoblu per 1-0. Secondo quanto trapelato dalla carte dell’inchiesta, Solidoro, contattato dal direttore sportivo dell’Aquila finito agli arresti, Ercole Di Nicola, avrebbe fatto da intermediario con mister Di Napoli per “agevolare” la sconfitta del Savona.

La posizione di Di Napoli e Solidoro è ancora al vaglio degli inquirenti che stanno ricostruendo partita dopo partita la fitta rete scommesse effettuate sul campionato di Lega Pro. Gli accertamenti sono ancora in corso: le combine accertate e messe in atto riguardano 17 incontri per la sola Lega Pro e la società aquilana è quella maggiormente coinvolta nelle indagini.

Solidoro, secondo quanto si evince dalle carte dell’indagine, si sarebbe recato prima a Roma e poi in Abruzzo il 22 novembre scorso proprio per organizzare la combine. “Di Nicola – scrive la Procura calabrese – con l’intermediazione di Solidoro offriva-prometteva a Di Napoli denaro o altra utilità’ o vantaggio affinché’ la squadra del Savona uscisse sconfitta dall’incontro di calcio di Lega Pro Girone B con l’Aquila disputato in data 23 novembre e conclusosi con l’effettiva vittoria degli abruzzesi”.

Ecco nel dettaglio gli incontri che sarebbero stati truccati nel campionato di Lega Pro: Pisa – Torres; Juve Stabia – Lupa Roma; Sant’Arcangelo – Aquila; Grosseto – Sant’Arcangelo; Aquila – Savona; Prato – Sant’Arcangelo; Cremonese – Pro Patria; Monza – Torres; Bassano – Monza; Torres – Pro Patria; Pro Patria – Pavia; Aquila – Tuttocuoio; Aquila – Sant’Arcangelo; Barletta – Catanzaro; Aversa – Barletta; Vigor Lamezia – Paganese; Barletta – Vigor Lamezia.

Dai vertici della società calcistica savonese, al momento, nessun commento diretto sulla vicenda, in attesa di conoscere i dettagli dell’inchiesta e nello specifico le contestazioni relative alla gara con l’Aquila. “E’ giusto attendere l’esito delle indagini: il Savona Calcio è estraneo a questa vicenda e non è tra le società coinvolte nelle combine…Semmai, in attesa di valutare le carte che riguardano gli indagati, è parte lesa in questa brutta storia. Ma ora è ancora presto per ogni valutazione precisa”.

Il procuratore nazionale della Federazione italiana giuoco calcio ha preso contatti, stamane, con la procura di Catanzaro per ottenere la documentazione relativa all’inchiesta sul calcioscommesse che riguarda diverse società di Lega Pro e serie D e lambisce anche il campionato di serie B. Il procuratore Palazzi ha affermato: “Operazioni come questa contribuiscono a disinquinare il mondo del calcio”.

“Abbiamo scoperto una stabile organizzazione criminale che grazie a calciatori, dirigenti e tesserati e non, ha messo in atto condotte finalizzate ad alterare i risultati di varie partite. Il problema è tutt’altro che risolto” ha detto il questore di Catanzaro Giuseppe Racca.

L’operazione sul calcioscommesse condotta dalla polizia di Stato dimostra “come le ramificazioni della ‘ndrangheta abbiano assunto un livello esorbitante non solo nei settori classici in cui operano le cosche ma anche nel mondo dello sport” ha detto il direttore dello Sco Renato Cortese, che ha anche evidenziato come la polizia di Stato “di solito vicina al calcio con i servizi di ordine pubblico per garantire l’incolumità degli spettatori e prevenire i reati, oggi abbia mostrato la sua faccia repressiva”.

E sull’ombra dell’ndrangheta nel calcio scommesse tra gli arresti eseguiti dalla Squadra Mobile c’è quello dell’albanese Edmund Nerjaku, residente a Vado Ligure, pregiudicato per reati legati al mondo degli stupefacenti, coinvolto nell’inchiesta sia per la sua partecipazione diretta alle combine sportive, ma tra le accuse a suo carico anche quella di estorsione: tra le sue attività illecite quella delle “riscossione crediti” e dei soldi guadagnati sulle scommesse per conto dell’organizzazione criminale.

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