Frase sessista

Calcio femminile, Apertamente Arcigay Savona: “Intollerabili le parole di Belloli”

Il presidente della Lnd avrebbe dichiarato: "Basta dare soldi a queste quattro lesbiche"

Calcio Femminile - Sestrese Vs Forli

Savona. “Basta non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche”. Le parole di Felice Belloli, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, hanno nuovamente scosso il mondo del calcio italiano. La sua presunta frase sessista, che sarebbe stata pronunciata durante una riunione del Consiglio relativa alla distribuzione di alcuni contributi, fa discutere tutta l’Italia sportiva e non solo.

Non è la prima volta che il calcio femminile viene messo in cattiva luce dalle parole pronunciate proprio da coloro che dovrebbero sostenerlo e promuoverlo. Carlo Tavecchio, quando era numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, fece discutere per la seguente uscita: “Siamo da sempre protesi a voler dare una dignità estetica alla donna del calcio. Prima si pensava che fosse handicappata rispetto al maschio per resistenza ed altri fattori, adesso invece abbiamo riscontrato che sono molto simili…”

Antonietta Toscano, la responsabile cultura di Apertamente Arcigay Savona, interviene sull’argomento. “E’ veramente impensabile poter ascoltare e tollerare le dichiarazioni di questi due massimi dirigenti del calcio italiano – dichiara -. Lo sport è sempre stato la rete dei collegamenti umani: dove regna l’intolleranza lo sport unifica le persone, dove la diversità è messa in evidenza lo sport rende tutti uguali. Chi esercita sport è consapevole che lo sport è per tutti, senza distinzioni di razza, età, sesso, colore, capacità, incapacità, orientamento sessuale. Dimenticare questo vuol dire dimenticare la storia”.

“In tutti gli sport – prosegue Toscano – esistono delle categorie: perché? Per puntualizzare ulteriormente che nessuno di noi è uguale ad un altro, è inevitabile dover esercitare delle distinzioni, perché esiste il più forte e il debole (fisicamente si intende), il più giovane, il più vecchio, l’abile, il meno abile, l’uomo e la donna”.

“Il gioco del calcio non è esente da questo assunto! Sappiamo bene tutti – sottolinea -, che esistono donne che giocano a calcio e fortunatamente in questi ultimi vent’anni la categoria si sta sviluppando sempre più. Da piccole (categoria Pulcini) le bambine giocano a calcio con i loro amici maschietti fino a che salendo di categoria si iscrivono in qualche società sportiva dove è previsto il settore femminile”.

“Il settore femminile – spiega Toscano -, da sempre, è stato, ed è tuttora, per molte società sportive il settore di ‘cuscinetto’. Più squadre la società sportiva riesce ad iscrivere ai campionati previsti e più agevolazioni economiche può avere sugli importi delle iscrizioni. Per questa ragione, inizialmente, molte società sportive hanno cominciato ad inserire nel loro organico i settori femminili, scoprendo poi in questo settore una vera e propria risorsa e avendo molte iscritte e appassionate di questo sport”.

“In questi ultimi anni – ribadisce l’esponente di Apertamente Arcigay Savona – il settore del calcio femminile è aumentato e sempre più donne si stanno avvicinando a questa disciplina. Non è certo giocando a calcio che la donna perde la propria dignità, e soprattutto non è l’unica attività ‘prevalentemente maschile’ alla quale la donna si avvicina. Allora potremmo dire che le donne ingegnere (e potremmo aggiungere: le donne autiste, le donne idraulico, le donne pilota, le donne astronaute e così via) perdono la loro dignità estetica in quanto svolgono un lavoro prettamente maschile?”.

“Si evince che il discorso fatto non regge in nessuna direzione, ed è completamente anacronistico e insensato. Come associazione che si batte per i diritti delle persone LGBTQI non possiamo che dissentire da tutto questo discorso e appoggiare ora e sempre la tesi che ogni persona ha diritto ad essere se stessa, a praticare tutti gli sport che desidera, a svolgere qualsiasi tipo di lavoro e a vivere la propria vita nel massimo rispetto di se stesso e del prossimo. Questo rispetto – conclude Toscano – non deve mai essere in difetto soprattutto in quelle persone che occupano ‘poltrone di rilievo’ e che hanno il dovere di essere d’ esempio per tutti”.

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