Savona, presentato il Bilancio Sociale 2014. Sorgini: "Nessuna riduzione dei servizi nonostante i tagli ai fondi" - IVG.it
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Savona, presentato il Bilancio Sociale 2014. Sorgini: “Nessuna riduzione dei servizi nonostante i tagli ai fondi”

Savona. E’ stato presentato questa mattina dall’assessore ai servizi sociali Isabella Sorgini il “Bilancio Sociale 2014”, il documento che l’assessorato alla promozione sociale e alla pubblica istruzione pubblica per il terzo anno ad integrazione degli strumenti adottati dal Comune di Savona adotta per il monitoraggio e la programmazione quale resoconto delle attività svolte nel corso dell’anno.

“Insieme al nuovo strumento del sito internet dedicato – spiegano da Palazzo Sisto – la relazione testimonia l’impegno verso la comunicazione, il dialogo e la trasparenza dell’assessorato nei confronti dei cittadini, degli utenti dei servizi pubblici locali e, più in generale, verso l’intera collettività interessata. Il rendiconto sociale consente dunque all’assessorato di ‘dialogare’ con i cittadini mostrando i risultati prodotti e gli effetti economico-sociali generati sul territorio e sulla comunità con un linguaggio più accessibile e facilmente comprensibile”.

“La scelta dell’amministrazione è da sempre fortemente improntata verso il sociale – spiega l’assessore Isabella Sorgini – Con grande sforzo non abbiamo mai tolto un euro da questa voce, mentre via via negli anni sono venute meno risorse finanziarie statali e regionali. In particolar modo, abbiamo scelto di investire sull’erogazione di servizi, piuttosto che su contributi di vario tipo. Ogni anno presentiamo il Bilancio Sociale prima dell’approvazione del bilancio, perché si tratta di uno strumento utile anche ai fini di una valutazione politica, definendo le obiettivi e priorità, ponderando le scelte fatte e quelle future, senza mai dare nulla per scontato. Ma il Bilancio serve anche per capire quali servizi hanno senso e quali no, se ha senso spendere una certa cifra in un determinato modo oppure se non vada cambiato qualcosa”.

Diversi i risultati ottenuti lo scorso anno: “Tra gli obiettivi raggiunti nel 2014 sul fronte della promozione sociale voglio ricordare l’incremento di forme di solidarietà e di accoglienza nei confronti dei minori e delle loro famiglie e, in particolare, l’avvio dell’affido omoculturale, che prevede l’inserimento del minore in una famiglia della stessa cultura di provenienza. Abbiamo anche incrementato l’utilizzo del voucher sociale, visto l’esito positivo della fase sperimentale avviata nel 2013; uno strumento molto utile, rispetto al tradizionale pacco viveri, per differenziare la tipologia dei beni acquistati e per responsabilizzare chi li acquista. E’ una sorta di ‘ticket restaurant’ che serve anche a dare una responsabilità e dignità alle persone che li ricevono. Permette di non avere solo scatolame ma garantisce una maggiore attenzione per un’alimentazione corretta. Ovviamente i voucher non si possono usare per acquistare alcolici. Le famiglie alle quali sono stati elargiti li hanno usati bene. Ciò grazie anche i negozianti, che spesso conoscono i nuclei in difficoltà e danno loro più di quanto non possano effettivamente acquistare con i buoni”.

Il Comune di Savona ha avviato un progetto di “orti urbani”: “Dall’assessorato al decentramento abbiamo avuto 5 orti, che abbiamo affidato in concessione a persone a basso reddito e senza fissa dimora. Tutti e 5 lo hanno coltivato, qualcuno ci ha anche portato ad assaggiare i prodotti. Attraverso questa iniziativa abbiamo cercare di restituire a queste persone un po’ di dignità e cura di sé attraverso la cura dell’orto. Grazie a questo progetto siamo riusciti ad avere una relazione più forte con i senza fissa dimora, cosa che spesso è difficile ottenere”.

Passando all’area famiglia e minori, “c’è da notare che, anche poiché si registrano a Savona i tassi di separazione più alti della media regionale ed italiana ed alti tassi di separazione, è aumentato il numero dei minori a carico dei servizi sociali e con provvedimento di affidamento dell’autorità giudiziaria. Su questo fronte, forte è l’impegno dell’amministrazione, con numerosi servizi offerti quali assistenza domiciliare, centri socio-educativi, strutture residenziali, affido, contributi diretti finalizzati al sostegno e alla cura dei minori”.

Per quanto riguarda l’area adulti/inclusione sociale: “I servizi offerti sono stati mirati a far fronte a criticità riferite soprattutto alla casa, al lavoro e, sempre di più, anche alla sussistenza (ad esempio bando affitti, co-housing, inserimenti lavorativi socio-assistenziali). Nell’area di non autosufficienza e disabilità voglio ricordare le attività a sostegno degli anziani e l’introduzione di alcune novità allo scopo di avere maggiori garanzie rispetto all’erogazione del servizio (che è appaltato esternamente con apposita gara) come la rilevazione automatica dalle presenze di operatori a domicilio e le interviste all’utenza svolte da un soggetto esterno, ai fini della rilevazione del grado di soddisfazione dei servizi offerti (tra cui, assistenza domiciliare, consegna pasti caldi a domicilio, servizi di trasporto e altro.)”.

Infine, per quanto riguarda l’area attività educative: “Sono stati raggiunti gli obiettivi definiti: la gestione degli asili nido comunali ed il supporto alle scuole per garantire a tutti il diritto allo studio. Ricordiamo che, per quanto riguarda gli asili nido, Savona applica le tariffe più basse della Liguria, a fronte di un elevato standard dei servizi offerti, tanto da registrare da parte dell’utenza un indice di gradimento pari al 98 per cento. L’assistenza scolastica (mensa, trasporto, assistenza disabili) e, ai fini della realizzazione del diritto allo studio: l’erogazione di borse di studio, finanziamento di attività integrative (anche a carattere sportivo) per supportare i genitori che lavorano; finanziamento di progetti promossi dalle scuole (tra cui il teatro scuola, che permette ai ragazzi di lavorare coralmente aiutando ad integrarsi i minori con disagio), campi solari. Molto importante l’acquisto di libri di testo per tutti (questa voce è pari a 71 mila 883 euro), non solo per bambini da famiglie in difficoltà, per far sì che nessun bambino possa sentirsi discriminato”.

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