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Savona, detenuto del Sant’Agostino sospettato di avere la tubercolosi. Lorenzo (Sappe): “Roba da terzo mondo”

"Intollerabile la disattenzione dei vertici dell’amministrazione penitenziaria e della Regione sulla prevenzione sanitaria in carcere"

Savona. “Ma che fine hanno fatto le promesse e le rassicurazioni con le quali era stato garantito un maggiore livello di prevenzione a favore della Polizia Penitenziaria che opera negli istituti liguri?”. A chiederselo è il segretario regionale del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) Michele Lorenzo, che denuncia la presenza di un detenuto del Sant’Agostino di Savona che sarebbe sospettato essere affetto da tubercolosi.

“E’ roba da terzo mondo”, commenta senza mezzi termini il rappresentante del maggiore sindacato di categoria dei baschi azzurri che aggiunge di non essere più disposto a tollerare “la disattenzione dei vertici dell’amministrazione penitenziaria e dell’assessorato regionale alla sanità quali Enti competenti sulla delicata questione della prevenzione sanitaria“.

“Se accertata la notizia che un detenuto straniero recluso per minacce e resistenza nell’istituto di Savona sia affetto da tubercolosi – aggiunge Lorenzo – è indispensabile che la direzione attivi la procedura di controlli medici per il personale che ha avuto contatti col detenuto. Ma è da terzo mondo che nel carcere di Savona come in altri istituti liguri non ci siano adeguate dotazioni di protezione individuali per proteggere il poliziotto nelle sue attività ordinarie, come la perquisizione o, in casi limiti, in interventi con presenza di sangue o di pericolo immunologico, così come non vi è nessun protocollo d’intesa con le strutture sanitarie locali, nessun corso di preparazione su come intervenire in presenza di detenuti con sospetti casi di malattie a rischio contagio. Tutte ‘dimenticanze’ che questo sindacato non accetta e le rappresenterà a livello ministeriale”.

Sul fronte della sicurezza – continua Lorenzo – in Liguria si fa acqua da tutte le parti. Il 30 aprile alle 10 una delegazione visiterà l’istituto di Savona per appurare di persona le condizioni di lavoro del personale della sicurezza. L’istituto è privo di direttore, dato che quello attuale è in ‘part time’ con l’istituto di Chiavari. Questo non collima con il concetto di attenzione verso i problemi penitenziari della Liguria”.

Commenti

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  1. Scritto da yogsototh

    è tutta l’italia ormai da terzo mondo peggio…..