Savona, 10 arresti, 20 perquisizioni e due milioni e mezzo di beni sequestrati: maxi operazione della Finanza - IVG.it
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Savona, 10 arresti, 20 perquisizioni e due milioni e mezzo di beni sequestrati: maxi operazione della Finanza fotogallery

L'indagine ruota intorno alla Grissitalia Srl di Alessandria, che ha uno stabilimento anche ad Albissola Marina

Savona. Dieci arresti e 20 perquisizioni in varie regioni per frode fiscale, appropriazioni indebita, emissione di fatture per operazioni inesistenti e frode in commercio. E’ questo il bilancio dell’operazione messa in atto oggi dalla guardia di finanza. Dalle prime luci dell’alba, una cinquantina di fiamme gialle sta eseguendo le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emesse dal Gip del tribunale di Savona nell’ambito delle indagini svolte dalla stessa procura della Repubblica e coordinate dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi. L’attività si sta concretizzando nelle province di Savona, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Bergamo e Massa Carrara e ha consistito nell’arresto di 10 persone (delle quali 4 in carcere e 6 ai domiciliari), l’esecuzione di 18 perquisizioni di abitazioni private, uffici di aziende e stabilimenti, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, di contanti e altri beni per un totale di due milioni e mezzo di euro.

I reati addebitati agli indagati fanno dalla frode fiscale all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (quindi false) all’appropriazione indebita alla frode in commercio. L’indagine ruota intorno alla Grissitalia Srl di Alessandria (con stabilimenti ad Albissola Marina, Alessandria, Mombercelli in provincia di Asti, Prato Sesia in provincia di Novara, Oricola in provincia de L’Aquila) e azienda leader nel campo della panificazione industriale che distribuisce circa 49 mila tonnellate all’anno di pane fresco, pani morbidi, pane a lunga conservazione e grissini ed è di proprietà della famiglia Dana (Cesare Teresio ed i figli Massimo e Roberto) di Mombercelli.

Sono coinvolti numerosi autotrasportatori per la gran parte riuniti nel consorzio Grissiservizi, due direttori di stabilimento (uno dei quali amministratore del consorzio) nonché i membri della famiglia Dagna, che a vario titolo amministrano la società e che sono stati ritenuti gli ideatori di sistema fraudolento per l’emissione e l’utilizzo di fatture false.

La frode prevedeva questo semplice efficace meccanismo: l’emissione di una fattura per operazioni inesistenti, identificata con il termine “acconto”, da parte di autotrasportatori compiacenti che lavorano con Grissitalia; il conseguente bonifico bancario per il pagamento integrale della falsa fattura di “acconto” emessa dall’autotrasportatore compiacente ed effettuato direttamente da Grissitalia; l’autotrasportatore compiacente preleva in contanti allo sportello bancario o ad un bancomat la somma accordata, trattenendo per sé circa il 20 per cento pattuito; successivamente consegna personalmente i contanti prelevati al direttore di stabilimento di riferimento; poi lo stesso direttore di stabilimento restituisce il denaro contante direttamente ai Dagna.

Tale sistema è venuto alla luce a seguito dello sviluppo di due segnalazioni di operazioni sospette pervenute da un istituto di credito (tenuto per legge a segnalare alla Banca d’Italia le situazioni giudicate “sospette”) nei confronti della convivente di un autotrasportatore, che hanno evidenziato un’anomala operatività dei suoi conti correnti, con ingenti entrate e quasi paritetiche uscite di denaro e cifre in netto contrasto con il suo “status” di casalinga.

L’analisi della documentazione pervenuta dagli istituti di credito ha evidenziato i prelevamenti in contanti in corrispondenza di bonifici bancari accreditati da Grissitalia quali pagamenti di fatture. L’impresa, condotta dal solo autotrasportatore con un unico automezzo, non aveva la capacità di svolgere tutti i trasporti fatturati per circa 17 mila euro al mese. Le indagini svolte hanno permesso di provare anche per mezzo di attività tecniche, l’emissione e l’utilizzo di fatture false. Il trasportare è stato pedinato e filmato mentre consegnava 5 mila euro al direttore di stabilimento subito sequestrati. Nonostante il sequestro l’attività fraudolenta è proseguita senza rallentamenti. durante l’estate scorsa il contante ottenuto è servito per rifornire di carburante la barca di famiglia e permettere una crociera fra le isole del tirreno. l’ulteriore sviluppo delle indagini ha consentito di ricostruire tutta l’organizzazione e i vari soggetti coinvolti. La frode fiscale, è stata stimata in oltre 3,5 milioni di euro.

E’ stato ulteriormente appurato nelle parte finale dell’indagine, che a partire da ottobre 2013, Massimo Dagna ha disposto che parte della produzione presso lo stabilimento di Alessandria fosse effettuata utilizzando olio di oliva anziché quello extravergine di oliva indicato sulle etichette dei prodotti venduti, rendendosi anche responsabile del reato di frode in commercio.

I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip Fiorenza Giorgi, sono: Massimo Dagna, 45 anni, di Belviglio (Asti) e presidente del consiglio d’amministrazione di Grissitalia; Roberto Dagna, 42 anni di Belviglio, amministratore di Fin Sipaf spa (fiduciaria della famiglia Dagna) e titolare del ramo d’azienda in affitto a Grissitalia; Graziano Brandino, 54 anni di Quarona (Vc), direttore dello stabilimento Grissitalia di Albissola Marina; Franco Aresca, 40 anni, di Serravalle Sesia (Vc), direttore dello stabilimento Grissitalia di Prato Sesia.

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